(COMPLETA)
«Sei il mio calmante naturale, Pear.»
Per Eleonore trovare un uomo che la catturi pare un'utopia, nessuno le piace davvero e con tutti prova solo apatia. L'attrazione fisica, quella che tutti i suoi amici hanno sempre provato, è qualcosa...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
«Auguri.»
Sorrisi, ancora in dormiveglia, mentre Ele accarezzava le mie dita che si trovavano sulla sua pancia.
«Grazie.»
«Cosa vuoi per colazione?»
«Nulla che tu possa preparare» le lasciai un bacio sulla clavicola.
Sbuffò, risentita. «So prepararli dei pancakes, sai?»
«Non è nece...»
«Anzi!»
Si girò di scatto nella mia direzione, o meglio, tentò di farlo, perché la pancia le impediva di essere veloce come una volta.
«Sai cosa potremmo mangiare?»
Se mi faceva una qualsiasi domanda con quel sorriso, avrei finito per dirle di sì senza nemmeno pensarci.
«Cosa?»
«Ho visto una ricetta su Tik Tok l'altra sera, di una specie di tortina istantanea da cuocere nel microonde. Sembrava buonissima!»
Alzai entrambe le sopracciglia incredulo. «Ancora? Ma ti sei fissata con queste ricette prese sui social.»
«Ehi, non denigrare, mi stanno salvando il girovita. Se non fosse per quelle ricette, finirei per mangiare tutti i giorni dolci pieni di grassi saturi e schifezze. Grazie a quelle, invece, inganno la testa e posso dire addio ai sensi di colpa.»
«Che non dovresti provare perché sei incinta ed è normale che ingrassi.»
«Non troppo,» mi puntò il dito contro. «La ginecologa ha detto che devo stare sotto il chilo a settimana e per il momento ci sto riuscendo.»
«Ed è merito di quelle ricette, eh? Non mio, che ti cucino tutti i giorni piatti bilanciati e salutari, vero?»
«Tuo, ma anche loro. Non puoi negarlo. Meglio quelle crepes fatte da loro, che una merendina confezionata, che dici?»
Sbuffai e chiusi gli occhi.
Esasperante.
💞💞💞💞💞
«Vengo anch'io.»
Scossi la testa. Quella donna diventava ogni giorno più testarda, come se la gravidanza stesse accentuando quel lato di lei.
L'amavo da impazzire, ma quando s'impuntava tanto un po' la odiavo.
«Ele, no, hai appena avuto un giramento di testa quando ti sei alzata.»
Lei assottigliò lo sguardo e mi guardò male. «E allora? Mi devi tenere chiusa in una campana di vetro da adesso in poi?»