Dieci chiamate.
La mia sembrerà anche una reazione esagerata in questo momento che riesco a malapena a reggere il cellulare in mano a causa delle mani che continuano a tremare per l'ansia, ma si tratta pur sempre del mio migliore amico e non è da lui chiamare così tante volte. Lo fa solo in caso di emergenza e, a quanto pare, questo lo è.
Dopo l'ennesimo annuncio della voce metallica 'l'utente da lei chiamato al momento non è disponibile', decido di digitare un messaggio:
*Chiamami immediatamente!!!!*
Spero con tutta me stessa che i tredici messaggi uguali sembrino abbastanza minacciosi da dovermi richiamare immediatamente.
In questi casi, provo odio profondo nei confronti del mio migliore amico che, come sempre, non risponde al cellulare.
Il rumore del clacson di un'auto mi fa tornare sulla Terra, e solo adesso mi rendo conto di essere in mezzo alla strada. La ragazza dai capelli neri si sporge dal finestrino e grida:"Ma ti togli dalla strada?"
Mi tolgo subito dalla strada e infilo le cuffiette per distrarmi, ma quando cerco di sbloccare lo schermo del cellulare, mi rendo conto che si è spento. Fantastico! Cos'altro deve succedere per rendere questa giornata una delle più brutte della mia vita?
La risposta non ci mette molto ad arrivare, infatti qualche secondo dopo il mio pensiero qualcuno cerca di attirare la lia attenzione ripetendo in continuazione il mio nome, e quando mi volto, vedo Sam venire nella mia direzione.
Con mio grandissimo disprezzo noto anche la presenza di Cameron, e la solita domanda si fa spazio nei miei pensieri 'Come fanno ad essere fratelli? Sono l'uno l'opposto dell'altra'.
"Sam!"Sorrido non appena è abbastanza vicina a me.
"So che sei quasi vicina a casa, ma ti va di fare l'ultimo tratto di strada con me?"chiede la ragazza dai capelli castani ondulati.
"Certo, ah ovviamente solo se a tuo fratello non da fastidio"commento guardando Cameron, che reagisce sorridendo e scuotendo la testa.
Mi delude : mi sarei aspettata una sua solita risposta acida.
"Fai finta che lui non esista"mi incoraggia Sam.
Andiamo insieme verso casa e ammetto di aver avuto una bella chiaccherata con Sam.
Non ha fatto altro che confermarmi che è una ragazza fantastica.Cameron invece camminava dietro di noi, come se volesse in tutti i modi mantenere la distanza da noi e posso dire che, per una volta, ha fatto la cosa giusta. Più mi sta lontano, e meglio mi sento.
"Allora, sai già come vestirti per questa sera?"chiede Sam.
"Ehm.."dico riflettendo su che cosa potrei dirle.
In realtà la scelta del vestito è sicuramente l'ultimo dei miei pensieri! Prima di sceglierlo, devo convincere i miei genitori a darmi il permesso per andarci, e prevedo già che sarà abbastanza dura.
A Los Angeles era tutto più semplice : mi lasciavano uscire, ma solo perché sapevano che al mio fianco avevo i miei due migliori amici che mi tenevano sempre d'occhio, anche se alla fine il ruolo della 'guasta feste' o ' della mamma' toccava sempre a me dato che Cass e Trevor amavano divertirsi bevendo un po'.
"Sì, certo. Tu?"mento.
"Sì, e non vedo l'ora"sorride.
Arriviamo a casa in poco tempo e saluto Sam con un abbraccio.
È quando mi volto per andare verso l'ingresso si casa che mi rendo conto che Cameron mi guarda e che si sta avvicinando sempre di più in questa direzione! È rimasto così tanto indietro?
Mi affretto ad avvicinarmi alla porta, ma mi rendo conto che é troppo tardi quando mi minaccia dicendo:"Ehi, fermati subito"
La rabbia comincia a salire lentamente dentro di me e continuo a ripetermi mentalmente di cercare di mantenere la calma:"Cosa vuoi?"
"Ti devo parlare!"
Cammino rapidamente verso di lui e dico:"No, io devo parlarti. Lasciami stare, okay? Lo so che non ti è piaciuto come ho trattato la tua ragazza, lo so benissimo. Ma cerca di capire che l'ho fatto solo per difendermi! Non mi è per niente piaciuto come.."vengo interrotta dall'indice della sua mano che si appoggia lentamente sulle mie labbra per zittirmi.
Questo gesto, anziché infastidirmi ancora di più, mi tranquilizza...
"Che diavolo fai?"chiedo allontanandomi ancora scossa dalle strane sensazioni che ho sentito dentro di me con quel suo tocco.
"Per difenderti? Hai cominciato tu ad attaccarla"ribatte.
"Io? Mi ha attaccata lei! Ha detto delle cose bruttissime. Nessuna persona si meriterebbe di essere trattata in questo modo, nemmeno io che non le avevo fatto assolutamente nulla. Capisco che per lei, capo Cheerleader e ragazza più famosa della scuola, è normale trattare le persone in questo modo, come se non fossero degni neanche di rivolgerle parola, ma posso assicurarti che fa male."
Le persone come Susan mi hanno sempre dato fastidio. Si credono superiori a tutti, pensano di poter giudicare gli altri per ogni singola cosa, sono convinti del fatto che la loro opinione possa avere la prevalenza sulle altre e la maggior parte delle volte è proprio così: purtroppo le persone non possono fare a meno di concordare con tutto ciò che dicono questi individui solo per sentirsi apprezzati.
Senza dire una parola, Cameron se ne va in direzione di casa sua, lasciandomi finalmente in pace e da sola con i miei pensieri.
Mi avvicino all'ingresso di casa e vedo Kate stesa a bordo piscina che, non appena incrocia il mio sguardo, lo distoglie immediatamente. Mi basta questo per capire che passerò la serata a rispondere a tutte le sue domande.
Quando mi stendo sul letto in camera mia, sento di trovarmi in paradiso e provo a chiudere gli occhi per dormire un po', ma nulla.
Strani pensieri e domande continuano a rendere questa giornata infernale, e per distrarmi afferro una vecchia foto sul comodino accanto al letto.
Il mio sguardo si punta subito sui grandissimi sorrisi di Trevor e Cass e io non posso fare a meno di immaginare a come sarebbero andate le cose se si fossero trasferiti con me...

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MY DILEMMA IS YOU
Fanfiction(IL TITOLO IN INGLESE È GIUSTO.) «Voglio dimenticare il passato e tutti i problemi, per ricominciare con te, che sei riuscita ad occupare i miei pensieri fin dalla prima volta che ti ho vista, che sei riuscita a cambiare la mia giornata con un sorri...