Seconda Parte - Capitolo 32

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Avrei dovuto tornare al lavoro quella mattina, ma la mia voglia era sotto le scarpe.

Anzi, quella c'era, di rivedere Cady e Duncan, di sapere come stavano suo figlio e sua moglie. Avevamo partorito più o meno nello stesso periodo e i nostri figli avrebbero potuto anche crescere insieme, se solo avessi avuto la stessa quantità di soldi.

No, il problema non era tanto il lavoro di per sé, ma il fatto che non ci fosse un singolo pantalone che mi andasse, non premaman almeno. La pancia era scomparsa, il seno sempre più enorme e gonfio e i fianchi... be', quelli erano rimasti tutti, lì, belli piazzati e difficili da togliere.

Mi continuavano a ripetere tutti che dopo un mese era normale avere qualche residuo e che ero stata fin troppo fortunata ad avere solo quei chili in eccesso, ma a me pesavano come un macigno, avrei voluto prendere un seghetto e tagliarmi il grasso in eccesso.

Indossai un vestito solo per cercare di sentirmi a mio agio e non mettere in mostra quella parte che odiavo tanto di me stessa.

Arianna mi guardava dalla culla mentre ciucciava il giocattolo di plastica che teneva in mano. Non vedeva ancora completamente, i suoi occhi cominciavano a diventare più vispi, ma non erano ancora nella loro piena forma, ma era stupenda, la copia sputata di Ale.

Se ci fosse stato anche un solo dubbio che lei fosse sua figlia, nel nascere l'aveva cancellato.

Era stato il giorno più faticoso della mia vita, ma non sapevo trovarne un altro in cui fossi anche così tanto felice. Tutti i mesi passati a parlarci, a sentirla nella pancia, a creare quel legame unico e poi... lei era lì, in carne e ossa.

Ma non era tutto così facile come prima.

Mi sentivo goffa e impacciata, la sintonia creata con la bambina durante la gravidanza sembrava non esserci più, mentre ad Ale pareva venire tutto in maniera così naturale da non crederlo possibile.

Ero certa che non avrei avuto bisogno di nessuno, che ce l'avrei fatta con le mie sole forze, mi sbagliavo.

Ale e Dan erano stati quell'aiuto che non sai di volere, ma che poi ringrazi di aver avuto. Erano stati i miei due angeli custodi, pronti a prendere la bambina quando finiva di mangiare e io crollavo dal sonno, che la cullavano per cercare di farla smettere di piangere o le facevano fare il ruttino, mentre mangiavo un boccone.

In realtà, fu Ale quello che mi stupì di più.

Pensavo che lasciando casa sua l'avrei allontanato del tutto, relegandolo in un angolo della mia vita e chiudendolo fuori, ma lui si era dimostrato piuttosto cocciuto e testardo.

Io me n'ero andata?

E lui si presentava da Dan, tutti i giorni a orari diversi, in modo da non darmi mai la possibilità di prepararmi psicologicamente a rivederlo.

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