(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
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Per i successivi cinque giorni, i soli momenti che Ale e io riuscimmo ad avere furono qualche bacio rubato durante le mie incursioni alla Miami Valley.
Era la mia festa preferita e adoravo l'atmosfera di convivialità che si respirava, ma, quell'anno, era ancora meglio. Non solo per la presenza di Ale, ma anche per quella di centinaia di cani al guinzaglio. Nei cartelloni pubblicitari gli organizzatori avevano esteso l'invito anche agli animali da compagnia, perché ci sarebbero stati giochi e aree interamente dedicate a loro.
All'inizio della serata, mentre tutti bevevano e cenavano, sul palco parlarono i volontari del rifugio di Miami Dade accompagnati da alcuni dei randagi trovati per strada. L'intento era chiaro e nobile: cercare una casa per quei poveri animali; e sembrava funzionare, perché alcuni di loro erano riusciti a conquistare il cuore di qualcuno.
Peccato solo che Ale non portasse Sky con sé, ero sicura che si sarebbe divertita un mondo.
Quel sabato sera stavo uscendo di casa carica per la serata anni '90 che ci sarebbe stata. Le ragazze e io eravamo pronte a buttarci in pista e scatenarci.
«Sono offeso.»
Dan era appoggiato alla mia macchina, con le braccia incrociate e lo sguardo di chi sembrava deluso.
Lui scosse la testa. «Non mi hai invitato nemmeno una volta alla Miami Valley e devo scoprire da Jess che stasera ci saranno canzoni anni '90, ma non ti vergogni?»
Non erano ancora una coppia, ma si frequentavano più spesso, anche se Jess ormai era tornata ufficialmente single. Il viaggio a New York le era servito per aprire gli occhi e chiudere la relazione con Brandon, che ormai non aveva più senso di esistere, soprattutto perché lui erano mesi che usciva con la sua collega.
«Scusa, chiedo perdono, ma davo per scontato te lo dicesse lei. Non è la tua BFF adesso?»
Lui piegò la testa di lato e mi trucidò con lo sguardo. «Vorrei ancora mi cavalcasse fino a farmi perdere i sensi, quindi, no, direi di no. Quel posto è sempre tuo.»
Scoppiai a ridere e scossi la testa. «Sei il solito.»
«Scusa, ma fatico a pensare ad altro. La tua amica mi tortura, me la fa annusare e poi mi lascia a bocca asciutta, mi sta mandando al manicomio.»
«Che ti aspettavi? Che ti sarebbe crollata tra le braccia non appena fosse tornata single?»
«No, sarebbe troppo presto e, dal mio punto di vista, acquista ancora più punti. Solo che è una stronza, si diverte a stuzzicarmi e poi, quando cerco di avvicinarmi, si allontana con un sorriso diabolico.»
«Ammettilo che ti piace da morire» lo presi in giro.
«Un po', anche se a volte ho paura che questa situazione durerà per sempre.»