Seconda Parte - Capitolo 30

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Quella casa mi sembrò improvvisamente vuota senza Ale, anche Sky accusò il colpo della sua assenza e iniziò ad aspettare il suo ritorno.

Se n'era andato dalla sua stessa casa, lasciandomi sola e, per quanto sapessi fosse la scelta migliore, accusai il colpo.

All'inizio non lo presi sul serio, credetti che quella sera avrebbe varcato la soglia e sarebbe tornato con un sorriso, facendo finta di niente.

Non successe.

Né il giorno successivo.

Né quello dopo ancora.

Gli scrissi un messaggio.


Ele: Ale, è casa tua, sono io che dovrei andarmene.


Ricevetti la risposta dopo qualche ora, ma così da lui da farmi sorridere, per poi scoppiare in un pianto.


Ale: Sei incinta, non esiste che traslochi. Pensa a te e alla bambina, che io me la cavo.


Finii il corso preparto da sola, perché Ale non si presentò a nessuna delle rimanenti lezioni. L'insegnante si prestò per farmi da partner, ma fu imbarazzante e del tutto fuori luogo. Avrebbe dovuto esserci lui lì con me, ma riuscivo a capire il motivo per cui avesse deciso di non partecipare.

In fin dei conti, era giusto così.

La nostra convivenza era andata troppo oltre.

Il nostro rapporto era diventato qualcosa di più di quello che potevamo gestire e non era giusto, per nessuno dei due.

Durante le ultime settimane prima del parto ebbi almeno due false contrazioni, quelle che scoprii chiamarsi di Braxton e che misero in allarme quasi tutta la mia famiglia e quella di Ale. Fu abbastanza imbarazzante, ma, a detta della ginecologa, del tutto normale.

Al lavoro, Cady se la stava gestendo piuttosto bene. Nel corso del tempo avevo cominciato a lasciarle sempre più spazio, prendendomi delle ore per le visite e i corsi. Duncan sembrava essere meno rigido nei suoi confronti, ma la teneva sempre d'occhio e sapevo che si stesse trattenendo, perché aveva fatto una promessa a me.

I patti, comunque, erano chiari, una volta che io fossi tornata al lavoro a pieno regime, Cady sarebbe rimasta a casa, ma a lei sembrava non dispiacere. Aveva visto il tempo extra come un modo per apprendere e fare esperienza, perché non sapeva cosa le riservasse il futuro.

Apprezzavo la sua positività e avercela attorno era stato un grosso sostegno durante alcune giornate piuttosto pesanti. Ero sicura che sarebbe stata una grande psicologa e che avrebbe aiutato un sacco di persone. Meritava che i suoi sogni diventassero realtà.

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