Seconda parte - Capitolo 11

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Piangeva.

Ele piangeva e io non sapevo cos'avessi detto di così sbagliato da farla reagire a quel modo.

Ero stato indelicato?

Forse avevo esagerato?

Non lo capivo, ma vederla a quel modo mi attorcigliò lo stomaco e spense il mio cervello.

Feci qualche passo nella sua direzione e le presi il viso tra le mani, togliendole con i pollici le lacrime che le solcavano le guance.

Ero a pochi centimetri da lei e il desiderio di baciarla fu tanto e così dirompente da bruciarmi nelle vene. Furono solo quelle lacrime a impedirmi di mettere in pratica i miei istinti più profondi.

«Mi vuoi dire che succede» sussurrai.

Lei scosse la testa, chiudendo gli occhi. Appoggiai la fronte alla sua e respirai il suo profumo.

Mi era mancato così tanto, averla vicino, percepire il calore del suo corpo contro il mio. Tutti i mesi passati distanti e la sofferenza vennero spazzati via da quel contatto, che sembrava così giusto, l'incastro perfetto con la mia anima.

«Parlami.»

Tirò su con il naso, continuando a scuotere la testa.

«Andiamo, come faccio ad aiutarti se non mi dici che succede?»

E iniziò a singhiozzare, per poi lasciarsi andare tra le mie braccia, schiantando il viso sul mio petto. La avvolsi senza nemmeno bisogno di pensarci troppo, perché quello era il suo posto ed era lì che sarebbe dovuta restare per sempre.

«Smettila» la sua voce arrochita e attutita dal mio corpo.

«Di fare?»

«Di essere così gentile.»

«Perché dovrei?»

Appoggiò la guancia al mio petto, mentre continuava a stringermi e io, di sicuro, non avrei interrotto il contatto per primo, non dopo che mi c'era voluto così tanto per farla tornare.

«Perché mi fai sentire in colpa. Non ti ho mai chiamato, non ti ho mai reso davvero partecipe di quello che mi sta succedendo. Io sono a casa, a parlare con il bambino che sta crescendo e tu non ci sei. Valuto il passeggino, senza nemmeno pensare di consultarti come se fossi...»

«Sola» completai la sua frase.

«Mentre tu leggi, t'informi, pensi a me e... non è giusto!»

«Ho detto che ci sarei stato, Ele, e lo voglio fare sul serio. Siamo insieme in questa cosa, per sempre.»

Scosse la testa e si allontanò con uno scatto, guardandomi male. «Ma io non ce la faccio, Ale! Ce l'ho ancora così tanto con te per avermi mentito, per esserti nascosto dietro a false parole e a delle bugie.»

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