Quando si dice il destino. Due persone si scontrano per caso ma che hanno cambiato per sempre le loro vite.
Questa è una storia di pura finzione. Può riportare o no le vicende del manga di Tokyo Revengers. I personaggi appartengono a Ken Wakui e Ko...
Izana e t/n si stavano godendo le vacanze natalizie nella loro casetta in Hokkaido. Avevano portato la figlioletta a fare un giro sulla montagna, c'era uno spettacolo sciistico e vendevano zucchero filato. In quelle zone non si sapeva chi fosse il Re della Tenjiku quindi i due passavano inosservati e si divertivano un mondo. Lasciarono la piccola in compagnia degli animatori ed altri bambini mentre si rifugiarono nella hall di un hotel lì vicino. "Non sopporto il freddo." disse la ragazza mentre sorseggiava un thè caldo che aveva ordinato al bar. "So io come riscaldarti." Izana le fece l'occhiolino e un sorrisetto perverso facendo intendere cosa volesse dire. I due si abbracciarono stretti e si lasciarono andare in un lungo bacio appassionato e senza staccarsi si dirigevano nel bagno privato del personale. "Non potete entrare qui!" esclamò un inserviente a qualche metro di distanza ma i due lo ignorarono chiudendosi a chiave nel bagno. "Oh fanculo ho voglia di te." Izana inchiodò la ragazza al muro e le ficcò la lingua in gola, toccando ogni centimetro del suo corpo da sotto i vestiti. "Anch'io." ansimò sbottonando i pantaloni del Re e tirarlo fuori finché si staccarono e lei si piegò a 90 per concedersi completamente a lui. Finito di fare l'amore i due corsero fuori dalla struttura senza farsi vedere, prelevarono la figlia e tornarono a casa. "Sembriamo dei fuggitivi." ironizzò t/n mentre la bambina dormiva beatamente tra le sue braccia.
Tornati a Yokohama t/n si recò in palestra per riprendere gli allenamenti, aveva lasciato Izumi dalla madre perché Izana era in riunione. Suguru chiese se aveva seguito la dieta che le aveva prescritto ma lei negò ricevendo poi dei seri rimproveri. Più tardi Mia era entrata furiosa in sala, la bionda si accanì su t/n non appena la vide. "Eccoti qui, stavo cercando proprio te." Le diede uno schiaffo forte e l'altra non capiva il perché toccandosi la guancia. "Che cazzo fai sei impazzita?!" urlò la sorella Momo abbracciando l'amica per stare dalla sua parte. "Nostro padre è morto ed è tutta colpa sua!" Non c'era nessun altro oltre a loro in quanto Mia aspettava il momento giusto per sfogarsi ovvero quando la palestra si sarebbe svuotata. "N-nostro padre?" Momo non ne sapeva nulla, non lo vedeva da anni visto che era andata a convivere con la sua fidanzata. "Questa stronza è il male. I suoi sottoposti lo hanno fatto fuori!" urlò puntandole il dito contro, iniziò ad odiare t/n con tutto il suo corpo. "Non ne so nulla per favore ascoltami..." La Regina provò a farla ragionare ma non c'era verso. Mia aveva uno sguardo fulmineo, stringeva i denti e ringhiava dalla rabbia. "Ti ammazzo puttana ti odioooo." Le diede un calcio facendola cadere a terra urlando come una pazza mentre t/n le chiedeva spiegazioni in ginocchio. Suguru corse subito a dividerle, Momo rimase sconvolta per qualche minuto non riuscendo più a parlare né a muoversi. 'Non mi ha neanche chiesto scusa, avrò solo brutti ricordi di lui.'
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Qualche giorno prima Jun aveva scoperto il rifugio della Tenjiku ed entrò nell'ufficio di Akane dalla finestra. Provò ad hackerare il sistema di sicurezza del loro conto in banca ma venne beccato poco dopo all'uscita di emergenza. "Tu chi cazzo sei?" ringhiò Shion in piedi alle sue spalle facendo sussultare l'uomo, questi si girò trovandosi davanti gli uomini più forti del posto. "Di nuovo tu?!" Mucho riconobbe lo stesso che aveva provato a truffarlo un paio di mesi fa'. "Non ti è bastata la lezione?!" Ran prese il bastone che usava nelle battaglie e lo batteva sulla mano per minacciarlo, il rumore rimbombava. "Eri tu che spiavi t/n vero? Così sei riuscito a trovare questo posto." aggiunse Mocchi scrocchiando le dita pronto a dargli una lezione. Il Re aveva ordinato ai soldati di uccidere chiunque avesse tentato di infiltrarsi e rubare delle informazioni ed usarli contro la gang. 'Stavolta sono fottuto per davvero.' pensò Jun arrendendosi al proprio destino, aveva deciso di sua spontanea volontà di entrare nel territorio nemico, una simile imboscata era un cliché. "Cosa cazzo volevi fare eh? Feccia!" Iniziarono a pestarlo di botte non accorgendosi che Jun stava registrando a voce con il cellulare in tasca. Rindou lo teneva fermo mentre Ran gli aveva mutilato mezzo cranio, Mocchi gli aveva rotto le ossa delle gambe per non farlo scappare e Shion lo prendeva a pugni. Le urla di dolore dell'uomo erano forti e le pareti erano sporchi di sangue. "Le tue ultime parole bastardo." Kakucho puntò una pistola alla tempia dell'intruso, un solo colpo e sarebbe sparito per sempre. "Non mi pento di nulla, l'ho fatto per loro." Venne ucciso poco dopo aver finito la frase, gli passarono davanti tutti i momenti trascorsi in famiglia. Adesso potrà ricongiungersi con la sua defunta ex moglie.