Capitolo 18.

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Ero nel panico

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Ero nel panico.

Più totale e assoluto, perché a differenza degli ultimi ragazzi con cui ero uscita, Ale mi piaceva e pure troppo.

Ma non avrei dovuto essere agitata, giusto? In fin dei conti avevamo già passato un sacco di tempo insieme, ci conoscevamo e ci eravamo anche già baciati, quindi... perché lo ero tanto?

Al lavoro non riuscivo a stare ferma, la gamba sotto il tavolo continuava a muoversi in maniera convulsa e ringraziavo che le mie mansioni mi costringevano a concentrarmi su altro.

Non riuscivo a capire se la mia agitazione era dovuta alle aspettative, o alla paura che potessi rovinare tutto con un singolo comportamento sbagliato.

E a mano a mano che l'ora del nostro appuntamento si avvicinava, si insinuava in me il dubbio amletico di ogni donna: cosa mi metto? Una domanda che non mi ero mai posta e non mi era mai interessata, perché era talmente stupida da essere inutile, eppure...

Mi sedetti a peso morto sul letto, con uno sbuffo pesante e lo sguardo puntato sull'armadio aperto con tutti i miei vestiti in bella vista. Non c'era niente che mi sembrava adatto, nulla che potesse fare al caso mio.
Presi il telefono dal comodino e feci partire una videochiamata di gruppo.

«Che ci fai ancora mezza nuda?» mi chiese Martha indignata.

«Non so cosa mettermi» ammisi.

«Che t'importa? Tanto nella maggior parte dei casi, qualsiasi cosa tu indosserai entro fine serata sarà sul pavimento» scherzò Jess.

Alzai gli occhi al cielo. «Non è detto che finisca così e non siete per niente d'aiuto.»

«Sai dove ti porta a cena?» Cat era l'unica sul pezzo e concentrata, ma non mi stupivo più di tanto.

«No, ma mi ha detto di vestirmi elegante e mettere i tacchi, se mi va.»

«E il premio per l'uomo più enigmatico va a....» Martha fece un rullo di tamburi teatrale, facendomi ridere.

«Che ne dici di quel vestito blu che si lega al collo?» Jess s'intromise.

«Uh, quello aderente che le fa un culo da paura?» l'entusiasmo di Martha si accese.

«Be', e perché vogliamo parlare delle tette?» ammiccò Jess per tutta risposta.

«Vi ricordate che l'avevo comprato per uscire con un altro, vero?»

Ma non c'era mai stata l'occasione di metterlo, perché poi l'avevo lasciato. Anche se non avrei voluto.

Non ci pensare.

«E allora? Non l'hai mai messo. È nel tuo armadio da anni a prendere la polvere e ti sta da Dio. Mi sembra giunto il momento di sfoggiarlo. Oppure vuoi puntare su altro? Perché mi è venuto in mente il monospalla bianco e nero con i due spacchi laterali. Quello è un altro vestito che andrebbe sfruttato al meglio, soprattutto senza niente sotto» Martha ammiccò.

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