(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
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Era sabato pomeriggio, Fran e io avevamo deciso di incontrarci al centro commerciale in vista della "giornata X", come l'aveva soprannominata Matt.
«Cosa ci si mette a un matrimonio?» chiesi, mentre cominciammo a camminare tra le vetrine.
«Le opzioni sono varie, ma dobbiamo tenere a mente che il ricevimento sarà in spiaggia e, quindi, bisogna optare per qualcosa di comodo.»
Sbuffai. «Tu hai qualche idea?»
«In realtà pensavo a un tailleur, con un top sotto, qualcosa di semplice, ma carino.»
Spalancai la bocca. «Perché tu sai già cosa mettere?»
Lei rise. «Sono già andata a un paio di matrimoni delle mie amiche e ho visto come si sono vestite le altre. Io, purtroppo, non ho avuto molta voce in capitolo, visto che ero una delle damigelle.»
«Il fatto che la sposa debba scegliere il vestito delle damigelle, lo trovo assurdo. Dovrebbe essere lasciata carta bianca sul modello, ma non sul colore.»
«E rischiare che prendano tonalità diverse? Penso che certe spose darebbero di matto.»
«Ma sarebbe tutto più colorato, sai che bello?»
«Mi sembra di ricordare che con Mark le cose erano un po' diverse.»
Sospirai. «Solo perché sua mamma non voleva niente di pacchiano, ma qualcosa di elegante. Ho ceduto solo per non discutere.»
«Be', allora alla prossima organizzazione potrai darti alla pazza gioia» mi fece l'occhiolino.
«Se mi sposerò.»
«Non puoi sapere cosa ti riserva la vita, no?»
Aveva ragione.
La vita mi aveva stupito già svariate volte, ma ancora non mi ero abituata alla sua imprevidibilità.
«Tuo fratello vuole riciclare uno degli abiti usati in passato. Non ne vuole provare neanche uno, convinto che gli staranno, ma io lo metto in dubbio.»
Ridacchiai. «Non si è reso conto della pancetta che gli è spuntata negli ultimi mesi?»
«No, pare non notarla,» lo prese in giro. «Ale ha già il vestito?»
Sussultai.
Merda.
«Lo hai invitato, vero?»
Rimasi in silenzio, mentre mi rendevo conto di quanto fossi stata deficiente. Davo così per scontato che sarebbe venuto, che non gliel'avevo nemmeno chiesto.
«Chiamalo, subito.»
Presi il telefono dalla borsa e cliccai sul primo nome nell'elenco delle chiamate.