Capitolo 30

68 3 0
                                        

Percy cercò di concentrarsi sul lavoro e non pensare a Piper. Grazie al cielo, il suo lavoro era abbastanza frenetico, quindi non aveva molto tempo per pensare a cosa le fosse successo. A causa del suo nervosismo, ad un certo punto, fece cadere un bicchiere di caffé.

- Oh, dannazione! - imprecò abbassandosi per pulire. Non voleva certo che Malia cadesse. Raccolse il bicchiere rotto e imprecò sottovoce, portandolo al secchio. Poi prese uno straccio e pulì il più velocemente possibile. - Mal, mi dispiace!

La ragazza si abbassò ad aiutarlo. - No, non fa niente - lo tranquillizzò lei con un sorriso. Poi sembrò notare la sua faccia e i suoi occhi lucidi e il suo sorriso si spense. - Ehi, che hai? É successo qualcosa di grave?

Lui scosse la testa e strizzo gli occhi per rimandare indietro le lacrime. - No, tranquilla - mentì. Si tirò in piedi e andò a servire i clienti, che erano stanchi di aspettare. - Scusate, un piccolo incidente - si scusò. Si costrinse a mettere su un sorriso, nonostante il suo cuore facesse un male cane. - Cosa ordina?

Percy trattenne le lacrime per tutto il tempo, fino alla sua pausa pranzo. Non riusciva a perdonarsi. Come aveva potuto stare lì a dormire mentre lei veniva rapita? Come aveva potuto crollare in quel modo? Era stato così debole! Si sarebbe dato un pugno!

Appena arrivò l'ora della pausa pranzo, salutò Malia e uscì dal negozio, mentre le lacrime gli scendevano lungo le guance. Le aveva trattenute fino allo sfinimento. Il cuore gli faceva così male. Avrebbe voluto che la sua principessa fosse lì.

Non voleva immaginare cosa stesse passando. Si sentiva un fallimento. Non era riuscito a proteggerla, ma che razza di uomo era? Si asciugò le lacrime con il dorso della mano. Quasi sbatté con un uomo in smoking, ma riuscì a schivarlo. - Scusi - farfugliò e si ritirò in un vicolo.

Il cuore gli faceva un male cane. Si lasciò cadere a terra, sospirando. Non doveva crollare così. Piper non avrebbe voluto che soffrisse così, avrebbe voluto invece che si facesse forza e la cercasse lucidamente. Perciò fece un respiro profondo e tirò fuori il cellulare dalla tasca.

Lo accese e sullo schermo comparve una foto della sua adorata Piper. Le lacrime gli scesero lungo le guance e la gola gli pizzicò ma si fece forza. - Piccola mia - disse con la voce incrinata. - Mi dispiace così tanto. Ti troveremo e ti salveremo. Te lo prometto, principessa. Tieni duro.

Si asciugò le lacrime e andò nei contatti, in cerca del numero di suo padre. Anche lui si era comprato un cellulare ultimamente. Dopo un attimo di esitazione, il cuore a mille, schiacciò sul tasto della chiamata e portò il cellulare all'orecchio.

Squillò qualche volta, poi la voce di suo padre lo raggiunse. - Percy? - la sua voce sicura lo fece sentire un po' meglio. Il battito del suo cuore rallentò un po'. - Papà - disse Percy, il cuore stretto in una morsa. - Hai... hai notizie?

Lo sentì fare un respiro pesante. - Ho fatto un incantesimo di localizzazione, ma non ha portato a nulla - spiegò dispiaciuto. Percy sentì una fitta al cuore. - Mi dispiace tanto, figliolo. Credo... credo che l'abbiano presa i mangiamorte.

Percy sentì il cuore affondare. Scosse la testa e trattenne un singhiozzo. - No, no... - esclamò, la voce incrinata. - E... E ora? Che facciamo? Non possiamo sprecare un minuto! Potrebbero ucciderla, torturarla... - gli si spezzò la voce. - stuprarla.

- Percy - la voce di suo padre era ferma, severa. Era come se fosse accanto a lui e lo stesse guardando negli occhi. - Noi la troveremo. Non permetteremo a quei mostri di farle del male. Io e i miei amici cercheremo ovunque. La riavrai, Percy. Non preoccuparti.

Percy cercò di crederci. Non voleva immaginare cosa le avrebbero fatto. Gli sembrava che il suo cuore fosse tirato da due parti apposte e che presto si sarebbe strappato. Sua madre, ora Piper... quante persone avrebbe ancora messo in pericolo?

Connected 2: Back HomeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora