Seconda Parte - Capitolo 19

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La mia testa era leggera, fluttuava da qualche parte in un mondo immaginario non ben definito.

E stavo bene.

Con grande sorpresa, non mi sentivo morire dalla stanchezza.

Mi parve di avvertire dei movimenti alle mie spalle, poi un tocco sulla pancia e uno più lieve sul naso.

«Te le affido.»

Mi sembrò quasi che quella fosse la voce di Ale, ma ritornai a volteggiare.


🎈🎈🎈🎈🎈


Appoggiai la schiena al materasso e affondai la testa nel cuscino.

Non ricordavo di dormire così bene da un sacco di tempo.

Sky appoggiò il muso sul mio petto e mi solleticò il mento con il naso.

«Buon giorno, tutto bene?» le grattai dietro le orecchie e ottenni un piccolo borbottio.

Restai a godermi quella sensazione di pace ancora per un po', mentre nella mia testa pregustavo la colazione.

Pancakes?

Porridge?

Un tortino veloce?

Mi alzai con calma, lasciando che le gambe penzolassero un po' dal letto e poi appoggiai i piedi sul parquet.

Decisi di pensare al cibo sotto una bella doccia rigenerante, perché avevo il pigiama appiccicato addosso. Mi spogliai con fatica e lasciai scivolare i vestiti a terra.

Il tocco dell'acqua tiepida mi fece irrigidire la pelle, ma rilassare i muscoli, che parvero prendere un respiro di sollievo.

Mi godetti quella doccia per ogni secondo e feci scivolare la spugna sulla pelle.

Ero così rilassata da cominciare a canticchiare e ballare a ritmo della musica nella mia testa.

Colsi l'occasione per togliermi di dosso tutta la stanchezza dei giorni passati e mi lavai i capelli.

Quando uscii dalla doccia trovai Sky sul tappettino appoggiata alle zampe.

«Scusi, dovrei uscire» le diedi una spinta con le dita dei piedi e lei si alzò con un pesante sbadiglio.

«Oh, come sei difficile, ma se dormi tutto il giorno.»

Mi beccai un'occhiataccia e scoppiai a ridere.

Mi sento da Dio.

Recuperai l'accappatoio, quello che Ale mi dava sempre quando stavo da lui, e racchiusi i capelli in un turbante.

Mi vestii e persi la pazienza a cercare una posizione in cui potermi asciugare la testa a pancia in giù, ma cominciava a essere un'azione piuttosto complessa da mettere in pratica. Provai a sedermi sul bordo della tavoletta e mi piegai in avanti, spalancando le gambe.

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