Capitolo 23.

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Non era tanto il suo aspetto a darmi fastidio, ma il modo confidenziale con cui lo stava toccando.

Le dita gli accarezzavano placide il braccio, insinuandosi all'interno del polsino della camicia, lo sguardo malizioso di chi apprezzava la vista.

Provai a scacciare il fastidio, ma fallii miseramente, perché più lei lo sfiorava, più a me ribolliva qualcosa nelle vene e mi logorava dentro.

Non era solo gelosia, ma anche la consapevolezza di quanto fossero belli da vedere insieme. Era il genere di donna che avrebbe dovuto stare con lui, quella che ero sempre stata convinta fosse il suo tipo e, forse, lo era davvero.

Lei era così a suo agio in quel suo abito turchese, in quell'ambiente chic e in mezzo a quelle persone altolocate. Rise, ma nessun suono giunse fino al mio orecchio, a differenza della mia risata chiassosa e inopportuna.

In lui non c'era nessun accenno di fastidio, come se la sua presenza gli facesse piacere, e non faticavo a comprenderne il motivo.

Chi era?

Si erano appena conosciuti, o tra di loro c'era stato qualcosa?

Forse era una vecchia fiamma che incontrava dopo tanto tempo e con cui scoccava la scintilla per la seconda volta.

In fin dei conti, succede, no?

Quanti libri avevo letto di seconde occasioni?

Io potevo essere stata un bel passatempo in attesa della persona giusta: lei.

Tutto era possibile.

Non mi avrebbe fatto di sicuro piacere, ma avrei capito, perché non ero nessuno per oppormi al vero amore. Ci sarei stata male per qualche tempo e poi sarei andata avanti, avevo superato ben peggio di una frequentazione di poche settimane.

Lei si spostò i capelli biondi con un gesto della mano e un diamante vistoso luccicò sul suo anulare sinistro.

Era di sicuro un film dell'orrore, perché non riuscivo a credere che stesse accadendo sul serio.

Ale aveva una doppia vita?

Quella era sua moglie?

Io ero l'amante?

In che razza di guaio mi sono cacciata?

Non riuscii più a trattenere i miei pensieri, a razionalizzare e vedere la situazione da un punto di vista diverso.

Una persona differente l'avrebbe raggiunto e avrebbe marcato il territorio, ma... non io, non dopo che in passato mi ero già ritrovata in una situazione simile. C'era troppa confidenza tra loro, una complicità che era impossibile avere con una persona al primo incontro.

E quel diamante era impossibile da ignorare.

Mi fu chiaro che doveva essere lei il motivo per cui Ale conoscesse quell'ambiente.

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