"Non si apre" insiste alzando e abbassando la maniglia della porta. Mi giro nella direzione opposta alla sua e prendo un respiro profondo per evitare di esplodere dalla rabbia. Il rumore della maniglia arrugginita che scricchiola ad ogni suo singolo movimento, mi fa salire ancora di più l'ansia.
"Perché diamine non si apre?" domando tornando a guardare Cameron.
"Se lo sapessi, l'avrei già aperta, non credi?" sbuffa.
"Prendi la chiave, allora" suggerisco, e gli si illumina lo sguardo, come se avessi appena rivelato una cosa importante. Frega tra le tasche dei jeans e della felpa, ma sembra non trovarla.
"Cazzo"impreca tirando un pugno al muro"Le ho lasciate nella serratura esterna"
L'unica soluzione è quella di prendere il cellulare e chiamare qualcuno, in attesa che arrivi per salvarci in qualche modo. Quando accendo il cellulare, le paroline 'Nessun servizio' mi fanno arrabbiare così tanto che lancio il cellulare per terra. Non mi interessa se si è rotto o no.
"E colpa tua! Se solo non fossi stata cosí sbadata..."alza la voce.
"Cosa? Non è vero. E poi, mi spieghi dove lo vedi il senso nel lasciare la chiave nella serratura esterna? " rispondo.
Entrambi stiamo perdendo la pazienza, e questo non fa altro che peggiorare la nostra situazione. Non solo mi toccherà stare chiusa qua dentro per tutta la notte, ma dovrò anche passare il tempo con Cameron e il suo caratteraccio. Si siede per terra sbuffando e si passa la mano tra i capelli dal nervoso.
Decido di imitarlo, e di trovarmi un mio piccolo angolino, possibilmente lontano da Cameron:"Che cosa facciamo?" chiedo.
"Non possiamo fare molto... Ce ne stiamo qui e aspettiamo qualcuno che ci venga ad aprire"
Spero che stia semplicemente scherzando. Speravo che avesse almeno un'idea dato che conosce questa scuola meglio delle sue tasche:"Dobbiamo stare qui dentro fino a domani?"
"Anche fino a dopodomani. Insomma, fino a quando qualcuno non si accorgerà della nostra assenza. Non abbiamo scelta" spiega. "L'ultima volta che sono rimasto chiuso qua dentro, ci sono rimasto per due giorni. Susan si era preoccupata per me, gli altri no. Pensavano che fossi da Nash. Peccato che il mio amico fosse con me."
L'ultima volta? Quindi non è nemmeno la prima volta che rimane chiuso qua dentro. A maggior ragione, sarebbe dovuto stare più attento a quella stupida chiave.
"Da quando sono in questa scuola, per colpa di queste punizioni, molti alunni passano i pomeriggi incastrati in questo sgabuzzino." ridacchia.
"E cosa ci sarebbe di così tanto divertente?"
"Sono nate tante storie d'amore, qua dentro. Ma questo non sarà il nostro caso, ovviamente"
"Menomale" sospiro. "... Dovrei essere con Matthew in questo momento..."
Lui sembra non avermi sentito e anzi, si guarda attorno in cerca di qualcosa:"Parliamo. Almeno facciamo passare in fretta il tempo"
Nulla potrebbe far passare in fretta il tempo, ma tentare non costa nulla.
"Allora..."comincia "Parlami un po' del tuo ex... "
Lo guardo innarcando un sopracciglio. È una domanda stupida da fare in questo momento.
"Che c'è? Tanto per sapere... "distogliendo lo sguardo da me.
Sbuffo e comincio:"L'ho conosciuto il terza media. Era il mio migliore amico, poi si è confessato e ci siamo messi insieme. Andava tutto bene tra noi, insomma... Lui era sempre cosí dolce e anche se gli altri continuavano a ripetermi che mi avrebbe spezzato il cuore, io preferivo stargli comunque accanto. Mi ero innamorata di lui... O almeno pensavo di esserlo. Beh un giorno una ragazza ci ha invitati alla sua festa di compleanno. Io non ci sono voluta andare perchè la faceva in una discoteca e io odio quei posti. Musica troppo alta e persone strane che appena ti vedono ti saltano addosso e ti chiedono di fare cose strane..."

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MY DILEMMA IS YOU
Fanfic(IL TITOLO IN INGLESE È GIUSTO.) «Voglio dimenticare il passato e tutti i problemi, per ricominciare con te, che sei riuscita ad occupare i miei pensieri fin dalla prima volta che ti ho vista, che sei riuscita a cambiare la mia giornata con un sorri...