"Spiegami solo perchè stiamo facendo sta pazzia a quest'ora, stiamo andando praticamente nel Bronx, quel quartiere è pericoloso e pieno di gente fuori di testa"
"Caroline, smettila, se non volevi venire rimanevi a casa tua"
"Ma Justin cosa dirà di tutto ciò? Non credi che sarà più incazzato di prima?"
"Senti, sto andando ad incontrare un amico, non a procreare una nuova generazione di bambini. Glielo dirò, ma non ora, sai benissimo che non mi lascerebbe andare e io ho bisogno di uscire dagli schemi rigidi che la mia famiglia mi ha dato e se non sbaglio, sei stata tu a tirare uno schiaffo a Justin"
Sono sempre stata comandata a bacchetta dai miei genitori, non mi hanno mai lasciata libera di fare ciò che volevo fin da piccola.
"Megan, figlia mia, alza la testa, devi camminare dritta, cosa credi che penserà la gente di te quando ti vedranno camminare tutta storta?"
Cosa penserà la gente. Avevo 9 anni e già odiavo la mia vita. Mi costringeva a camminare dritta, ogni giovedì con un libro in testa.
Non siamo ciò che vogliamo essere, ma creiamo la nostra vita in base ai giudizi degli altri. Mia madre è una di quelle persone. E' fredda cinica e calcolatrice. Aveva già pianificato la mia vita fin da piccola, quando ho iniziato ad essere ribelle, la signora Jane ha dovuto prendere i suoi provvedimenti.
L'essere trasgressiva per me significava tornare a casa oltre l'orario che mi davano, non studiare per qualche verifica e non andare a tutte le feste che le figlie delle amiche di mamma organizzavano. La cosa più trasgressiva che ho fatto è stata tingermi i capelli di rosso. In realtà nemmeno mi piacevano, era un modo per far vedere a mia madre che avrei fatto di testa mia a 15 anni. sono passati due anni ormai e la cosa che ho imparato a fare meglio è stata la mia salvezza da sempre: Mentire.
Caroline sa tutto ciò che ho passato, sa che una ragazza con il mio carattere non riesce a stare rinchiusa in una festa noiosa dove ci si consulta delle verifiche e del gossip. Sa che odio quel mondo ma ora mi sta rendendo tutto schifosamente impossibile. Ho bisogno di sentirmi libera e per qualche assurdo motivo Brian lo ha capito.
"Caroline, ti ricordi quando i tuoi genitori ti hanno costretta a mollare il calcio perchè non era uno sport da ragazze? E quando ci hanno allontanate dalle nostre amiche del parco solo perchè erano di colore? E quando Abigail...."
questo non ho il coraggio di dirlo, Abigail è ancora una ferita aperta per entrambe ma so che è l'unico modo per farla ragionare e venire con me. Forse sono una brutta persona a tirare fuori questo argomento che taglia come il vetro, ma voglio farlo per entrambe. Sembra una cosa insignificante ma in realtà aiuterà entrambe a uscire dalle corazze che abbiamo.
"Megan non usare Abigail okay? Sono in macchina con te quindi si vengo"
"Scusa" Mi sento terribilmente in colpa, sapevo che non avrei dovuto mettere Abigail in mezzo. Il mio monologo interiore viene interrotto da una voce.
"Pensavamo non sareste arrivate"
"Matthew, ci rivediamo, la smetterai adesso di chiamarmi bimba viziata?"
tanto non mi ascolta, è impegnato sulla scollatura della mia amica.
"Immaginavo che saresti venuta"
"Sei così sicuro di te Walker, non farmi tornare indietro"
"Certo che no bambolina"
"Perchè siamo qui? E smettila di chiamarmi bambolina,grazie"

STAI LEGGENDO
Portami all'inferno
Teen FictionA tavola li vedo quei due. Li vedo gli sguardi che si lanciano a vicenda. Uno sguardo è pieno di amore, l'altro di delusione. Non li ho mai capiti loro. Il loro continuo rincorrersi senza ottenere nulla. La loro voglia di amarsi e scoprirsi senza a...