Capitolo 29.

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«Possiamo restare ancora un po', non è obbligatorio andare.»

Che Matt non volesse partecipare al matrimonio, ormai era chiaro a chiunque. Erano almeno cinque minuti che cercava ogni scusa per farci restare con nostra mamma per il suo compleanno.

«Matt, piantala di fare il bambino e vai a casa. Sono contenta della giornata che abbiamo trascorso e non c'è bisogno che restiate, anche perché Carl e io abbiamo dei progetti per oggi» il sorriso che si formò sulle labbra di mia mamma era tutto un programma.

Mio fratello alzò le mani, schifato. «Ok, non voglio sapere.»

Lei rise e ci abbracciò allo stesso istante. «Mi raccomando, fategli vedere quanto ci ha perso a non avervi nella sua vita.»

«Non credo che sia possibile farglielo capire in così poco tempo» le feci presente.

«Fidati, a volte ci vogliono solo pochi secondi per dimostrare qualcosa, anche le cose più belle si possono rovinare per una cazzata, o sistemare.»

E aveva ragione, ma non mi illudevo che quella sera avremmo avuto chissà quale occasione di parlare con lui, perché il matrimonio è uno di quei momenti in cui non si ha tempo di rimuginare sul passato, o chiacchierare per più di qualche minuto con qualcuno, si hanno altre priorità.

«Matt, ti prego, se dovesse fare il cazzone, non prenderlo a pugni.»

Fran ridacchiò alle nostre spalle. «Cercherò di tenerlo a bada.»

«Mal che vada ingaggio Ale» aggiunsi.

«Vorrei vedere la sua faccia, quando se lo troverà davanti» fu il turno di mia mamma di ridere.

«Io non ci vedo tutta questa somiglianza, comunque» borbottò mio fratello, mentre eravamo ancora tutti e tre abbracciati.

«Solo perché sei geloso, vorresti essere così anche tu.»

«Mamma! Questo non è affatto carino da dire a un figlio, mini la mia autostima» si allontanò indignato, costringendoci a fare lo stesso.

«Non ti sto mica dicendo che sei brutto, ma che non sei così e non assomigli a tuo padre da giovane, per fortuna, perché altrimenti in passato avrei rischiato di sfogare su di te la mia frustrazione e non sarebbe stato il caso.»


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«Quanto sfigurerò da uno a dieci?»

«Dieci.»

«Fragolina, questo non è affatto carino da dire» Matt lanciò un'occhiata di sbieco alla sua ragazza, prima di tornare a guardare la strada.

Eravamo tutti e tre in macchina insieme, mi stavano accompagnando a casa di Ale, perché saremmo andati al matrimonio separati.

Fran rise. «Sono solo sincera.»

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