Quando si dice il destino. Due persone si scontrano per caso ma che hanno cambiato per sempre le loro vite.
Questa è una storia di pura finzione. Può riportare o no le vicende del manga di Tokyo Revengers. I personaggi appartengono a Ken Wakui e Ko...
T/n venne a sapere che il padre di Mia era stato ucciso dalla Tenjiku, lui si era infiltrato nella base segreta per estorcere delle informazioni. Jun era amico di Kento il padre di t/n ed entrambi indagavano per conto proprio e farli arrestare una volta per tutte. Purtroppo il piano non era andato a buon fine e ci aveva lasciato le penne. Tutto per proteggere la famiglia sua e quella dell'amico dopo aver scoperto che t/n fosse la compagna del Re. Si erano intromessi nella sua vita solo per una nobile causa di giustizia. Izana entrò in bagno per chiedere spiegazioni alla ragazza che nel mentre stava facendo una doccia. "E questo cosa cazzo è?" il tono era duro e freddo, come se fosse irritato da qualcosa. Hakkai aveva mandato una foto compromettente ovvero lei insieme a Yuzuha che limonavano sul pavimento con in allegato un messaggio: "Sembravate due lesbiche in calore hahaha." "Cos. Quando è successo?" T/n stava iniziando a ricordare. Si asciugò in fretta e strappò il telefono dalle mani di Izana e correre in stanza ignorandolo totalmente. Per poco non le venne un infarto, non aveva mai fatto una cosa del genere con una ragazza prima d'ora figuriamoci con una sua amica. "Facciamo finta che non sia successo nulla okey." disse ad alta voce rispondendo anche al messaggio. <Per favore Hakkai non devi divulgare quella foto!> Aggiunse in fretta e furia. Si vergognava di essersi comportata da irresponsabile mentre la figlia stava a casa ad aspettarla. <Stai tranquilla.> Rispose il ragazzo quando in realtà lo aveva mandato a tutti quelli della Toman.
"Questo facevi ieri mentre ti stavo cercando." Izana per la prima volta era rimasto deluso dal comportamento della ragazza, di solito era lui l'immaturo della coppia. Lui aveva preso in mano le sue responsabilità e tenere segreta la loro posizione mentre lei si era messa in ridicolo davanti ai presenti. "Non puoi prendertela per una cazzata del genere." T/n si stava rivestendo velocemente, lei voleva metterci una pietra e non dare importanza a certe sciocchezze. Izana al contrario l'aveva presa male, era geloso di chiunque avesse toccato le labbra della propria ragazza. Ogni giorno lottava con i suoi demoni e vincere le battaglie mentali e fisiche pur di vivere nelle migliori condizioni con la propria famiglia. Perdere il controllo su di lei era ciò che detestava di più. "Come posso non essere incazzato?!" Si piazzò davanti alla porta per non farla passare, era senza maglietta. Il suo fisico possente e muscoloso lasciava senza fiato, la ragazza alzò gli occhi al cielo. "Fattela passare, eravamo ubriache marce." Si maledì per non essere rientrata a casa ed aver alzato troppo il gomito ma lui stava facendo un casino inutilmente. Non dimenticò di quando era lui a tornare a casa ubriaco fradicio o di quella volta che si era strusciato addosso alla maestra Lily al compleanno di Lance. "Per punizione dovrei tenerti ammanettata a me." In un'altra occasione gli sarebbe piaciuto, rimanere attaccato carnalmente a lei lo faceva eccitare. Gli venne in mente un'idea, si leccò i baffi fissandola intensamente. T/n lo ignorò limitandosi ad assecondarlo, era impossibile controbattere alla sua testardaggine. 'È assurdo quando fa così non lo sopporto...'
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
All'improvviso Izana si mise una mano nei pantaloni e iniziò a masturbarsi interrompendo i pensieri della ragazza. "Adesso mi guarderai e starai zitta e ferma." Voleva testare il suo livello di sopportazione. Continuava facendo su e giù con la mano, i suoi occhi bruciavano di desiderio. Lei sentiva un fremito in mezzo alle gambe e si diede un pizzicotto per resistere. "Lo so che vorresti il mio cazzone tutto per te." ansimò con quel tono sexy e virile, si sentiva un Dio. Era così t/n lo desiderava da morire, anche quando litigavano per delle sciocchezze finivano sempre col fare pace. Spostò la testa per non guardare ma Izana con l'altra mano le afferrò il mento voltando verso di lui e baciarla appassionatamente. "Fanculo ti amo gattina." Chiese di continuare al posto suo e lei obbedì mettendo la propria mano sull'erezione e pompare più velocemente. Qualche minuto più tardi e t/n si ritrovò con la mano ricoperta di liquido bianco ed appiccicoso. "Anch'io ti amo sciocchino." sorrise finché Izana le diede il permesso di uscire dalla stanza. Tutta la faccenda di prima era stata dimenticata, lui avendo avuto dei trascorsi con alcool e droghe capiva benissimo come le sostanze possano renderti incapace di intendere e di volere. Ci era passato da quando Mei si era approfittata di lui in passato, tuttavia il loro amore era molto più forte di qualsiasi ostacolo gli si fosse parato davanti.