Quando si dice il destino. Due persone si scontrano per caso ma che hanno cambiato per sempre le loro vite.
Questa è una storia di pura finzione. Può riportare o no le vicende del manga di Tokyo Revengers. I personaggi appartengono a Ken Wakui e Ko...
Era una bella giornata del mese di aprile, i fiori di ciliegio sbocciavano e nessuno perdeva occasione di andare a guardare la fioritura. T/n aveva portato la figlioletta al parco, presero un gelato e salirono sulle giostre. Tirava una dolce brezza e l'aria di primavera si faceva sentire, la piccola Izumi si divertiva a correre sul prato. T/n si rilassò su una panchina a parlare con le altre madri. "Non ti allontanare troppo." la mise in guardia, per fortuna un soldato della Tenjiku era lì con loro, Izana lo aveva pagato affinché stesse al loro fianco 24 ore su 24. 'Vorrei che ci fosse anche lui qui a godersi la fioritura.' Izana era stato via per un anno intero di duro lavoro, si sentivano ogni sera a telefono ma la distanza giocava a loro sfavore. "Adesso hai 23 anni e tua figlia 3, quando crescerà sembrerete sorelle." disse una signora adulta che poteva avere la stessa età di Shoko, l'aveva conosciuta all'asilo durante un incontro con i genitori. "È così adorabile." aggiunse guardando come la bambina si divertiva a rincorrere un gattino. "Ehi Izumi dove vai? Scusami vado a riprenderla." disse t/n quando all'improvviso un forte vento incombeva su di loro. Il jet privato di Izana era appena atterrato sul terreno fuori al cancello del parco. T/n si era distratta da ciò, vide l'amore della sua vita uscire fuori dal jet e corse verso di lui. "Mi scusi signore non può restare qui, deve spostarsi." disse la sicurezza del posto ma il Re lo ignorò totalmente andando dritto per la sua strada. "Stai zitto e buono intesi." Kakucho bloccò l'uomo della sicurezza facendogli capire chi comandava le strade di Yokohama. Izana aveva insistito di venire qui direttamente, non voleva aspettare altro tempo per posare il jet, prendere la macchina o aspettare che t/n tornasse a casa. I due amanti si scambiarono un lungo bacio, non riuscivano a staccarsi l'uno dall'altra, t/n gli saltò in braccio incollandosi a lui come una scimmia. "Mi sei mancato da morire." la ragazza tratteneva le lacrime di gioia, voleva urlare al mondo quanto fosse felice di rivederlo dopo un anno.
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"Anche tu amore mio." e di nuovo un bacio puro. I due volevano parlarsi e raccontarsi le loro avventure anche se si parlavano già tutti i giorni al telefono. Purtroppo il loro momento di euforia non durò molto finché t/n si ricordò di aver lasciato Izumi da qualche parte. "Dov'è la mia principessa?" chiese Izana nello stesso preciso istante in cui sentirono urlare la bambina. Izumi era spaventata da un cane che ringhiava ed abbaiava contro di lei mentre un ragazzino bullo lo teneva al guinzaglio minacciando di aggredirla. "Te la fai sotto? Brutta mocciosa!" "Non è giusto, guardala è indifesa." disse la sua compagna di scuola vedendo come la piccolina si chiudeva a riccio disperata. "Mi diverto tantissimo con questo brutto scherzo della natura." rideva di gusto tirandole addosso dei sassolini mentre l'altra chiamava i genitori piangendo. T/n si piazzò davanti facendo da scudo e salvando la figlia dalle grinfie di quel mostro senza cuore nonostante fosse solo un ragazzino delle medie. "Non azzardarti mai più a trattare mia figlia in questo modo, CHIARO?!" Izana si era infuriato come una bestia nel vedere quella scena, si avvicinò minacciosamente al ragazzo lanciando una panchina in aria mentre quello indietreggiava dalla paura. La ragazzina che era con lui era sparita a gambe levate. "Altrimenti mi faccio tua madre, appendo a testa in giù quel cornuto di tuo padre e butto quel cane in pasto agli squali." Nessuno prima d'ora gliene aveva cantate quattro, non era la prima volta che bullizzava i bambini più piccoli ma stavolta era lui con le spalle al muro che piangeva a singhiozzo. "MI SONO SPIEGATO?!" stava per perdere le staffe alzando la voce ma t/n lo fermò prima che la situazione degenerasse. Il ragazzino chiese scusa in ginocchio per poi dileguarsi.