63.

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Abbie Pov

Presi un sorso di thè caldo preso alle macchinette della centrale. Gennaio era fin troppo freddo per i miei gusti, anche se lo preferivo al caldo. La neve e il rischio di scivolare ogni due secondi, ecco, quello non lo apprezzato particolarmente.

Is:"buono?"
A:"insomma, ma almeno mando giù qualcosa di caldo"
G:"sono d'accordo"
Elise:"cosa fate questo fine settimana?"
H:"Izuku ed io andiamo via un fine settimana, Eri starà con Inko"
Nana:"io morirò in bagno, come avete sopportato le gravidanze voi due?"
H:"morendo, letteralmente, ho scoperto di essere incinta perché ho avuto un mancamento"
A:"io, non ho avuto così tante nausee"
Nana:"ah, certo"
G:"Shoto vuole andare a trovare sua madre, quindi domenica andremo da lei"
Is:"Kacchan sabato mi porterà fuori a cena"
Elise:"che invidia! Non avendo tutto il weekend libero, non credo potrò andare da Diego"
H:"sto Diego, ancora noi non lo conosciamo"
Elise:"giuro, prima o poi lo conoscerete"

Cosa avrei fatto io? Oboro era a casa tutto il weekend quindi non avrei potuto invitare a casa Toshi. E sapevo che ci sarebbe rimasto male, era stanco di dover venire di nascosto, come se fosse l'amante che non deve essere scoperto. Lo capivo. Non mi sentivo però pronta a raccontarlo, volevo continuare a tenere questa cosa, solo per noi due.

Elise:"e tu Abbie?"
A:"ho tutto il fine settimana libero, credo starò a casa con Tomura"
H:"perché non uscite tu e Toshi? Andate a fare un giro al centro commerciale, ci sarà qualcosa che ti serve, no?"
A:"bhe, si, ma non vorrei scomodare Toshi"
Is:"piuttosto che rimanere a casa tutto il weekend, chiedi"
A:"dopo magari chiedo"

Volevo chiederglielo in verità, una scusa qualsiasi per vederlo, ma se avessi voluto baciarlo? Non avremmo avuto chissà quanto tempo per noi. Buttai il bicchiere di thè vuoto e tornai alle scrivanie. Toshi era seduto proprio lì vicino a me, però chiacchierava con Izuku e non sapevo come intromettermi nella conversazione.

D:"Abbie?"
A:"eh?"
D:"non stai bene? Stai lì zitta zitta e ci guardi"
A:"volevo chiedere una cosa a Toshi, ma non volevo disturbare"
T:"dimmi?"
A:"questo fine settimana, dovrei andare al centro commerciale, vuoi venire con me?"
T:"viene anche tomura?"
A:"si"
T:"allora vengo, sai che mantengo l'amicizia con te solo per vedere il bambino, vero?"
A:"certo che lo so"

Anche le ragazze tornarono dalle macchinette tornando al lavoro. Perché non trovavo il coraggio di dire della mia relazione con Toshi? Lui non era come Shigaraki (Afo). Nessuno avrebbe disapprovato la nostra relazione, anzi, al contrario.
Mi continuavo a contraddire; volevo dirlo e allo stesso tempo no. A distrarmi da quei pensieri così confusi fu il rientro del comandante coperto però di neve e fango.

Nana:"Sorahiko! Cos'è successo?"
Gt:"la gente non capisce un cazzo"
T:"perché?"
Gt:"mi hanno spinto nella neve e nel fango appena gli ho fatto la multa"
Nana:"e tu non gli hai detto nulla?"
Gt:"gli ho dato una testata sul naso"
T:"ma può?"
Gt:"vuoi scoprirlo?"
T:"no, grazie"

A fine giornata ormai a casa ero ancora in dubbio su come gestire quella situazione. Tomura almeno mi distraeva abbastanza, anche perché ora che camminava, era impossibile tenerlo fermo e amava: le prese, i cassetti e i mobili. Si era già chiuso le ditina nel cassetto e ci avevo messo un sacco per calmarlo.

Tomura:"mamma!"

In grembo mi finì una macchinina: era il giocattolo che andava per la maggiore insieme a delle costruzioni di gomma che venivano impilati e buttati a terra ogni due minuti.

A:"ma che bella"
Tomura:"Bobobo"
Oboro:"eccomi piccolo fuggiasco"
A:"com'è andato il lavoro?"
Oboro:"sono passato da Helen a prendere la cena, bene comunque"
A:"bene"
Oboro:"senti, posso chiederti una cosa?"
A:"certo"

Presi Tomura in braccio per metterlo nel seggiolone, Helen non solo preparava da mangiare anche per noi, ma pure per Tomura. Come ne trovasse il tempo e la voglia, non ne ho idea. Ma almeno il bambino non stava prendendo il mio pessimo modo di mangiare.

Oboro:"ti vedo pensierosa in questi giorni, è successo qualcosa al lavoro? O ti stai pentendo di aver tenuto Tomura?"
A:"eh? No! Il bambino non centra e nemmeno il lavoro..."
Oboro:"e allora cosa? È grave?"
A:"non lo so"
Oboro:"mi stai facendo preoccupare"
A:"io e Toshi stiamo insieme"
Oboro:"e questo si sa, da pensare?"
A:"si, perché non so né come né quando parlare con gli altri"
Oboro:"hai paura non lo accettino?"
A:"non è quello. Però, vorrei che fosse per un po', una cosa solo nostra, so che, quando ne parlerò, mi faranno mille domande e..."
Oboro:"ho capito"
A:"però questa situazione comincia a pesare a Toshi e mi dispiace"
Oboro:"penso dobbiate trovare un compromesso, tipo, evitare Helen, Isabel, Genny, Elise e Nana per il momento, loro ti farebbero il terzo grado, magari parlarne con me e la madre di Toshi, siamo i vostri genitori infondo"
A:"tu sei cosa?"

Calò il silenzio, avevo capito cosa intendeva, infondo mi aveva cresciuto lui. Però, ecco, considerarsi "mio genitore" non l'aveva mai detto. Tomura non apprezzò il silenzio e cominciò a battere il cucchiaio sul suo piattino di silicone.

Tomura:"a momura pace Oshi"
A:"lo so amore"
Oboro:"tu, non hai sentito nulla"
A:"e quando dovrò parlarne con le altre?"
Oboro:"quando sarai pronta, loro capiranno, poi preparati al terzo grado"
A:"si, così li racconto la cilecca, rideranno per sempre"
Oboro:"cilecca?"
A:"l'abbiamo fatto la notte dell'ultimo, con troppo alcol in corpo ha mancato il..."
Oboro:"non riderò"
A:"ridi se vuoi"
Oboro:"da ubriaco ho mancato il culo"
A:"tu e Toshi siete gemelli separati alla nascita? Stupidi uguali siete"
Oboro:"mah, spera di no, sarebbe un casino"
Tomura:"iso! Iso"
Oboro:"Helen va fuori questo weekend, perché non andate anche tu e Toshi? Ci penso io a Tomura"
A:"eh? E cosa credi che penseranno Helen ed Izuku?"
Oboro:"che volevi passare un weekend fuori?"
A:"dove vanno?"
Oboro:"A quanto ne so Nara"
A:"a vedere i cervi?"
Oboro:"si, poi dormiranno in un hotel tipico giapponese a quanto mi ha detto Helen"
A:"quasi quasi...ne parlerò con Toshi"

Fine capitolo 63
Al prossimo capitolo~

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