Hermione Granger riteneva che nella vita potesse accadere qualunque cosa.
Del resto, quando a undici anni ricevi una lettera che attesta l'ammissione ad una scuola di magia e stregoneria, inizi davvero a credere che non esistano limiti all'impossibile.
Eppure, di entrare ad una festa al braccio di Draco Lucius Malfoy non se lo sarebbe mai aspettato, nemmeno nei suoi più arditi pensieri.
Invece eccola lì, mentre varcava la soglia della sala con passo sicuro accanto al biondo purosangue, sotto lo sguardo di centinaia di occhi: ammirati, invidiosi e – soprattutto – increduli.
E come biasimarli?
Nessuno, nemmeno nei più arditi sussurri da corridoio, avrebbe mai potuto immaginare di vederli insieme.
Hermione Granger e Draco Malfoy.
Una coppia.
Quando solo pensarli nella stessa stanza senza prendersi a parole sembrava un'utopia.
- Visto, Granger? Le ragazze ti invidiano per la bellezza del ragazzo che hai di fianco. - sussurrò soddisfatto Draco, mentre raggiungevano il centro della sala.
- Non è merito della tua di bellezza se vengo invidiata, Malfoy. -
- Giusto. Regina adorata e ammirata fino alla morte. Come dimenticarlo.- sospirò il serpeverde con pesante sarcasmo.
- Hai dimenticato temuta...la cosa più importante.- fu prontamente corretto.
- Mi perdoni sua altezza. - ironizzò allora maligno, mimando un finto inchino.
- Ci penserò, suddito. -
***
- Hey ragazzi che ne dite di giocare al gioco della bacchetta alcolica? - domandò Blaise, che era seduto ad un tavolo insieme ai soliti amici, più Millicent Bulstrode, Astoria Greengrass, Cormac McLaggen —che non accennava ad allontanarsi da Hermione (non aveva preso bene il rifiuto)— e Rebecca Hilliard, che nonostante non fosse esattamente la benvenuta non aveva altri con cui stare.
- Cos'è? - domandò curiosa quest'ultima, che dall'inizio della serata non aveva bevuto nemmeno mezzo bicchiere, come d'altronde nel resto della sua vita.
- Ci sediamo in cerchio, e al centro si posiziona la bacchetta di uno di noi, poi si gira. La persona che viene puntata deve scegliere qualcuno a cui fare un obbligo o una verità. Se l'obbligo viene eseguito male o non viene detta la verità, la vittima deve bere un bicchiere.- spiegò il moro.
- Hai cinque anni, Blaise?- lo ammonì Daphne, annoiata.
- Simpatica, Daph, ma no. Semplicemente sono sbronzo a una festa e voglio sbronzarmi ancora di più.-
Ed evidentemente le parole del bel Zabini furono convincenti, perché cinque minuti dopo, la bacchetta stava girando su se stessa dando inizio al primo turno.
Il primo ad essere scelto dalla punta legnacea fu proprio Blaise, che obbligò Millicent a cantare una canzone a squarciagola; maledizione a lui e chi l'aveva messo al mondo, perché la voce della ragazza risuonava fastidiosa come poche: acuta e simile a quella di una cornacchia, squillante persino nel trambusto della festa.
Poi toccò a Pansy, che domandò a Daphne chi fosse l'artefice del succhiotto sul suo collo; la bionda si rifiutò di rispondere davanti a tutti (nonostante fosse chiaro che era opera di Theodore), essendo cosí obbligata a pagarne il prezzo con un bicchiere di tequila.
- Malfoy. - scelse Theodore, quando la bacchetta si fermò su di lui.
- Obbligo. - rispose il biondo.
- Vediamo un po'... - riflettè il bel Nott.
Proprio in quel momento, sfortuna volle che partisse un lento.
Theodore strinse gli occhi pensoso, e un sorriso che non diceva nulla di buono gli si tinse lentamente in volto.
- Balla con Hermione. - decise poi, allargando il suo ghigno.
Il biondo strabuzzò gli occhi.
Okay, era stato lui a costringere Hermione ad andare al ballo insieme.
Ma l'aveva fatto per dar fastidio a McLaggen —e a dirla tutta anche alla Granger stessa — oltre che per smorzare il fastidioso sorriso sul volto di Blaise quando gli aveva comunicato che avrebbe voluto invitarla.
Detto ciò, un conto era presentarsi lì con lei, per poi poter ricominciare a insultarsi come loro consueto; tutt'altra storia era dover effettivamente ballare con la riccia.
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Slytherin
FanfictionHermione Granger. 16 anni di astuzia, cinismo, sarcasmo, insensibilità e naturalmente fascino da vendere. Quale strada più adatta a lei se non la patria della furbizia e dell'ambizione? Se quel famoso primo settembre 1991 il cappello parlante avess...
