Seconda Parte - Capitolo 1

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Due mesi dopo circa

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Due mesi dopo circa


«Merda, Ale, ancora?»

Guardavo la pala che girava sopra al soffitto, in loop la playlist più strappalacrime che ero riuscito a comporre nel tempo.

Non sapevo nemmeno io come fossi finito a quel modo.

Il giorno prima la toccavo con la sensazione che niente sarebbe mai cambiato, quello dopo me la sentivo scivolare dalle dita.

Solo che ero troppo convinto di me e di quello che avevamo provato per preoccuparmene. Ero così sicuro che sarebbe tornata sui suoi passi, che feci la persona matura e le lasciai spazio.

Un cretino.

Avrei dovuto insistere di più.

Insieme ai messaggi e ai regali, avrei dovuto appostarmi fuori casa sua e obbligarla a parlarmi, ad ascoltarmi.

Invece avevo permesso che i giorni passassero e così lei se n'era andata.

Era stata la conversazione più senza senso della storia.

Le erano scivolate dalle labbra parole come "è meglio così per entrambi", "provarci significherebbe rischiare di rovinare i bei momenti che abbiamo vissuto", "forse era destino andasse così" e ancora "non meriti di essere messo in discussione per ogni singola parola che pronunci", "sarei in costante attesa di un tuo passo falso."

Frasi che hanno avuto il potere di pugnalarmi e uccidermi senza lasciarmi via di scampo.

Forse, anche in quel caso avrei dovuto insistere, professarle quello che provavo per lei e pregarla di darmi una seconda possibilità, ma non riuscivo a reggere il suo sguardo. Come potevo pensare di riprovarci quando mi guardava come se fossi un estraneo? Anzi, peggio, perché nemmeno la prima volta mi aveva guardato a quel modo. C'era sempre stata una luce, una scintilla che rendeva i suoi occhi ancora più belli, ma se n'era andata e io non sapevo gestirlo quello sguardo spento.

Avevo rovinato tutto.

Ero stato un coglione a omettere la verità, ma ero così preso da lei, da quello che stavamo vivendo, che non ero più riuscito a pensare al passato.

Era vero, Ele era una donna diversa quando l'avevo incontrata la prima volta, ma quella che avevo scoperto dopo, da lucida, era mille volte meglio. Come avrei potuto ripensarci ancora, quando i ricordi passati erano stati superati di gran lunga dal presente?

Un cretino che aveva pensato che, con la sola forza dell'amore, saremmo riusciti a superare tutto.

Illuso.

Non avevo mai capito quanto la fiducia sia un concetto labile, astratto, fino a quel momento.

E io la sua l'avevo persa.

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