(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
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«Non sono pronta» sussurrai, scuotendo la testa e affondando la forchetta nella torta al triplo cioccolato di Mama's che avevo davanti.
«Non mi sono informata, non ho pensato al futuro, alle decisioni che dovrò prendere e... come faccio? A volte non sono in grado di scegliere nemmeno quale gelato prendere e da adesso in poi penserò anche alla vita di qualcun altro. Ma non è tutto! Le mie scelte graveranno su questo piccolo essere per il resto della sua esistenza.»
Appoggiai la testa sulla mano e mi ficcai un altro pezzo di torta in bocca.
«E chi me lo dice che faccio giusto? Come lo so? Se sbaglio? E se lo traumatizzo, perché sono una madre di merda? E se ho sempre voluto un figlio, ma non sono in grado?» Parlai con la bocca piena, fregandomene della decenza, ma in fin dei conti, cosa m'importava? Il panico e la paura mi stavano sussurrando nella testa ogni dubbio e paranoia.
«Ma poi avete idea di quanti prodotti esistano per i bambini? Meglio il passeggino, o il marsupio? Entrambi? Il tiralatte è utile? Il ciuccio sì per i primi mesi, ma poi è meglio toglierlo? Pannolini classici o quelli lavabili per strizzare un occhio all'ambiente? Svezzamento a quanti mesi? Culla, o dorme nel letto con me?»
Presi una pausa, continuando a mangiare torta come se ne andasse della mia vita, mentre cominciai a piangere.
Sentire il suo cuore battere per la prima volta, rese il tutto così reale, che appena tornata a casa cominciai a fare ricerche e si aprì un mondo. Così vasto e ampio da spaventarmi e riempirmi di dubbi al quale mi sembrava non ci fosse una risposta giusta o sbagliata.
«Ah! Ma mica è tutto. Devo stare attenta all'alimentazione? Dovrei cominciare a spalmarmi sulla pancia l'olio per evitare che mi crescano le smagliature? E se ingrasso troppo? Se divento un botolo che non riesce nemmeno a camminare? Corsi preparto standardizzati, o un po' new age, con sedute di meditazione ed esercizi per avvicinarsi al bambino? Ma, soprattutto, con Ale o senza? È giusto che ci venga anche lui, o è meglio se limitiamo i momenti insieme, altrimenti va a finire male?»
Avevo sempre desiderato una famiglia, tanto da non nascondere la mia volontà di diventare madre nemmeno ad Ale, ma ero convinta che, una volta arrivato il momento, il mio compagno e io ci saremmo seduti sul divano e avremmo chiacchierato, prendendo delle decisioni insieme.
Invece ero sola, non ci sarebbe stato qualcuno contro cui accoccolarmi e snocciolare tutti i miei dubbi.
L'ansia di sbagliare, la paura di fallire e l'idea di aver commesso un errore a tenerlo senza i giusti presupposti, scatenarono un effetto domino che mi aveva portato al panico più totale.
«Mi stupisco che ti ci sia voluto tanto.»
«Non è divertente, mamma» tirai su con il naso e mi asciugai le lacrime sulle guance.