79. Golden snitch and Proud

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- Questo film non mi è piaciuto per niente!- si lamentò imbronciata una Hermione di circa sette anni, incrociando le braccina al petto.

Jean Granger, bellissima nei suoi 35 anni, dai capelli castani e gli occhi d'orati, sorrise amorevolmente alla figlia, spegnendo il televisore.

- E perché no, Hermione?- le chiese passandole una mano fra i boccoli color miele, all'epoca sempre arruffati.

- I protagonisti alla fine si lasciano per sempre e non si rivedono mai più...è brutto.- spiegò la bimba, ancora rattristata dal finale del cartone animato che aveva appena finito di vedere.

La donna sospirò.

- Be, vedi tesoro...certe volte quando due persone si piacciono, ma hanno incomprensioni, scelgono lo stesso di allontanarsi...solo perché è più facile così.- poi si avvicinò alla figliolina, e dopo averla avvolta in un abbraccio, continuò.

- Posso dirti un segreto?-

La piccola annuì energeticamente, curiosa di cosa la mamma volesse confessarle.

- In amore non esiste orgoglio. Ricordatelo Hermione.- pronunciò la donna, che seppure fosse consapevole di quanto quelle parole non avrebbero avuto significato per una bambina di quell'età, sperava la piccola potesse ricordarsene in futuro.

- Ora...- cambiò poi argomento la signora Granger, -Chi vuole andare a prendere un gelato?-

- Io!!!!-


***

E il giorno più atteso dell'anno nella scuola di stregoneria di Hogwarts, finalmente arrivò.
L'ultima partita di Quidditch della stagione era sul punto di cominciare, Serpeverde e Corvonero si sfidavano per la coppa del torneo scolastico.
Draco Malfoy aveva passato gli ultimi due giorni a guardare in cagnesco e rispondere male (più del solito) a chiunque capitasse sulla sua via, troppo nervoso a causa dell'incontro sportivo di quel pomeriggio, che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi.
Ma in fin dei conti, l'irritabilità di Draco poteva essere giustificata dal fatto che quello non solo poteva considerarsi il match più importante di tutti, ma era anche proprio contro Corvonero, squadra abile e rinomata per le sue vittorie ricorrenti.

- Flint, che cazzo ci fai ancora in tuta, vai a mettere la divisa.- abbaiò al suo battitore migliore, quando egli arrivò in ritardo agli allenamenti pre-partita.

Nel frattempo scesero in campo Daphne, Pansy ed Hermione, decise ad augurare buona fortuna ai ragazzi, prima di prendere posto sugli spalti (che in quel momento si stavano lentamente riempiendo di studenti trepidanti per il match più atteso dell'anno).

- Theo...- Daphne richiamò il suo ragazzo, che non appena la vide le andò in contro, seguito da Blaise e Draco.

- Daph, ehi non dovreste essere sugli spalti?- domandò Nott alla biondina.

- Dovevamo raccomandarvi di non perdere.- spiegò questa, ovvia.

- E diciamo sul serio, non fatelo.- le fece eco Pansy, che era sempre stata una fan piuttosto sfegatata del Quidditch.

- Perdere? Pf! Ma per favore, no che non perderemo.- Draco Malfoy constatò l'ovvio con voce spavalda.

- Ahh Malfoy, io non ne sarei così sicuro se fossi in te.- una voce scherzosa lo colse alle spalle, e a parlare non era stato niente meno che Michael Corner, capitano della squadra di Corvonero, che si stava riscaldando poco distante da quella verdeargento.

Draco Malfoy e Michael Corner erano sempre stati buoni amici.
Non particolarmente stretti, ma fin dai primi anni ad Hogwarts si erano abituati a vedersi alle feste e divertirsi insieme, fino ad accumulare quello che poteva definirsi un buon rapporto.

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