- Hermione, muoviti! - gridò esasperata Daphne forse per la quinta volta.
La riccia, che già di suo era solita prendersi tempi piuttosto ampi per la sua preparazione mattutina, quel giorno ci stava impiegando ancor più del consueto.
Aveva trascorso l'intero pomeriggio precedente in infermeria, sotto controllo dopo aver assunto una pozione per eliminare l'effetto di quella presa con Draco.
Purtroppo, però, questo siero guaritore sembrava aver anche rimosso parte dei ricordi di Hermione, che delle ore precedenti ricordava solo di essersi recata nei sotterranei per riscontrare la punizione con Malfoy.
Poi il buio.
- Arrivo. - rispose specchiandosi un'ultima volta.
- Senti Hermione, non che io non appoggi la tua mania per l'aspetto fisico e la perfezione, ma sai quanto io abbia fame la mattina, e quanto divento irritabile se questa fame si prolunga troppo.- spiegò la bionda aprendo la porta.
- povera Daphne. Il tuo metabolismo è un'ingiustizia per l'intera razza umana... -
Mentre solcava i corridoi in direzione della Sala Grande, Hermione percepì chiaramente l'atmosfera mutare.
Un brusio trattenuto serpeggiava tra gli studenti, occhi che prima erano assorti nel nulla, ora si sollevavano, seguendola come attratti da una forza invisibile.
Sguardi, bisbigli, mormorii.
Non era insolito che attirasse attenzioni — d'altra parte era una prerogativa dell'essere Hermione Granger — ma quel giorno c'era qualcosa di diverso.
Più insistente.
Alcuni studenti la indicavano apertamente, altri si voltavano a commentare appena lei li superava.
Le ragazze, soprattutto, le lanciavano occhiate torve, cariche di quell'invidia meschina che si riserva solo a chi, pur non facendo nulla, riesce a essere più di te. Ottenere più di te.
- È una mia impressione o mi guardano come se avessi appena strangolato un cucciolo di thestral? - domandò Hermione, senza voltarsi, con voce bassa e lucida.
Daphne, che le camminava accanto, alzò un sopracciglio.
- Ma la gente ti ha sempre guar...- cominciò, ma venne interrotta a metà frase.
- Intendo più del solito. - puntualizzò l'altra.
A quel punto Daphne si prese qualche secondo per guardarsi intorno.
Non appena solcarono l'ingresso della Sala Grande, due ragazzine di Tassorosso, sedute poco più avanti, avevano preso a bisbigliarsi qualcosa furtivamente, mentre lanciavano occhiate nemmeno troppo ben nascoste alla sua amica.
La bionda distolse lo sguardo, per trovarsi davanti una serpeverde del quinto anno che squadrava la riccia con occhi carichi d'invidia e stizza.
- Okay. Forse hai ragione. C'è un'aria... strana.- ammise infine Daphne.
Hermione non rispose.
Non fece una piega.
Ogni sguardo, ogni parola sussurrata, ogni scintilla di invidia rimbalzava contro il muro di gelido controllo che la ragazza erigeva intorno a sé come un'armatura invisibile.
La postura, già perfetta, si fece ancora più composta. Il passo, già sicuro, divenne lento e misurato come quello di una regina che attraversa la sala del trono.
Non degnò nessuno di uno sguardo. Non concesse un'occhiata, nemmeno distratta.
Con un'espressione di austera superiorità, si diresse verso il tavolo di Serpeverde, come se fosse il palcoscenico su cui solo lei poteva calcare le scene.
E in effetti... lo era.
- Buongiorno. - salutò Blaise allegro alla vista delle amiche.
- Buongiorno Blaise. - rispose Daphne, mentre Hermione si limitò ad un sorriso.
- Ti sei ripresa dal pomeriggio impegnativo di ieri? - domandò Theodore alla riccia.
- Assolutamente. Certo, se qualcuno non mi avesse intossicata con una misteriosa pozione, non ci sarebbe stato nessun pomeriggio impegnativo, però ci accontentiamo. - fu la risposta della ragazza, che era anche un'evidente frecciatina a Malfoy.
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Slytherin
FanficHermione Granger. 16 anni di astuzia, cinismo, sarcasmo, insensibilità e naturalmente fascino da vendere. Quale strada più adatta a lei se non la patria della furbizia e dell'ambizione? Se quel famoso primo settembre 1991 il cappello parlante avess...
