19 Rivelazioni inattese

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Una risata divertita echeggiò per tutta la città. Era una risata fredda e senza calore, era agghiacciante ma allo stesso tempo divertita.
Cian sentì la pelle d'oca scorrergli lungo tutto il braccio e tese le braccia pronto a qualunque attacco.

Da davanti a loro, gli zombie che li stavano circondando si spostarono tutti di lato come se stesse per arrivare qualcuno di importante e non volessero farsi trovare con la testa pestata.
Nessuno dei due aveva mai visto gli zombie obbedire a qualcuno ed era la prima volta che assistevano a uno spettacolo del genere. Per questo divennero maggiormente diffidenti e cauti. Pronti a prepararsi per il pericolo, sia Cian che Reid si avvicinarono l'un l'altro, come a darsi conforto e rifugio.

Dal fondo della strada, si intravide una persona vestita di bianco che stava venendo verso di loro con passo calmo e aggraziato. Sembrava come se una figura maestosa e imponente si stesse erigendo davanti a loro in tutto il suo splendore. Ma il luogo e la situazione in cui erano, fecero dimenticare perfino di respirare ai due ragazzi.

Quando quella persona vestita di bianco fu davanti, Cian notò che indossava una maschera a coprirgli il volto e che dietro di lui c'era anche un'altra persona vestita di nero, sempre con indosso una maschera ma di colore opposto.

Cian fissò lo sguardo su quell'individuo e fece un piccolo respiro profondo, il suo cuore sussultò dalla tensione.
Proprio in quel momento quella persona parlò,

"Se una cosa che spetta a me scappa allora è normale che prima o poi venga a riprendermela personalmente, non trovi Reid?"

La sua voce era attutita dalla maschera ma non per questo era debole, anzi, si sentiva chiaro e tondo come se fosse stato appena usato un amplificatore. Reid si immobilizzò e girò lo sguardo verso di lui allarmato.

"Di cosa stai parlando? Chi sei? E come fai a sapere come mi chiamo?" Urlò Reid carico di tensione.

Cian si voltò verso di lui e gli poggiò una mano sulla spalla, Reid sentendo quel tocco si girò verso di lui e deglutì calmandosi. Solo dopo Cian prese la parola come per proteggere Reid. Si fece avanti dicendo:

"A cosa dobbiamo l'onore di ricevere Rugiada Cremisi da noi?"

Rugiada Cremisi alzò un sopracciglio e rispose, "Non pensavo che avessi sentito parlare di me, sono onorato, sul serio."

Cian fece un piccolo sorriso cordiale ma freddo, senza calore e privo di ogni sorta di emozione,  "È impossibile che le sue maestrie possano passare inosservate, come zombie di livello 9 è probabile che si abbiano gli occhi puntati addosso."

"........."

Rugiada Cremisi sorrise e mise le braccia dietro la schiena, "Oh..non c'è bisogno che mi parli con così tanta cortesia, puoi darmi pure del tu, tanto siamo già conoscenti noi no, Park Cian?"

Cian si accigliò "Mi ricorderei se l'avessi incontrata. Non ho di certo sbattuto la testa lungo il cammino."

"Hai ragione, ma ti conosco molto bene sai? Il professor Cedric parlava tanto di te che pure io ormai so tutto grazie a lui." Fece una piccola risata divertita e incrociò le braccia.

Cian si irrigidì subito e sbottò senza pensare, "Come fai a conoscere mio padre?"

Solo dopo si pentì di quello che aveva detto.
Rugiada Cremisi invece rise e basta e all'improvviso alzò una mano schioccando le dita.
Una nuvola di fumo si formò all'istante e Cian si mise subito pronto a combattere, ma dalle sue viscere dentro il corpo, sentì che qualcosa si stava muovendo facendolo restare bloccato al suolo. Come se una presenza dentro di lui si fosse insidiata da molto tempo pronto ad attaccarlo.
Ebbe un brivido.

Allarmato si guardò il corpo e cercò di alzare la mano ma con suo stupore si rese conto che quella non si muoveva ai suoi comandi.

"Il professore e io siamo vecchi conoscenti potrei dire. Non pensavo però che suo figlio fosse ancora vivo...ma, come ci si può aspettare da lui che è un genio della fortuna, allora anche il sangue del suo sangue non potrebbe essere da meno."

