Zora
Aveva giurato a Kai di proteggere Egon, eppure aveva trascorso gli ultimi giorni tenendosi a una sana distanza dal lord.
Non riusciva a stargli accanto senza pensare che la loro normalità era cambiata per sempre. Le mancavano i loro battibecchi, le battaglie a chi era più testardo, le risate... un solo mese e già le mancava tutto di lui. Una sola notte insieme e già bramava il suo tocco, i suoi baci, i suoi sussurri.
Da quel giorno nella stanza dei gemelli non avevano parlato molto, ma Egon la salutava e le sorrideva più spesso. Zora non sapeva se fosse perché voleva perdonarla, o per tranquillizzarla.
Dall'est erano giunte pessime notizie: Edlynne e Talon avevano radunato una flotta di mercenari da aggiungere all'esercito; dopo la conquista di Helaware avrebbero attraversato il mare fino alle Città Portuali. Da lì in poi, sarebbe stato uno sterminio, una guerra agli Elementali.
Zora aveva avuto una parte in tutto ciò, ma ne i sovrani, ne altri avevano mai osato accusarla o rivolgerle un'occhiata sprezzante. Egon l'aveva protetta e con immensa pazienza aveva terminato il memorandum prima di consegnarlo ad Atlas. L'unico a cui l'avrebbe fatto leggere.
Era devastante scoprire di aver combattuto sempre dalla parte sbagliata. Solo un mese prima, le salamandre erano i suoi nemici... E adesso la stavano aiutando.
Eppure, nemmeno la minaccia della guerra aveva gelato gli animi degli Elementali. Atlas aveva parlato al popolo almeno una volta ogni sera e Freya continuava a elargire gentilezze e aiuti a chiunque ne richiedesse.
In tre giorni, decisero di far preparare gli eserciti e di fare appello al trattato di pace con gli altri popoli di Valdris.
Dimostrare che fosse tutto sotto controllo era un mezzo per far sì che il popolo mantenesse la calma.
Perciò, in quei giorni ci furono due banchetti nella città sotto la Montagna di Fuoco.
La gente vi partecipava per esorcizzare la paura, con buoni risultati. Nella capitale risuonavano le risate dei bambini, i canti degli adulti e di tanto in tanto il tintinnio delle spade e degli scudi era un sottofondo lontano.
«Il fuoco è la vostra arma più grande» commentò Orestes. Erano seduti alla tavolata reale per la cena e l'uomo doveva sporgersi un po' oltre Egon per comunicare con Atlas a capotavola.
«Però dovete stare attenti alla polvere da sparo» continuò.
Il re annuì. «Abbiamo già avuto a che fare con le invenzioni umane.»
Orestes piegò la testa da un lato. «Allora sapete che non è una buona idea mandare i vostri guerrieri del fuoco in prima fila.»
Clove si agitò. Era seduta accanto a Zora, di fronte a Orestes. Di sicuro la ragazza gli aveva dato un calcio sotto al tavolo per come l'uomo si fosse rivolto al re, ma Orestes non rimangiò le sue parole, ne Atlas sembrò farci caso.
Piuttosto, il re fece schioccare la lingua sui denti. «Sì. Sappiamo quanto le vostre armi siano brutali.»
Freya gli diede una gomitata nel fianco. Era a capotavola accanto al marito, ma ciò non le impedì di bloccarlo.
Orestes ghignò. «Voi Elementali avete poteri naturali, noi umani non abbiamo niente. Le armi sono l'unica maniera di difenderci.»
Egon poggiò la forchetta sul tavolo con un tonfo e per la prima volta da che avevano iniziato a mangiare sollevò il mento dal piatto. «A proposito di invenzioni umane, ce n'è una che è davvero utile.»
Freya e Atlas lo guardarono con una scintilla di curiosità.
«Illuminaci» disse la donna.
Egon azzardò un'occhiata nella direzione di Zora, rubandole un sussulto. Era seduto di fronte a lei, eppure non l'aveva guardata neanche per sbaglio, almeno fino a quel momento.
«L'orologio.»
Atlas incrociò le sopracciglia. «L'oro... Cosa?»
Zora sbuffò una risata a labbra strette ed Egon le fece l'occhiolino.
Gli altri li fissarono confusi.
Soltanto Zora poteva sapere quanto la reazione del re somigliasse a quella di Egon la prima volta che l'aveva visto alla torre dell'orologio.
Era un ricordo personale e forse Egon l'aveva usato per smorzare la tensione a cena, ma le immagini di quel giorno le misero una strana tranquillità.
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Ignis - Elementali Vol.2
Fantasía[COMPLETA] Sono passati due anni dalla liberazione di Valdris, due anni da quando Egon Merrior veste i panni del Lord del Palazzo del Fuoco. Ma i giorni festivi e tranquilli finiscono nel momento in cui riceve una comunicazione reale da Atlas: una n...
