35. Before the leaving

3.3K 161 31
                                        

Hermione Granger era nel pieno della disperazione.
A solo un giorno dalla partenza per Londra, non aveva idea di come far stare tutto il suo guardaroba nella valigia.
In qualsiasi altra situazione avrebbe usato il caro vecchio incantesimo stringente, suo eterno salvatore, ma in questo caso non poteva.
La bacchetta a Londra, infatti, sarebbe stata costantemente sotto il controllo della Professoressa Burbage, perché potesse assicurarsi che venisse usata solo in caso di emergenza.
E di certo il controincantesimo per riportare i vestiti della riccia alle dimensioni reali non rientrava nelle suddette emergenze.

Si lasciò sfuggire un verso di frustrazione quando, per la cinquantesima volta, i suoi vestiti sgusciarono tutti fuori dalla valigia proprio quando era ad un pelo dal chiudere la dannata cerniera.

- Attenta a quei versi Granger, potrebbero essere fraintesi. -

Quando Hermione si voltò ritrovandosi davanti Draco Malfoy, due pensieri le invasero la mente.
Il primo era che non appena avrebbe visto Pansy l'avrebbe uccisa con le sue stesse mani, quella ragazza doveva decisamente imparare a chiudere le porte a chiave.
Il secondo fu un quesito: che diamine ci faceva Malfoy in camera sua?

- E tu cosa saresti venuto qui a fare esattamente, Malfoy? - chiese infatti, dando voce al suo dubbio.

- Cercavo Daphne. -

- Se ogni volta che cerchi Daphne vieni qui e trovi me, forse dovresti cercarla da un'altra parte la prossima volta, non credi? -

- Se avessi saputo di trovarci te non sarei di certo venuto, non credi? -

Hermione si limitò a gelarlo con lo sguardo, prima di tornare alle prese con la valigia.
Proprio un istante prima che Draco varcasse la soglia della porta, però, la riccia realizzò che forse poteva volgere l'irruzione del ragazzo a suo vantaggio.

- Fermo Malfoy. - disse.

- Che c'è, Granger, non riesci a vivere neanche un secondo senza di me? - ironizzò minimamente seccato per essere appena stato fermato. Non aveva certo tempo da perdere lui.

- Ovviamente no, Malfoy. Senza di te vivo solo meglio, ma in questo momento mi farebbe piacere il tuo aiuto. - rispose lei altezzosa, ma tentando tuttavia di mantenere un certo livello di educazione, nella speranza che Malfoy accettasse.

- Allora è davvero un peccato che darti il mio aiuto, a me non faccia altrettanto piacere...- Draco era di nuovo sul punto di sparire dietro allo stipite della porta, quando Hermione, stizzita lo fermò.

- Forse non ci siamo capiti.- disse -Non te lo sto chiedendo, ti sto dicendo di aiutarmi, non riesco a chiudere la valigia.-

- E perché dovrei farlo, di grazia? -

- Perché sei in debito con me, Malfoy, non mi hai ancora detto cosa sia successo a capodanno.-

- E non vedo perché dovrei farlo, Granger.- disse lui seccato, ma avvicinandosi comunque alla valigia di Hermione.

- Perché ho il diritto di saperlo, e ti assicuro che lo saprò. Ma per adesso mi basta che tu mi aiuti a chiudere questo aggeggio infernale.-

Draco le lanciò un'occhiata stizzita e di superiorità.
Davvero non riusciva a chiudere una stupida valigia?

Hermione fece fluttuare tutti i suoi maglioni, jeans e abiti sfuggiti alla valigia, di nuovo all'interno di essa, poi il biondo ci premette un braccio muscoloso sopra, sotto l'attenta supervisione della riccia, seduta accanto a lui.
Proprio un istante prima che la zip toccasse il bordo, però, esplose ancora, facendo scansare Hermione bruscamente, che nell'enfasi di sfuggire alla valanga di vestiti, aveva urtato Draco, facendolo cadere sopra di se.

- Riconosco di essere attraente, Granger, ma contieniti. - disse lui ad un millimetro dalla ragazza.

***

Daphne Greengrass era esasperata.
Quella giornata era iniziata decisamente male, con un'insufficienza in pozioni che suo padre non le avrebbe mai perdonato.
A peggiorare il suo umore, già piuttosto scarso, ci si era aggiunta una discussione con Theodore.
Come se non bastasse, poi, sia Hermione che Pansy si erano rifiutate di accompagnarla a dare un'occhiata alla bacheca esposta in Sala Grande con le informazioni riguardanti la gita a Londra del giorno successivo, e la bionda odiava, anzi detestava, disprezzava profondamente e con tutta se stessa ricevere un rifiuto...di qualsiasi tipo.