La sua voce era calma e pacata, come se stessero prendendo un caffè al bar, era davvero irritante, ma per qualche motivo Cian sentiva che non riusciva ad arrabbiarsi per quanto fosse irritante e non riusciva a spiegarsi il perché.

"Mio..mio padre, lui, è vivo?" Chiese Cian piano guardandolo.

Rugiada Cremisi annuì "Certo! È vivo e vegeto, pure tua madre lo è. Non penserai che un virus del genere possa aver ucciso i tuoi genitori spero!" Sorrise divertito.

Cian strabuzzò gli occhi e si mise a scuotere la testa afflitto. Come se all'improvviso un'idea gli fosse venuta in mente, cercò di ricacciarla indietro ormai troppo tardi...
Non capiva nulla di quello che stava succedendo.

Ma il suo cuore era come se fosse stata una corda tesa, pronta a essere tirata.

Rugiada Cremisi prese la parola "So che sei confuso, inoltre è palese che tu ti senta incapace di ragionare lucidamente in questo momento, infondo, i tuoi genitori ti avevano detto di scappare quando gli zombie erano entrati nel laboratorio e quando sei ritornato a vedere avevi trovato i loro corpi...quindi so che ti sei tipo sentito usato e preso in giro, ma non ti preoccupare, presto potrai chiedere le spiegazioni che ti spettano di diritto."

Cian lo guardò "Che cosa vuole da noi esattamente?"

Per quanto sapesse che quella situazione era senza senso e illogica, sapeva che erano nei guai e che dovevano andare via da lì.

Ma una parte di lui sapeva che Rugiada Cremisi non gli avrebbe fatto del male.

Cian non sapeva se ridere o piangere per questo stesso pensiero.

Rugiada Cremisi fece una piccola risata "Voglio che veniate con me a fare luce sui fatti. Ho bisogno di risposte pure io, e voi due siete le chiavi per ottenerle."

Fece un piccolo gesto con la mano e il tizio con la maschera nera si materializzò dietro di loro.

"Perdonatemi."

Cian si immobilizzò all'istante e si irrigidì, il suo sangue stava bruciando.

La voce che aveva appena sentito proveniva dall'uomo con la maschera nera dietro di lui, e sembrava fosse stata carica di dispiacere.

Ma Cian non capiva.

Dispiacere? Sul serio era dispiaciuto? Per averlo colpito?

In quel momento sentì la voce di Reid da di fianco a lui che era carica di sgomento e paura.

"Cian! Che cazzo hai fatto? Cosa vuoi?" Urlò Reid.

Rugiada Cremisi con voce divertita rispose "Reid, mio caro Reid, tu non dovevi andartene via, lo sai che sono rimasto molto infelice quando te ne sei andato così all'improvviso? Il mio cuore si è addolorato tantissimo. Ahahaha"

Reid strabuzzò gli occhi incredulo "Tu! Tu sei pazzo! Io non so di cosa tu stia parlando! Chi è che è scappato all'improvviso e poi da dove! PENSI CHE SIA STUPIDO? Rugiada Cremisi! Lascia stare Cian!"

Ma prima che potesse dire oltre anche Reid si fermò come se non potesse più parlare. Sentiva il corpo debole e il sangue che cercava di fuoriuscire, il marchio attorno al polso stava emettendo una luce fortissima e al solo guardarlo Rugiada Cremisi sorrise, spostò il suo sguardo su Cian che aveva gli occhi chiusi e un rivolo di sudore stava scendendo dalla fronte.

Il volto di Cian si fece cireneo e allentò la presa della scimitarra, ma prima che questa stava per cadere per terra Rugiada Cremisi la prese al volo senza esitazione e fatica. La passò poi al tizio in nero mentre lui si piegò e appoggiò una mano sulle spalle di Cian mentre l'altra sotto le ginocchia sollevandolo e prendendolo in braccio.

Le sue braccia tennero strette la figura di Cian come se fosse stata un dono prezioso.

Lo guardò e da dietro la maschera si sentì un leggero sospiro. Un sospiro nel quale erano racchiuse tutte le emozioni che stava provando.

Reid invece, era stato preso dal tizio in nero ed insieme ormai privi di coscienza furono trasportati via da lì.

Illusory dream "BL"La tua prossima ossessione. Scoprilo ora