Capitolo 4.

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«Questa giornata in famiglia ci voleva proprio» proruppe Dan rompendo il silenzio che si era creato

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«Questa giornata in famiglia ci voleva proprio» proruppe Dan rompendo il silenzio che si era creato.

Eravamo a casa sua, io, lui, Fran e mio fratello, a bordo piscina con il naso rivolto all'insù verso i raggi del sole. La temperatura era ideale e tirava un lieve venticello. Mi sembrava di essere in paradiso, dopo la settimana infernale che avevo passato.

Avevo dato buca alle ragazze per essere qua con loro, ma in fin dei conti non mi dispiaceva più di tanto. Adoravo i pomeriggi passati tutti e quattro insieme, soprattutto quando Matt metteva da parte la sua gelosia cronica.

«Direi, mi era mancata la tua piscina.»

Dan scoppiò a ridere alla battuta di Fran. «Ah, la piscina? Non io?»

«Se si azzardasse anche solo a pensarla una cosa del genere, gliela farei pagare.»

Eccolo qua, Mister gelosone.

«Dio, Matt, davvero pensi che ti farei mai una cosa del genere? Siamo solo amici, dovresti averlo capito ormai» lo rimbeccò Dan.

«E poi se non ci ha provato quando ne aveva l'occasione, non vedo perché dovrebbe farlo proprio adesso.»

Sentii chiaramente il rumore del lettino che si muoveva. «Come, scusa?» mio fratello alzò la voce.

«Calmati. Non ricordi che Fran lavorava al Blue Moon durante l'università?»

Spalancai gli occhi e mi misi comoda per assistere alla scena, che si stava facendo decisamente interessante. La storia di come mio fratello e Fran si fossero incontrati al Banana Loca, ormai era storia e tutti pensavamo che fosse quello il primo momento in cui si erano conosciuti, ma, a quanto pareva, non era così.

«Davvero? Non me l'hai mai detto» mio fratello guardò la sua ragazza un po' perplesso.

«Perché avrei dovuto dirtelo, quando frequentavi quel locale praticamente tutte le sere?» Fran ridacchiò e Matt si bloccò, pensando.

«Peccato che tu fossi un coglione, che guardava le tette di Bethany.»

«Ma non fare il superiore!» Matt tirò a Dan la maglietta addosso. «Eri tu il primo a guardarle il culo.»

«Sì, be', ho fatto ben più che guardarlo» ammiccò nella sua direzione.

«Ma quando?» mio fratello lo fissò scioccato.

«Qualche anno fa, l'ho incontrata per caso in un locale e si è dimostrata piuttosto interessata alla merce» si indicò il corpo con le dita.

«Ma di chi stai parlando? Di quella tettona con la voce starnazzante che abbiamo incontrato al Bubble?» domandai incredula.

«Spoiler: quando geme è meno fastidiosa.»

«Dan!» mi allungai per dargli un pugno sul braccio e poi scoppiai a ridere. «Non ci posso credere che andavi dietro a quella. Sembra una Barbie formato gigante» mi rivolsi a mio fratello.

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