Seconda Parte - Capitolo 23

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Bastava poco per rendermi felice in quel periodo.

Davvero poco.

La pancia di Ele che cresceva.

La sua presenza.

Il suo profumo.

I piccoli passi nella mia direzione che compiva ogni giorno che passavamo insieme.

La sua decisione di restare a vivere da me.

Insomma, bastava poco, no?

E non c'era niente, assolutamente niente che potesse farmi scendere dalle nuvole su cui volteggiavo.

Sentivo che quella fosse la strada giusta.

Forse Ele e io non eravamo ancora tornati insieme.

Forse non avevamo mai parlato di noi e di quello che avremmo potuto essere in futuro, ma non m'importava, perché sentivo, sapevo, che prima o poi sarebbe successo.

Percepivo il suo corpo modellarsi al mio come una volta, il sospiro che le usciva dalle labbra ogni volta che la baciavo sulla pelle e il modo in cui si inarcava alla ricerca di un contatto maggiore.

Ormai la conoscevo, sapevo leggerla come nessun'altra e vedevo chiaramente i segnali del suo corpo, ma ero anche consapevole che la sua testa fosse un duro avversario da battere e che non potevo tirare troppo la corda prima del tempo, avrei finito per precipitare nuovamente al suolo.

Un ticchettio sul pavimento, mi fece tornare alla memoria di quando era Ele a varcare la soglia dell'officina su un paio di tacchi.

Per un secondo, mi illusi fosse lei, ma solo per un misero istante.

«Ale?»

«Ehi, Cady» uscii da dietro una macchina e le sorrisi. «Se cerchi Brad, è andato a recuperare una macchina con il carroattrezzi.»

Scosse la testa e vidi che aveva i capelli acconciati in morbide onde, indossava un vestito che la fasciava senza ostentare troppo ed era truccata.

«Stai molto bene, vai da qualche parte?»

Lei mi scoccò un sorriso e piegò la testa di lato. «Nah, oggi mi andava di vestirmi così.»

«Avevi bisogno di qualcosa?»

«Una mano, in realtà. A un'amica è appena morta la sua vecchia Prius, ma non ha nessuno a cui chiedere consiglio, mi sei subito venuto in mente tu.»

Era successo già in passato che conoscenti mi chiedessero un consiglio per l'acquisto di una macchina usata, quindi, non trovai insensata la sua richiesta. Solo mi stupii che non fosse accompagnata dalla sua amica.

«E lei dov'è?»

«Al lavoro. La macchina non si paga da sola. Accetti o no?»

Mi pulii le mani dal grasso e poi gettai la carta nel cassonetto più vicino.

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