Nel silenzio tombale dei sotterranei di Hogwarts, il ticchettio secco dei passi di Hermione rimbalzava contro le pareti di pietra.
Camminava spedita verso il laboratorio di pozioni per scontare la sua infernale —più per la compagnia che altro— punizione, e approfittava della quiete quasi assoluta che la circondava per mettere ordine nei suoi disordinati pensieri.
Fino al quel momento era stata talmente infuriata ed iraconda nei confronti di Malfoy, che non aveva avuto ancora nemmeno tempo di razionalizzare ciò che era successo col biondo nel corridoio il giorno prima.
Ed effettivamente, anche a ragionarci a mentre fredda, la Slytherin non riusciva a trovare una reale spiegazione all'accaduto.
Cosa diamine era passato per quella testa platinata?
Che cosa ci avrebbe guadagnato Draco a tentare di sedurla in quel modo?
Perché in quel momento?
Perché lei?
Più ci pensava, meno riusciva a trovare una risposta sensata alle azioni del ragazzo.
Le trovava solo incredibilmente ridicole.
Ridicole e insensate.
In fondo, quella scenetta patetica se la sarebbe benissimo potuta risparmiare, e con tutta probabilità in quel momento lei non sarebbe stata intenta a marciare verso l'aula di pozioni per ragioni a dir poco infelici.
Al tutto si aggiungeva l'ennesima beffa: Silente aveva disposto il ritiro delle bacchette di entrambi, condannandoli così a dedicare numerose ore alla pulizia dell'aula... rigorosamente a mano.
Numerose ore, con Draco Malfoy.
- Sei in ritardo, Granger. - la accolse quest' ultimo, non appena Hermione mise piede nell'aula.
La ragazza si prese la libertà di non rispondere dirigendosi invece con fare impassibile verso un angolo colmo di stracci e scope (non da volo, bensì da pulizia) per poi afferrarne una.
Draco scelse di rispondere al silenzio della Granger con ulteriore silenzio.
Se avesse aperto bocca sarebbe finita decisamente molto male...già era nel bel mezzo di una tortura, meglio evitare di aggravarla ulteriormente.
Poco esperto sull'argomento 'pulizia babbana', imitò il gesto di Hermione acciuffando anche lui una scopa, per poi prendere a rigirarsela fra le mani confuso.
- Cos'è? - domandò infatti il ragazzo.
- Credevo che anche i più spocchiosi maghi purosangue sapessero almeno cos'è una scopa, nonostante sia un oggetto babbano. - rispose la riccia fredda iniziando a togliere la polvere da uno scaffale.
- So bene cos'è, ma solitamente la cavalco e ci gioco a quidditch, e qui dentro non mi sembra l'occasione.- replicò stizzito Malfoy -Quindi?- insistette poi all'assenza- di una risposta da parte della riccia.
- Cerca di capire da solo cos'è. Non ci vuole una laurea per arrivarci.- fu la secca replica, che non fece altro che accrescere il nervosismo del giovane.
C'erano momenti in cui l'avrebbe davvero voluta uccidere; senza maledizioni né pozioni: con le sue mani nude.
Dato che quella non era un'opzione, però, decise semplicemente di mordersi la lingua, e sistemare quella dannata aula partendo dagli scaffali in disordine, prima di non essere più responsabile delle sue azioni.
- Cos'è questo? - chiese Draco dopo quasi un' ora di silenzio, notando una boccettina senza nemmeno una scritta o un nome, poggiata sopra uno scaffale di libri.
Hermione si avvicinò, e dopo aver scrutato attentamente la fiala, la posò arresa.
- Non lo so. - ammise.
- Ci tocca scoprirlo, se no come sappiamo dove mollarla? - fece ovvio il biondo, con superiorità nella voce.
- Perspicace, davvero. - ironizzò Hermione -Tiriamo a indovinare? - tentò poi.
- Da quando Hermione Jean Granger la perfetta sapientina di Hogwarts tira ad indovinare? - domandò sarcastico Malfoy, guadagnandosi un'occhiataccia.
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Slytherin
FanfictionHermione Granger. 16 anni di astuzia, cinismo, sarcasmo, insensibilità e naturalmente fascino da vendere. Quale strada più adatta a lei se non la patria della furbizia e dell'ambizione? Se quel famoso primo settembre 1991 il cappello parlante avess...
