9 Novembre 2021
Il tempo trascorso senza Mario era solo un insieme di momenti che riempivano la sua mancanza. Un insieme di accadimenti senza alcun fatto rilevante a segnarne il ritmo.
Un tempo indefinito che dava la sensazione di essere tempo perso.
Ma non poteva telefonargli, non poteva essere lui a cedere, dopo come erano andate le cose qualche giorno prima. Aveva paura che quella fosse la volta in cui si sarebbero persi definitivamente, ma nonostante questo non poteva fare un passo verso di lui, perché ne aveva già fatti a sufficienza e adesso doveva lasciare Mario libero. Libero di prendere o lasciare, perché in fondo sapeva perfettamente che Francesco non fosse nulla per lui. Più ci pensava e più non riusciva a credere che il motivo di quell'allontanamento fosse Francesco. Doveva esserci qualcos'altro. Qualcosa che gli sfuggiva, che non aveva fatto in tempo ad afferrare.
Qualcosa di fumoso, quindi inconsistente, ma che si stava propagando sempre di più, diffondendosi ovunque, fin dentro le sue ossa. Una sensazione che non poteva spiegare, per cui non trovava le parole, ma che era tanto più vera di certe cose che accadevano nelle sue giornate. Più vera del fatto stesso che si alzasse e conducesse le sue giornate. Perché in qualche modo le sue giornate avevano perso di significato, se con lui non c'era Mario.
Non c'era spiraglio di vita, neanche uno, perché Claudio aveva la sensazione che quella fosse un'ennesima ultima volta tra loro. Che poi non era mai davvero l'ultima.
Nonostante tutto aveva deciso di parlare a Francesco. Lo doveva anche a se stesso. Seppure con Mario la situazione non fosse affatto definita, e magari alla fine sarebbe andata male, Claudio doveva liberarsi del peso che lo opprimeva, dirgli una volta per tutte che non sarebbero mai tornati insieme, che era innamorato di un altro. Non gli avrebbe detto che avrebbe preferito persino le briciole che Mario sarebbe stato disposto a dargli a tutto l'amore di cui Francesco era capace. Claudio non riusciva mai ad essere gratuitamente crudele.
Per una volta, però, aveva bisogno di essere chiaro.
Quando sentì il suono del citofono sapeva già che si trattasse di Francesco, ed aprì senza neanche accertarsene. Non aspettava nessun altro.
Mentre apriva anche la porta provò un brivido ad immaginare che invece che Francesco si sarebbe potuto trattare di Mario, ma scacciò subito quel pensiero. Riconosceva persino l'intenzione del suo suono. Era assurdo quanto lo conoscesse. Sapeva perfettamente come suonava il citofono, la pressione del suo dito, la durata del suono provocato da Mario.
Non era normale sentire una persona così tanto, quasi più di lui stesso.
Forse amava Mario anche più di quanto avesse sospettato in quegli anni, e sentirlo così distante lo stava lentamente uccidendo. Ogni giorno gli sembrava un mese. Ormai il volto di Mario era soltanto un ricordo sbiadito.
Quando vide Francesco sulla soglia della porta di casa non poté fare a meno di sorridergli. Gli sembrava un pulcino spaventato che attendeva le sorti della sua vita. E probabilmente per lui era così. Quanta crudeltà poteva esserci nel suo modo di agire? Quanto era stato meschino legarsi a qualcuno che già sapeva di non poter amare veramente?
"Ciao...", gli si rivolse facendo ingresso in casa. "Posso?", aggiunse quasi timidamente.
"Certo. Come stai, Franci?"
Lo vide sospirare, come trattenendo una risposta che non voleva fornirgli. "Bene.", disse infatti, nonostante il suo corpo urlasse l'opposto. "Tutto sommato bene... solo... Per favore, puoi darmi qualche minuto prima di dirmi ciò che vuoi dirmi?", lo anticipò.
Claudio lo guardò confuso senza comprendere fino in fondo il significato di quelle parole. Perché Francesco era così spaventato da quell'incontro? Probabilmente aveva presagito che quella fosse la chiusura finale, la resa dei conti. Ma non era già chiaro da subito come sarebbero andate le cose?
Erano settimane, ormai, che non si sentivano né si vedevano. Lo invitò quindi a sedersi accomodandosi a sua volta sul divano. "Che succede? Ti do tutto il tempo che vuoi, ma tu parla. Sembri un cadavere..."
Il silenzio che seguì non presagiva nulla di buono. E poi arrivarono le sue parole.
