Capitolo 5

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- Percy, sveglia! - Percy fu svegliato da qualcuno che gli lanciava un cuscino. Confuso, aprì gli occhi e vide la sua Piper che dormiva rivolta verso di lui. Rimase un'attimo a guardarla, ancora assonnato, ma poi fu colpito da un'altra cuscinata.

- Mmh... - mugugnò, voltandosi finalmente verso chi lo stava disturbando. Immaginava che fossero Leo e Connor, ma non si stupì nel vedere suo padre che torreggiava su di lui brandendo un cuscino. - Papà... che ci fai qui?

L'uomo gli lanciò un'occhiataccia. Il ragazzo si tirò a sedere e si stropicciò gli occhi. - Lo sai, Percy - gli rispose l'uomo, lanciando un'occhiata a Piper che si girò dall'altra parte infastidita. - Vestiti - lo incalzò. - Dobbiamo cominciare il tuo addestramento.

Percy sospirò. - Okay - disse, per poi sbadigliare. - Aspettami fuori. Arrivo subito. - detto questo, l'uomo uscì dalla camera e Percy si alzò per vestirsi. Aprì l'armadio e tirò fuori una maglia grigia e dei pantaloncini neri. Andò in bagno e si fece una doccia veloce.

Si vestì e uscì stava per uscire, quando sentì la sua Piper chiamarlo. - Percy? - lui si voltò verso di lei e andò a sedersi accanto a lei, che gli sorrise. - Piccola, cosa c'è?- le chiese tirandole indietro una ciocca di capelli.

Lei lo guardò con i suoi occhioni castani, arrossendo un po' quando lui le accarezzò la guancia. - Dove vai?- aveva la voce impastata dal sonno e gli occhi socchiusi. Lui si strinse nelle spalle. - Vado cominciare l'addestramento. Tu dormi, piccola, é ancora presto.

Lei annuì e abbracciò il cuscino. - Okay - accettò. Chiuse gli occhi e cominciò a ronfare beatamente. Percy non poté fare a meno di sorridere e si chinò su di lei per stamparle un bacio sulla fronte. - Dormi bene, piccolina mia. - poi uscì.

Suo padre lo aspettava fuori dalla porta. Smise di giocherellare con la sua collana e si staccò dal muro. - Sei pronto?- gli chiese mentre lui si chiudeva la porta alle spalle cercando di fare il più piano possibile per non svegliare Piper.

Percy annuì. - Che cosa faremo? - domandò curioso. L'uomo si guardò un secondo intorno e poi gli posò una mano sulla spalla. - Per prima cosa devo vedere cosa riesci a fare. - rispose l'uomo. - Andiamo, devo farti vedere una cosa.

Percy lo seguì curioso. Chissà che cosa doveva mostrargli. Forse una stanza in cui allenarsi? Qualcosa riguardante la sua famiglia? Suo padre lo condusse al piano di sotto. Percy pensò che dovessero uscire, invece si diresse in salotto, dove si avvicinò alla libreria.

Con un dito, ricoprì di un sottile strato di brina il quinto libro nello scompartimento più in alto, il secondo in quello di mezzo e il quarto in quello più basso. Qualche secondo dopo, la libreria sparì. Dove si trovava prima, ora c'era una scala che scendeva nell'oscurità.

Percy rimase a bocca aperta. Aveva sentito parlare di queste ville che avevano dei sotterranei, ma non avrebbe mai pensato di averne uno in casa. Suo padre sussurrò un incantesimo e le torce si accesero illuminando la scala che scendeva nell'oscurità.

- Che c'è là sotto? - domandò Percy a suo padre, ma l'uomo non rispose. Si limitò a fargli cenno di seguirlo e scendere le scale. A Percy non restò che seguirlo. Il suo cuore batteva a mille. Sapeva di non dover aver paura, ma quel buio lo innervosiva.

Scese le scale facendo attenzione a non cadere. Il muro era freddo e ruvido sotto le sue dita. Arrivati in fondo alla scala, suo padre sfiorò il muro con un dito. Proprio in quel punto, si illuminò di blu un simbolo - un tridente, come quello del ciondolo di famiglia - e altre torce si accesero a dieci metri l'una dall'altra. Un profumo di mare si diffuse nel tunnel.

Percy vide comparire anche delle porte. Suo padre si voltò verso di lui. Il ragazzo vide i suoi occhi verdi come i suoi scintillare alla luce delle torce. - Seguimi - gli disse. Percy annuì. Sentì un lungo brivido corrergli lungo la schiena. Faceva freddo lì dentro.

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