(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
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Non ero tanto sicura che stessi facendo la cosa giusta, ma la lontananza di Fran mi stava uccidendo.
Il nostro rapporto non era fatto di silenzi assordanti e parole non dette.
Dovevo parlarle, anche solo per farle sapere che le volessi stare accanto.
Bussai alla porta di casa e, dopo pochi minuti, fu mio fratello ad aprirmi.
Aggrottò le sopracciglia. «C'è in corso un'emergenza planetaria?»
Lo fulminai con lo sguardo. «Anch'io sono felice di vederti, ma non sono qua per te.»
Cominciò a scuotere la testa e si chiuse la porta alle spalle. «No, non se ne parla.»
«Matt, fammi fare un tentativo.»
«No, Ele, hai la gravidanza stampata in ogni poro. Non ti permetterò di farle del male.»
«Non voglio farlo! Cerco solo di... tirarla su.»
«E come? Sbattendole in faccia quello che non può avere?»
Fu come una secchiata d'acqua gelida. Una mano finì in automatico sulla pancia, lì, dove ogni giorno che passava percepivo quella vita che cresceva dentro di me e mi paralizzai, le lacrime che iniziarono a bagnarmi il viso.
«Non può.»
«No.»
«Nemmeno se...»
«No.»
«Avete chiesto se...»
«Ele, cazzo, no! L'unica via possibile è l'adozione, ma Fran non la vuole nemmeno prendere in considerazione.»
«Per questo non è venuta al gender reveal?» annuì, mentre mi asciugai le lacrime con dei gesti rapidi delle mani. «Qualcuno lo sa?»
«Non ha voluto dirlo a nessuno, nemmeno le sue amiche più strette. Ha tagliato fuori tutti.»
«Tranne te» feci un piccolo sorriso d'incoraggiamento, ma lui abbassò lo sguardo e scosse la testa.
«Anche me. Mi allontana, perché ha paura voglia farlo io, che me ne vada, solo perché non possiamo avere una famiglia.»
«E tu gliel'hai detto?»
«Fino a perdere il fiato, ma sembra non volermi ascoltare.»
Annuii e presi un profondo respiro. «Fammi provare.»
Mi fulminò con lo sguardo. «Non insistere, non parlerai con lei.»
«Posso aiutarla, invece, se solo...»
«Perché non ti fai i cazzi tuoi per una buona volta?» mi abbaiò addosso con una tale rabbia da farmi sussultare e compiere un passo indietro.
Si accorse subito del suo errore e addolcì lo sguardo, mi prese per le spalle e mi abbracciò.