(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
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«Spingi, tesoro, spingi. Lo so che fa un male del diavolo, ma passerà presto.»
«In realtà ancora no.»
«A quanti siamo?»
«Sei.»
Sbuffai.
No, non sarebbe finita.
Era una piccola lenta agonia, ma quanta gioia a ogni nuovo cucciolo che Sky riusciva a spingere fuori, ma cominciava a essere stanca, glielo leggevo negli occhi, come se lo stessi vivendo sulla mia pelle.
La accarezzai sulla testa, lungo la schiena.
«Lo so che sei tanto stanca, ma ci siamo quasi, ne mancano due, solo due. Non sono tanti.»
Tutti gli altri erano sani e facevano dei piccoli lamenti. Degli affarini neri e cioccolato che mi stavano in una mano. Adorabili, con quel piccolo nasino rosa e gli occhietti chiusi.
Arianna alle mie spalle fece qualche versetto e risatina.
Ero sicura che Ale le stesse facendo qualcosa per farla ridere, adorava passare del tempo con lei ed era del tutto reciproco. Quei due sembravano essere stati attaccati con la colla ed erano lo spettacolo più bello che avessi mai potuto vedere.
«La mamma adesso non può.»
Venni percorsa da un brivido, come ogni dannata volta che lo sentivo parlare in italiano. Lo trovavo così erotico che finivo per saltargli addosso non appena la bambina faceva il riposino.
Ero un po' masochista, comunque, perché ero stata io a proporglielo, ma chi avrebbe mai pensato che mi si sarebbe ritorto contro?
Cominciai a capirlo anch'io, grazie al fatto che indicava gli oggetti per la bambina, o perché poi li prendeva in mano e glieli porgeva. Mi misi in testa che l'avrei imparato, in qualche modo, anche se ero piuttosto sicura che sarebbe stata Arianna quella a parlarlo prima di me.
Ci avrei scommesso.
«O vuoi il cambio?»
La facilità con cui passava da una lingua all'altra era il motivo per cui volevo che nostra figlia crescesse bilingue, perché ero convinta sarebbe stato utile conoscere un'altra lingua oltre alla propria e poi, faceva parte di Ale, della sua storia, della sua famiglia, era giusto così.
Rosa era scoppiata a piangere quando le avevamo spiegato le nostre intenzioni e mi aveva abbracciato, ringraziandomi.
Brian sembrava ben felice di parlare italiano con la bambina e aveva finito per far innamorare Cady di lui. Lo colsi subito, il momento in cui lo sguardo di lei cambiò e provò qualcosa di più profondo. Forse era tutto l'insieme: lui con una bambina in braccio, mentre parlava un'altra lingua; ma fu proprio in quel momento che capii che non sarebbe più potuta tornare indietro.