Era pomeriggio inoltrato e ,nel dormitorio femminile di Slytherin, Daphne Greengrass e Pansy Parkinson erano intente a sottoporre Hermione Granger ad un vero e proprio interrogatorio con i fiocchi.
- Stai dicendo che andrai alla festa con Malfoy? - domandò Daphne, che si tratteneva a stento dallo scoppiare a ridere da un momento all'altro.
Erano passati ormai circa tre giorni da quando Draco aveva "chiesto" ad Hermione di andare alla festa con lui, ma la ragazza si era ridotta a riportare il fatto alle sue migliori amiche solo ora.
Probabilmente il tempo di elaborarlo...e di sbollire —almeno un po'— la rabbia.
- Si. - fu l'asciutta risposta di Hermione.
- Wow! Chi l'avrebbe mai immaginato?! - ridacchiò invece Pansy.
- Non è divertente. - era la protesta della riccia.
- Si che lo è. Eccome!- scoppiò la Greengrass, che non riusciva più a reprimere la risata. -Mi immagino la scena. Lui che viene a chiedertelo con quel suo fare da conquistatore, e tu... tu che accetti! Sembra impossibile! -
- Già. Impossibile. - borbottò Hermione a denti stretti, constatando come effettivamente fosse impossibile...dato che non era affatto andata così.
- Un giorno me la spiegherai questa...- continuò Daphne, con ancora gli occhi strabuzzati -Come siete passati dal non riuscire a stare nella stessa stanza senza prendervi a parole, all'andare ad una festa insieme. Nel giro di cosa? Tre giorni?-
- Beh evidentemente è sbocciato l'amour...- questa era la Parkinson.
- Ma quale amour!- proruppe Hermione satura di quella conversazione...non poter rivelare alle sue amiche cosa ci fosse sotto davvero era estenuante -Non pensate che questo cambi qualcosa, io detesto Malfoy, e lui detesta me...anche di più di quel che pensassi, a dire la tutta.-
- Vale a dire?- insinuò la bionda, confusa.
- Come hai detto tu...un giorno te la spiegherò.- tagliò corto la riccia, e prima che la sua amica facesse in tempo ad aggiungere altro, parlò ancora -ora devo andare. -
- Dove? - fece Pansy senza troppi scrupoli.
- La privacy, Pansy cara. Sai che cos'è? - fu la sarcastica risposta della Granger.
- Sì, ma non ci faccio più di tanto caso. -
- Vado a lezione di volo. - tagliò corto la castana, capendo che se l'amica voleva sapere qualcosa non c'era modo di dissuaderla.
- Uh con Malfoy? - inarcò un sopracciglio maliziosa la Parkinson.
- Secondo me fanno tutt'altro che volare...- commentò invece Daphne.
- Siete impossibili! - proruppe spazientita Hermione, prima di uscire.
***
McLaggen aveva invitato Hermione alla festa, e lei aveva detto di si.
Poi Malfoy l'aveva invitata e, non certo per sua scelta, aveva risposto si anche a lui.
Quindi ora le toccava scaricare McLaggen.
E dopo cosa sarebbe successo?
Lui se la sarebbe presa? Avrebbe scelto di non vederla più? Si sarebbe presentato alla festa con un'altra? Mandando a quel paese il meticoloso piano che Hermione aveva messo su con tanta cura...
Un turbinio di pensieri e congetture invadeva la mente della serpeverde, che si stava chiedendo da ormai giorni come avrebbe fatto a sanare quella drammatica situazione.
Tutto per colpa di Malfoy.
Il flagello della sua esistenza.
Malfoy.
Il ragazzo più altezzoso, arrogante, insopportabile ed ego-riferito sulla faccia della terra.
Malfoy.
Quel maledetto manipolatore vendicativo dei suoi stivali.
Eh già, Malfoy.
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Slytherin
FanfictionHermione Granger. 16 anni di astuzia, cinismo, sarcasmo, insensibilità e naturalmente fascino da vendere. Quale strada più adatta a lei se non la patria della furbizia e dell'ambizione? Se quel famoso primo settembre 1991 il cappello parlante avess...
