Draco Malfoy non era mai stata una persona pigra.
Anzi fin da piccolo era stato un mattiniero, e solo in rarissime occasioni dormiva durante il giorno.
Questa era una di quelle occasioni.
Aveva passato tutto il pomeriggio a crogiolarsi sul libro di storia della magia ed infine, esasperato, si era lasciato cadere esausto sul letto.
Nella stanza del dormitorio maschile di Serpeverde era presente solo lui, e il tombale silenzio era
spezzato solo dai suoi profondi e dormienti respiri regolari, oltre che dal lieve frusciare del lago nero al di là delle finestre incantate.
Tuttavia, la pace fu infrante con la delicatezza di un incantesimo esplosivo.
- MALFOY! -
Una voce tagliente come una lama echeggiò nella stanza, seguita da una raffica di colpi contro il legno della porta, tanto violento da farla tremare nei cardini.
Il biondo cadde dal letto all'istante.
La prima cosa che percepì quando schiuse gli occhi fu una profonda irritazione.
- MALFOY APRIMI ADESSO! -
Il biondo era disorientato e i suoi sensi ancora impastati dal sonno... ma assolutamente certo che solo una persona fosse capace di bussare in quel modo barbaro e imperiale allo stesso tempo.
Hermione Granger.
- Si può sapere che cazzo vuoi? - sbraitò aprendo la porta, e trovandosi di fronte una Hermione col volto acceso di rabbia, i denti stretti e i pugni serrati.
Bastò quella visione a lasciare Draco parecchio sconcertato.
Hermione Granger, quella che conosceva lui, era sempre composta ed altera.
Anche quando si inalberava profondamente, aveva il potere di urlarti contro e farti sentire una nullitá pur mantenendo la sua tipica distaccata calma disarmate.
Così, ritrovandosela davanti urlante, con le guance chiazzate di rosso, e un'espressione infuriata e sconvolta, rimase a dir poco di stucco.
Lei, invece, si ritrovò davanti il biondo senza maglietta, con un espressione confusa, e i capelli spettinati.
Senza chiedere nulla, entrò come una furia nella camera, e si posizionò davanti al ragazzo.
- Tu! - urlò puntando un dito davanti a Draco.
- Si beh certo, entra pure Granger... - ironizzò lui chiudendo la porta visibilmente seccato.
- Stai zitto idiota! Puoi parlare solo per darmi immediatamente una spiegazione valida. - sputò lei.
- Prima di tutto ti dai una calmata, e poi magari mi spieghi di cosa cazzo stai parlando. - rispose l'altro, che anche lui in acidità non scherzava.
- Che diamine... - iniziò la castana, interromoendosi un attimo distratta dal petto nudo del suo interlocutore, poi però prese un rapido respiro e fissò gli occhi dritti in quelli glaciali di lui. - Che diamine sei andato a dire in giro? -
- Assolutamente nulla, Granger. - rispose lui tranquillamente buttandosi sul letto, e la calma del ragazzo ebbe il potere di moltiplicare l'irritazione della slytherin.
- Alzati e ascoltami. -
- Ti ascolto anche da sdraiato. - fu la rispostaccia di Draco.
- Malfoy lo sai quello che dicono in giro, vero? - disse Hermione, dopo un tentativo di reprimere la sua ira con un respiro, che non era però servito granché.
- Di me probabilmente che sono irresistibile, di te...non so, che sei una rompicoglioni? - ironizzò portando le braccia dietro la testa e accomodandosi per bene.
- Di noi. Non di te, non di me. Di noi due! -
- Facciamo che la pianti di girarci in torno e parli chiaro? - domandò allora il biondo spazientito.
- Ti ricordi per caso di aver detto a qualcuno qualche stupidaggine del tipo, non so, che stiamo insieme? - gli chiese lei, sta volta riassumendo il suo solito tono estremamente calmo e glaciale.
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Slytherin
FanfictionHermione Granger. 16 anni di astuzia, cinismo, sarcasmo, insensibilità e naturalmente fascino da vendere. Quale strada più adatta a lei se non la patria della furbizia e dell'ambizione? Se quel famoso primo settembre 1991 il cappello parlante avess...
