La cena si svolse nel più totale imbarazzo.
Stafford mangiava svogliatamente rispondendo con monosillabi alle domande che gli venivano rivolte ed Elisa, già nervosa di suo, ne ebbe a sufficienza.
"Scusatemi" disse scostando la sedia.
"Sono molto stanca e credo che mi ritirero'".
"Siete stanca di correre dietro a vostro marito milady?" la provocò Stafford con un sorrisetto maligno stampato in bocca.
"Padre…" gridò Sarah.
"Scusati immediatamente con Elisa, non è da te comportarti con tanta maleducazione" terminò rossa per la vergogna.
Un silenzio di tomba cadde tra i commensali e Lord Stafford si alzò lentamente dal suo posto, gettando con malagrazia il tovagliolo sul tavolo e puntando lo sguardo su Elisa.
"Mi scuso milady se vi ho offesa, ma ho espresso solo il mio pensiero…e quello del resto della società" si avvicinò a lei cautamente continuando a guardarla.
"Se non erro, vostro marito vi ha lasciata sola durante la luna di miele senza un'apparente motivo e voi come ricompensa gli siete corsa dietro come un cagnolino, accampando una banalissima scusa? " disse furibondo.
"Milord, togliamo immediatamente il disturbo" esplose Neal alzandosi a sua volta.
"Caroline, Elisa ce ne andiamo!".
"Mr. MacCallan…no,vi prego. Sono spiacente per questa mia uscita infelice" tentò di rimediare Stafford.
"Non volevo offendere Lady Waldegrave, ma non sopporto che venga sbeffeggiata da chicchessia e, credetemi, in questi giorni ne ho sentiti di commenti...malevoli" poi rivolgendosi ad Elisa.
"Milady in passato ho tenuto a precisare che questa sarebbe stata sempre casa vostra, e lo ribadisco di nuovo, ma avete fatto una scelta, anche se avventata, e dolente o nolente dovete tornare da Waldegrave…a costo di mettere da parte la vostra dignità" con questa ultima frase sibillina, girò loro le spalle e se ne andò.
Sarah segui' l'uscita plateale del padre, con le lacrime agli occhi.
" Elisa…mi dispiace, io non so cosa gli sia preso…".
" No Sarah, ha ragione" rispose lei di rimando, sedendosi di nuovo e prendendo il volto tra le mani.
"Ho mentito quando ti ho detto di voler fare una sorpresa a Thomas…o meglio, la sorpresa non la voglio fare solo a lui".
Umiliata e sempre più depressa per aver letto la delusione negli occhi di Lord Stafford, si accinse a raccontare le ultime vicende alla sua amica.
"Ho bisogno del tuo aiuto Sarah" le chiese alla fine di fronte al suo sguardo addolorato.
"Devo sapere dove vive questa donna e pensavo che magari Lord Hamilton e Lord Carlton…".
"Ho capito mia cara, ci penso io" Sarah strinse le mani di Elisa tra le sue.
"Non credo sia il caso di disturbare i due gentiluomini, non si farebbero sfuggire un'informazione così riservata, ma ho altre fonti a cui attingere" proseguì ambigua.
"Domani mattina sul tardi ti darò quanto mi hai chiesto…ora vai a riposare e, se puoi, perdona mio padre. Lui ti è molto affezionato e credo…sappia qualcosa in merito, altrimenti non avrebbe reagito a quella maniera".
Neal e Caroline erano rimasti in silenzio ascoltando lo scambio di battute tra le due amiche, ma si sentirono a quel punto in dovere di intervenire.
"Se credete sia meglio milady, potremmo trovare alloggio in una locanda…".
"Assolutamente no Mr. MacCallan! Permettetemi di ricambiare l'ospitalità che mi avete offerto in Scozia, questa è anche casa mia e mio padre dovrà adeguarsi" disse con un cipiglio che non lasciava dubbi sul suo carattere ribelle del quale Elisa conosceva ogni più piccola sfumatura.
Si accomiatarono dandosi appuntamento per il giorno successivo.
Elisa passó una notte agitata, le mancava tutto di Thomas: i baci, le mani che vagavano sul suo corpo indisturbate, il modo in cui la stringeva da dietro quando dormiva, la venerazione che le riservava mentre la amava…
In quel momento stava riservando le stesse attenzioni a Julia?
