CAPITOLO 72

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Mi giro e mi rigiro nel letto cercando di prendere sonno, ma ogni qualvolta chiudo gli occhi faccio sempre lo stesso sogno e questo mi sta mettendo una strana ansia. Tra qualche ora sarò in viaggio insieme a Lorenzo per ritornare a Modena, vuole parlarmi e vuole ricominciare da lì, e io non posso passarla a dormire in macchina. Devo essere nel pieno delle mie forze per poter capire al meglio la situazione ed essere nella piena lucidità mentale.

Mi alzo dal letto, attenta a non svegliare Benjamin, e me ne vado in salotto consapevole del fatto che non c'è verso di riuscire a prendere sonno. Ho la mente che mi viaggia a cento all'ora e se non metto a tacere il caos che ho in testa è inutile anche solo pensare di poter chiudere occhio questa notte.

Qualche ora fa, quando Lorenzo è venuto qui assieme a Lucas, il mio ragazzo gli ha fatto un sacco di domande a cui lui non ha risposto. Dice che prima vuole e deve parlare con me altrimenti è tutto inutile. Non capisco il motivo per cui debba portarmi fino a Modena per parlarmi, ma non penso me ne importi più di tanto. Andrei in capo al mondo con lui senza pensarci su un attimo. Attraverserei l'oceano a nuoto con lui al mio fianco.

Non so dire a parole come mi sento ora che lui è di nuovo qui, dopo aver scoperto che la sua morte non è stata reale, perché sento un mix di emozioni creare un casino dentro di me. Sono contenta, emozionata, ma anche arrabbiata con lui perchè ho sofferto davvero tanto per questo e credo che avrebbe potuto informarmi. Se l'ha fatto per togliersi da qualche guaio che ha combinato potevo dirmelo, io sarei stata dalla sua parte e di certo non ne avrei fatto parola con nessuno. Nemmeno con Benji se fosse stato necessario. In ogni caso, se è come penso io, quindi che è stato costretto a fingere la sua morte per chissà quale motivo sotto c'è qualcosa di molto serio. Forse vuole parlarmi proprio di questo, anzi deve. Ho bisogno delle risposte. Voglio una risposta ad ogni singola domanda che ho in testa e che mi sono posta in questi anni.

Per la partenza di domani mi sono preparata una borsa da viaggio con qualche vestito, anche se Lorenzo sosteneva che non ne valeva la pena. Staremo via due giorni, è ovvio che mi serve il cambio.

Il suo comportamento è davvero molto strano. È sempre il mio Lorenzo, su questo non ci sono dubbi, ma a volte non capisco il senso delle cose che mi dice. Quando parla ho come la sensazione che sotto c'è dell'altro che non vuole dirmi e che sta cercando di farmi capire.

Afferro il telefono e apro la galleria, esattamente l'album che ha per titolo il nome del mio migliore amico, e sfoglio le foto una per una, partendo da quelle più vecchie.

Mi addormento così, tra una foto di un abbraccio e una con la faccia buffa, mentre un sorriso e una lacrima si fanno largo sul mio viso.
***
Un continuo bip risuona nelle mie orecchie, è fastidioso quanto inquietante, e tutto quello che vorrei
fare è aprire gli occhi e riprendere le funzioni del mio corpo. Mi sento come se fossi intorpidita dalla testa ai piedi, provo a dare il comando per muovere le gambe, un dito, o aprire gli occhi, ma non ci riesco. È come se li avessi incollati con la colla. Non si staccano.

Non so esattamente come ci sono finita in questo stato, immobile, con ogni parte del corpo morta eccetto il cervello. Lui è sveglio, riesco a capirlo dal fatto che riesco a percepire ogni singolo rumore o chiacchiericcio nella stanza in cui mi trovo.

Dei piccoli frammenti di ricordi si fanno largo nella mia mente. Due fari, l'impatto, il volo fuori dal parabrezza della macchina e la mia mano stretta a quella di Lorenzo.

Vorrei mettermi ad urlare al ricordo di tutto quel sangue per terra, vorrei alzarmi dal letto e correre dal mio migliore amico per verificare che stia bene, vorrei fare tante cose ma sono fottutamente bloccata a questo letto.

Finché io e te abbiamo noi ||Benjamin Mascolo|| #wattys2019Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora