14. Second chance

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- Hermione, posso parlarti? -

Mentre la Regina di Slytherin era intenta a mangiare tranquillamente in compagnia dei suoi amici, McLaggen volle per l'ennesima volta interromperla.

- No. - rispose lei senza nemmeno girarsi.

Negli ultimi giorni i rapporti fra lei e Cormac si erano fatti piuttosto tesi.
Tutto era cambiato dopo la sera di Halloween.
Era evidente che qualcosa avesse infastidito il grifondoro, che non si era fatto problemi a renderlo ben chiaro ad Hermione il giorno seguente, nella sua stanza mentre stava male, esibendo una scenata di gelosia del tutto inappropriata.
Era stato da quel pomeriggio, per l'appunto, che Hermione Jean Granger aveva deciso di mettere una pietra sulla persona Cormac McLaggen.

- Andiamo, ti prometto che non te ne pentirai. - insistette però il grifondoro, con una certa malizia nella voce.

- McLaggen. - iniziò perciò l'altra, secca, voltandosi. -Se dico di non volerti parlare, vuol dire che non ho alcuna intenzione di farlo. Nessuna. -

- Okay, è lo capisco. Ti chiedo solo di starmi a sentire per un minuto. Uno solo. Penso di doverti delle spiegazioni.-

Hermione si prese qualche istante per pensare.
Poi, spinta da qualcosa che nemmeno lei era in grado di identificare, decise di alzarsi e seguirlo.

- Muoviti. - incalzò una volta fuori dalla Sala Grande.

- Sono un coglione.- esordì l'altro -Lo so di essermi comportato male. Insomma, la sera della festa non sono stato troppo amichevole, e di certo avrei dovuto chiederti scusa prima. In più la scenata del giorno dopo non ha di sicuro aiutato ma...ecco sono troppo impulsivo purtroppo, e spesso le mie emozioni mi mangiano.-

Hermione seguì con attenzione il discorso del ragazzo, nonostante le sembrasse un filo esagerato.
In fin dei conti, tra loro non c'era mai stato nulla di davvero serio... sì, erano usciti insieme un paio di volte, e le loro labbra si erano scontrate di tanto in tanto...ma nulla di più.
Di certo nulla che richiedesse un monologo strappacuore come quello che il grifondoro le stava rivolgendo in quel momento.

- Perciò...sì, volevo solo dirti che mi dispiace per come mi sono comportato e che mi piacerebbe se potessimo continuare a vederci.- concluse Cormac.

La ragazza inarcò un sopracciglio.
McLaggen si stava rivelando senza dubbio sorprendente.
Era davvero così ammaliato da lei?
Eppure, da quello che aveva sentito, poche volte il ragazzo si dimostrava persistente con una singola ragazza...preferendo solitamente variare.

Hermione incrociò le braccia.

- D'accordo. - disse poi.

Cormac s'illuminò all'istante.

- Quindi mi dai una seconda chance?- chiese speranzoso.

- Lo vedremo. - fu l'ultima cosa che disse la Granger, enigmatica, prima di tornare dentro, nella sua camminata elegante e seducente allo stesso tempo.

Era un sí?
Probabilmente no.
Un no?
Nemmeno.
Significava che la risposta dipendeva semplicemente da lui.

Cormac era deciso a non lasciarsi scappare quella ragazza.
Non sapeva quando e come, ma sarebbe stata sua.

***

Hermione, Draco, Daphne e Theodore si stavano incamminando per raggiungere la lezione successiva, quando qualcuno li fermò.

- Draco. - chiamò la voce melodiosa che apparteneva ad Astoria Greengrass.

Alla sola vista della sorella, Daphne, che non la sopportava, roteò gli occhi al cielo e si allontanò, seguita da Theodore.
Probabilmente anche Hermione li avrebbe seguiti, se solo si fosse resa conto del loro spostamento.

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