Un'insano sentimento di gelosia la scosse fin nel profondo costringendola ad alzarsi dal letto e percorrere il perimetro della stanza diverse volte prima di accasciarsi a terra e piangere tutte le lacrime che aveva ricacciato indietro in quei due giorni.
Si odió per quel momento di debolezza, così facendo era venuta meno al giuramento che aveva fatto a se stessa e soprattutto, come aveva sottolineato milord, si odió per aver permesso a Thomas di calpestare la sua dignità.
Se il tradimento fosse risultato reale, non avrebbe avuto pietà per suo marito, non poteva divorziare in quanto la legge non lo permetteva, ma poteva chiedere ospitalità a Caroline e Neal e vivere lontana da lui insieme al suo bambino.
L'arrivo del nuovo giorno, la trovò ancora sveglia e persa nei suoi pensieri.
Suonó il campanello chiedendo che le fosse servita la colazione in camera, non voleva rischiare di imbattersi in Stafford, non era ancora pronta ad affrontarlo di nuovo.
I minuti passarono così come le ore e finalmente sentì bussare alla porta.
"Elisa, posso entrare?" le chiese Sarah sulla soglia.
"Certamente, accomodati".
La ragazza avanzó incerta e, sedendo sul letto, Elisa poté notare che anche lei aveva gli occhi pesti, sintomo di una notte insonne.
"Ho l'informazione che mi hai chiesto" le disse sussurrando.
"La casa si trova in periferia…ed è stato il regalo di commiato di Waldegrave nel momento in cui ha liquidato la sua amante…almeno ufficialmente" concluse paonazza.
Elisa era dispiaciuta di provocarle un tale imbarazzo, una giovane donna non ancora fidanzata avrebbe dovuto essere tenuta all'oscuro di argomenti così scabrosi, ma era l'unica amica che aveva, l'unica su cui fare affidamento.
Prese il bigliettino che lei le porgeva con un misto di risentimento e repulsione.
"Ti ringrazio, non dimenticherò mai quello che hai fatto per me" Elisa calcó sulle ultime parole per sottolineare il debito di gratitudine che provava verso di lei.
"Oggi stesso le faró visita" sentenzió.
"Non ti permetteró di affrontarla da sola, verrò con te" ribatté Sarah con prontezza.
"Verremo con te" s'intromise Caroline che, entrata in quel momento, aveva ascoltato solo l'ultima parte della conversazione.
Elisa seduta sul letto, con la schiena poggiata alla spalliera imbottita, guardo' le due donne sedute di fronte a lei e ringraziò Dio per averle concesso di ritrovare una sorella e di acquisirne un'altra.
Non sempre la vita era stata generosa con lei e gli ultimi fatti lo avevano dimostrato, ma ora sapeva di non essere più sola.
"Va bene verrete anche voi, ma Neal no…" disse rivolta a Caroline.
"Oh…ma lui si è recato al club con Lord Stafford e mi ha detto che rientrerà in tarda serata, quindi abbiamo tutto il tempo di colpire e fuggire in ritirata".
"E sia…all'imbrunire prenderemo una carrozza a noleggio che ci porterà in periferia e che Dio ci aiuti" disse tristemente Elisa.
Il cocchiere fermò la vettura a debita distanza dalla casa di Julia.
Era una palazzina a due piani, costruita in mattoncini rossi e con gli infissi bianchi.
Il piccolo giardino esterno era delimitato da un' elegante staccionata anch'essa bianca e siepi di rose multicolore lo adornavano.
"Tuo marito tratta bene le sue amanti" disse Caroline esprimendo il pensiero di tutte.
Mentre osservavano la casa un'ombra furtiva si aggirava nei dintorni, passó di fianco alla carrozza e proseguì oltre senza gettare un occhio all'interno.
Portava un cappello calato sugli occhi e un mantello lungo lo copriva per intero, ma Elisa riconobbe all'istante l'imponente figura: era Thomas conte di Waldegrave.
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MIO UNICO AMORE
Chick-LitSTORIA COMPLETATA Inghilterra '800 Elisa vive in casa di Lord Stafford sotto falso nome. Dopo otto anni il caso le farà incontrare di nuovo Thomas il quale non ha mai saputo i motivi del suo allontanamento. L' odio reciproco li porterà sull'orlo del...
