Quando si dice il destino. Due persone si scontrano per caso ma che hanno cambiato per sempre le loro vite.
Questa è una storia di pura finzione. Può riportare o no le vicende del manga di Tokyo Revengers. I personaggi appartengono a Ken Wakui e Ko...
Era il primo compleanno della piccola Izumi e stava andando tutto bene, gli invitati si divertivano, non c'erano state scenate tra le due gang rivali fin quando Mikey perse la ragione arrivando a molestare t/n dopo che questa venne a sapere di un piano del biondo per rubare gli investimenti a lei intestati. Izana venne in suo soccorso tirando un forte calcio al ragazzo e liberandola dalle sue grinfie. "Lo sapevo che eri un lurido infame." Da prima stava tenendo sott'occhio il fratellastro sospettando di lui, non si era mai fidato, ora ne aveva la conferma. Aveva rubato i fondi del concessionario e per di più aveva messo le mani addosso alla Regina. "Credi di essere un eroe? Non lo sei mai stato." Mikey lo prendeva in giro ridendo di lui, rinfacciandogli di non essere mai stato gradito dalla famiglia Sano. "Sei solo un povero bastardo." Sapeva quanto queste parole gli facevano male, aveva letto tutte quelle lettere che Izana mandò a Shinichiro quando era ancora all'orfanotrofio, mettendo il dito nella piaga. "Come ti permetti stronzo?! Questa me la paghi." Iniziò un duello tra i due mentre t/n corse a cercare Draken e Kakucho all'interno del locale per tentare di fermarli. Non ci stava capendo più nulla, era confusa ed arrabbiata ma non poteva permettere che Mikey rompesse l'atmosfera felice della serata. Per non creare scompiglio tra gli invitati t/n trascinò gli amici fuori in silenzio senza farsi vedere dagli altri. "Basta ragazzi vi prego!" urlò la ragazza interponendosi tra loro cercando di dividerli. I due si spingevano in una gara di resistenza incrociando le dita e Izana diede una ginocchiata al giovane. "Fermatevi!"
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"Perché state combattendo?" Draken prese da parte Mikey per farlo ragionare, non stavano nel loro territorio senza contare che stava rovinando la festa di compleanno di Izumi. "Fallo per tua figlia, domani pareggerai i conti." disse Kakucho al suo capo cercando di calmarlo. Quest'ultimo si aggiustò il colletto della giacca, sputò ai piedi del traditore e rientrò all'interno mentre t/n rimaneva attaccata al suo braccio. Aoi quando si accorse del casino raggiunse Mikey all'esterno e vide che stava parlando con Draken. "Andiamocene da qui, non resterò un altro minuto di più." urlò incazzato prendendo la fidanzata con forza senza darle spiegazioni mentre l'altro tornò da Emma e gli altri invitati. Vide Izana prendersela male con la bionda invitando a raggiungere suo fratello lontano da lì. "Tu vuoi più bene a lui no?" disse in tono freddo e cupo. Quelle perfide parole gli rimbombavano nella mente. 'Non appartengo ai Sano, non mi vedranno mai come un membro della loro famiglia.' "Ma che dici? Non..." provò a rispondere ma venne interrotta bruscamente. La gente attorno a lei la fissava, Emma provava un senso di vergogna per colpa del gesto sconsiderato di suo fratello. "Vattene anche tu!" Non la guardava neanche in faccia ma in fondo era dispiaciuto. Se lei non avesse vissuto per tutti quegli anni con il nonno, questo non sarebbe successo ed il loro legame non si sarebbe spezzato. Draken senza battere ciglio la accompagnò per andarsene appoggiando un braccio sulla sua spalla. Insistere lo avrebbe fatto imbestialire di più, neanche t/n riusciva a proferire parola. 'Perché sta succedendo tutto questo? Non mi aspettavo di ritornare di nuovo al punto di partenza.' pensò la bionda quando la nipotina pronunciò il suo nome. "Ema."