Cosí si era trovata a camminare tra i corridoi di Hogwarts da sola, in direzione della Sala Grande; con i capelli biondi raccolti in una lunga coda alta che ondeggiavano livemente a causa del passo spedito, lasciandosi alle spalle una scia di profumo Saint Lauren senza il quale non andava da nessuna parte, un'espressione truce in viso, e l'umore sotto le suole delle scarpe.

E di certo, arrivare davanti alla bacheca e constatare di non poter nemmeno riuscire a leggerne mezza riga per colpa di un branco di idioti ammassatici intorno, non aveva fatto altro che farla infuriare maggiormente.

- Quindi? Cosa state aspettando esattamente per togliervi di lí? - domandò con fare di superiorità, osservando la mandria di pecore che si era trovata davanti.

- E perché mai dovremmo farlo, Greengrass?- domandò impacciato Ronald Weasley di grifondoro.

Alle sue parole, la bionda dovette trattenersi dallo scoppiargli a ridere in faccia.
Le stava veramente chiedendo il perché?
Insomma, non era evidente?

- Perché te lo sta chiedendo una tua superiore, razza di Weasley babbanofilo. -

Alle sue parole, nonostante qualche sbuffo infastidito e uno sguardaccio da parte del rosso (al quale la Greengrass non diede il minimo peso), la maggior parte dei presenti si allontanarono di un po', permettendo alla Slytherin di avvicinarsi alla grande vetrina nella quale era esposto il programma per il giorno seguente.
Più o meno tutti sapevano che mettersi contro Daphne Greengrass non era una mossa astuta.

Venti minuti dopo si ritrovò nei sotterranei del castello, quasi arrivata alla sua camera.
In quel momento l'unica cosa che aveva voglia di fare, era una doccia calda per sciogliere i nervi.
Quando entrò in stanza, però, lo spettacolo che si ritrovò davanti per poco non le fece cadere le braccia.
Draco Malfoy era letteralmente sdraiato sul pavimento (location che la bionda non si spiegava) sopra ad Hermione.
Tentò di reprimere un urletto di gioia, che oltre ad essere molto poco maturo, l'avrebbe fatta scoprire, e di certo non aveva intenzione di interrompere...qualunque cosa stesse succedendo.

Nel voltarsi, però, fece cadere la trousse dei trucchi di Pansy, posata su un mobile affianco a lei.
Immediatamente contrasse i lineamenti in un'espressione colpevole, e rimase ferma immobile così, con i due alle spalle, e la porta di fronte, chiudendo gli occhi come se così facendo potesse risultare invisibile.

Nel frattempo, un'Hermione infuriata che aveva appena scansato malamente Draco Malfoy da sopra di se, per poi alzarsi e ricomporsi in tutta la sua perfezione, aveva chiamato -Daph?- piuttosto divertita dalla posizione che aveva assunto l'amica.

- Ehii ragazzi. - sorrise lei girandosi di colpo, come se non si fosse accorta della loro presenza.
- Non volevo interrompervi, me ne stavo giusto andan...-

- No, non hai interrotto proprio un bel niente.- rispose Hermione, facendosi immediatamente fredda e seccata. -Malfoy mi era solo caduto addosso...sai talvolta l'idiozia può portare a questo genere di inconvenienti.- disse lanciando un'occhiata velenosa al biondo al suo fianco.

- In realtà è stata la Granger ad avermi praticamente trascinato sul pavimento...ma alla fine come biasimarla.- disse invece Malfoy, e poi voltandosi verso la riccia aggiunse maligno: -A proposito di questo...mi dispiace dovertelo dire, ma non sei il mio tipo.-

- E tu non sei il mio, Malfoy, non darti false speranze che poi ci stai male.- ribattè lei con fredda e finta premura.

- Come no, Granger. - sbuffò passandosi una mano nei capelli.

Successivamente, dopo aver parlato con Daphne su un fatto riguardante Astoria la troia (Che Hermione preferì astenersi dal sentire) si congedò, lasciandosi alle spalle una Daphne Greengrass pronta ad uno dei più lunghi interrogatori della storia, proprio nei confronti della sua migliore amica Hermione Granger.

SlytherinDove le storie prendono vita. Scoprilo ora