Capitolo 15.

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«Tuo fratello come l'ha presa quando ha scoperto di Dan?»

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«Tuo fratello come l'ha presa quando ha scoperto di Dan?»

Ero seduta tra le sue gambe sulla torretta di salvataggio. Il suo intero corpo mi avvolgeva e mi riparava dal vento che increspava l'oceano.

Ridacchiai. «In realtà non tanto bene, non credeva nemmeno parlassimo.»

«Ma com'è possibile? Non immaginavo che Matt vivesse tanto tra le nuvole.»

«Questa volta aveva ragione. C'è stato un periodo in cui mio fratello invitava Dan da noi e poi arrivava sempre in ritardo, perché lo trattenevano al lavoro. All'inizio era imbarazzante, era il migliore amico idiota di mio fratello e non mi stava nemmeno molto simpatico, poi un giorno ha assistito a una litigata tra me e il mio ragazzo del tempo e l'ho pregato di non raccontare niente a nessuno. Non era successo nulla di che, ma a volte Mark se ne usciva con scenate di gelosia senza senso e io ero talmente stupida da farmi intimidire da lui. Non mi aspettavo che mi coprisse, ma i giorni passavano e mio fratello non diceva niente, quindi, capii che Dan non avesse fatto la spia. Da lì fu facile aprirsi con lui, parlare della mia relazione con qualcuno di più grande. Con il senno di poi, avrei dovuto dargli retta, ma a quei tempi ero talmente accecata da non capirci niente.»

Ale mi accarezzò le braccia su e giù distraendomi dal discorso che stavo facendo.

«Come l'ha scoperto?»

Iniziò a solleticarmi il collo con il naso e mugugnai, lasciandomi andare ancora di più contro il suo corpo.

«Concentrati» sussurrò, con una nota di scherno nella voce.

«Ti diverti?»

«Le tue reazioni mi tranquillizzano.»

«Accrescono il tuo ego, forse.»

«No, mi fanno capire che ho fatto bene a zittire la mia testa.»

Mi girai nella sua direzione e cercai la sua bocca, accarezzai la sua guancia in punta di dita e premetti le labbra sulle sue. La mia era più una piccola dimostrazione del mio interesse, ma Ale sembrava uno dal "tutto o niente", perché mi afferrò per la nuca quando tentai di allontanarmi e intensificò il bacio.

Non che mi dispiacque quell'intraprendenza, ma mi piaceva talmente tanto come le nostre bocche si toccavano, che perdevo completamente le redini della ragione. L'attrazione era ancora più complicata da gestire ora che conoscevo il suo sapore.

«Quindi, come l'ha scoperto?» pronunciò, staccandosi.

Rimasi con gli occhi chiusi e le orecchie ancora ovattate, il cervello che faticava a riprendersi. Odiai che fosse tutto così destabilizzante da rendermi ridicola.

Mi passai la lingua sulle labbra e sospirai. Aprii gli occhi e me lo ritrovai davanti che sorrideva compiaciuto, come se gli piacesse vedermi in difficoltà.

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