"Ho bisogno di te, Claudio. In questo momento ho bisogno della persona che mi capiva, che sapeva tirarmi su anche quando stavo troppo male. Ho bisogno di quello che sei stato per me in questi ultimi anni. Non ti chiedo di esserci come fidanzato. So che non potrei mai chiederti nulla del genere. L'amore non si elemosina, e tu in questo momento senti di non amarmi, e io non posso fare nulla per convincerti a farlo. Ti chiedo solo di essere tu... solo tu..."
Cominciava a straparlare, e questo spaventò Claudio. Perché era così teso, così preoccupato? Questo poteva voler dire soltanto una cosa. Qualcosa che lui si rifiutava di pensare. Perché non poteva essere capitato di nuovo, non in quel momento. Anche se a volte la vita è crudele e non lascia scampo neppure quando sarebbe opportuno. Non poteva essere così crudele con Francesco.
"Mia madre.", disse soltanto. E bastò quello per capire.
Deglutì a fatica mentre sentiva chiaramente il dolore colargli addosso. Com'era possibile che tutto dovesse essere sempre più terribile e doloroso del necessario?
"Di nuovo?", gli chiese quindi con voce tremante.
Quando la madre di Francesco aveva subito un'operazione qualche anno prima, e le avevano asportato il seno destro, tutti avevano pensato che la situazione potesse dichiararsi finalmente conclusa. Che la malattia fosse stata debellata. Che avessero vinto.
Eppure, quando vide Francesco annuire in quella circostanza, capì che avevano sbagliato a pensarlo.
"Ma come...", provò a chiedere tra l'incredulo e l'arrabbiato. Arrabbiato con la vita, con chi era al di sopra delle loro volontà eppure faceva di tutto – o almeno così gli sembrava – per vederli disperati e soli.
"Ha avuto una ricaduta, all'altro seno. Io... noi... Insomma, si sa da un po'.", continuò Francesco con voce tremante. "Ma non volevo dirtelo perché eri così distante nell'ultimo periodo." Una lacrima solcò la sua guancia. Scese lentamente, come se volesse dare il tempo a Claudio di farsi notare. Come se lui avesse davvero bisogno di notare che Francesco stava piangendo, e non lo sentisse già dentro tutto quel dolore.
"Scusa...", gli disse poi asciugandosi le lacrime. "Non sono qui per farti pietà. Sono qui perché ho davvero bisogno del mio Claudio, ora.", gli chiese disperatamente.
E lui non se lo fece ripetere due volte. Gli si avvicinò per abbracciarlo. Lo strinse forte assaporando lui stesso quel dolore, e lo sentì sciogliersi tra le sue braccia.
"Non c'è bisogno che tu mi chieda di esserci.", gli confidò lasciando andare una lacrima che sperava Francesco non avrebbe visto. "Lo sai che per te ci sono sempre."
"Avrei tanto voluto che mi vedesse sposato prima di... insomma, prima che non ci fosse più.", gli confessò ancora Francesco.
Come poteva non sentirsi colpevole per quel mancato matrimonio? Come poteva evitare di stare male per qualcosa che dipendeva unicamente dal suo egoismo?
Non sapeva neanche quanto tempo ancora sua mamma avesse a disposizione. A giudicare da come parlava Francesco doveva essere poco, molto poco.
Eppure, nonostante la situazione, nonostante il dolore, non riusciva a pentirsi di come aveva agito. Lui aveva bisogno di Mario, aveva sempre avuto bisogno di Mario, e dopo le ultime settimane con lui non poteva più illudersi di poter star bene con Francesco.
"Mi dispiace.", gli disse quindi continuando a stringerlo.
"Non è colpa tua, Claudio. Hai... hai fatto quello che sentivi. Questa è la tua vita, e te l'ho già detto, non posso costringerti ad amarmi. L'amore non si esige. Se potessi lo farei ma, sai, non funziona."
Gli sembrava così piccolo e indifeso in quel momento. Come se l'uomo che l'aveva amato e protetto non esistesse più. E forse non esisteva, in verità. Era qualcosa di difficile da sopportare.
"Io vorrei che tu... ti prego, non prenderla male, Claudio. Posso dormire anche qui, sul divano, ma per favore... fammi restare per questa notte."
Claudio era Claudio. Non avrebbe mai potuto negarglielo.
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Non mi avete fatto niente
FanfictionOPERA PROTETTA DA COPYRIGHT. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Un avvenimento doloroso ha allontanato Mario e Claudio, due giovani ragazzi che si sono amati ardentemente. Nonostante le riserve Mario decide di tornare a Verona proprio in occasione del matri...
