Egon
Da quanto tempo Zora aveva iniziato a urlare?
Egon si sentì male.
Come aveva fatto a non accorgersi subito che lei gli avesse chiesto di fermarsi?
Eppure, fino a poco prima Zora sembrava alquanto convinta...
Che cazzo era successo?
Le aveva fatto male?
In preda al panico sollevò lo sguardo su di lei. Zora si sedette al centro del letto, lontana dal bordo e lontana da lui, e si strinse le ginocchia al petto. Sembrava quasi sconvolta, ma almeno lo guardava ancora.
«Cos'è successo?» chiese lei, la voce spezzata.
Prego?
Egon inclinò la testa da un lato, confuso. «Che vuoi dire?»
Zora tremava e lui desiderava solo aiutarla a smettere, ma in quel momento sapeva che toccarla sarebbe stata una pessima idea.
«Tu... che mi hai fatto?» insistette lei.
Egon incrociò le sopracciglia, cercando di capire cosa intendesse. «Si... Si chiamano preliminari.»
Lei si strinse di più le gambe tra le braccia e sospirò. «Lo so cosa sono i preliminari, per gli dèi.»
Egon scosse la testa. Davvero, non aveva la più pallida idea di cosa stesse succedendo, ma Zora era visibilmente scossa e persino spaventata, e lui non sapeva cosa fare se non restare lì con lei e ascoltarla.
Esattamente come la ragazza aveva fatto per lui in quella fossa buia e stretta.
Zora si fece coraggio. «Ho sentito qualcosa che tirava» provò a dirgli, «e quando tu mi toccavi, tirava sempre di più e poi...» Zora scosse i capelli, balbettando «... Si è... Si è rotto qualcosa.»
Cosa? Cosa poteva mai essersi...
Egon raddrizzò la schiena e i suoi occhi, ridotti a due fessure, si distesero non appena capì cosa fosse successo.
Per Xels!
«Zora...» iniziò, il tono basso e addolcito stonava profondamente con il suo cuore palpitante, «tu sei già stata a letto con qualcuno?»
Lei lo fissò come se fosse stupido. «Sì, Egon. Te l'ho già detto» arrossì violentemente.
«E non hai mai raggiunto l'orgasmo?»
Zora si immobilizzò. La realizzazione la colpì forte come un fulmine.
Schiuse le labbra per dire qualcosa, ma boccheggiò soltanto, senza riuscire a fiatare. Le mani, che prima stringevano forte le gambe, allentarono la presa e il tremore scomparve all'improvviso.
«Oh...» mormorò «è... Allora, è questo che si prova...»
Le guance di lei divennero ridicolosamente rosse, più dei suoi capelli, più del fuoco delle candele.
«I-io...» balbettò «mi dispiace. Scusami» abbassò il viso, nascondendolo dietro alle ginocchia alzate e coprendolo più che poteva con i capelli. La voce della ragazza apparve ovattata quando, con un enorme sforzo, aggiunse: «Roland... Lui si fermava subito dopo aver...» si contorse, come se stesse in una posizione scomoda «Insomma... Hai capito, no?»
Oh, sì che aveva capito. Aveva capito che Roland era un egoista bastardo.
«Zora» la chiamò.
Lei non sollevò la testa, anzi si chiuse di più in se stessa.
Egon decise finalmente di rimettersi in piedi, provò a sedersi sul letto, piano, per evitare di sconvolgerla, ma Zora lo lasciò fare e allora Egon andò a sistemarsi al suo fianco.
«Zora» ripeté, poi le scostò delicatamente una ciocca di capelli e gliela portò dietro all'orecchio. «Guardami.»
Lei ruotò la testa, scoprendosi poco a poco. Aveva gli occhi lucidi e le gote imporporate.
Egon curvò le labbra in un sorriso genuino e continuò ad accarezzarle i capelli. «Non devi scusarti» le disse deciso «e non c'è niente - te lo giuro - assolutamente nulla di cui vergognarsi» scrollò le spalle. «Succede. Soprattutto quando non ci sei con la testa...» spiegò, «Forse eri a disagio con lui e non lo sapevi. Forse non ti permetteva di rilassarti.»
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Ignis - Elementali Vol.2
Fantasy[COMPLETA] Sono passati due anni dalla liberazione di Valdris, due anni da quando Egon Merrior veste i panni del Lord del Palazzo del Fuoco. Ma i giorni festivi e tranquilli finiscono nel momento in cui riceve una comunicazione reale da Atlas: una n...
