Open the door, how do I know
Stillness means end or is danger just slow?
(Dodie, Someone Was Listening)
Thunder non ebbe altra scelta che rituffarsi nel reticolo di gallerie sotterranee più in fretta che poté, ignorando le fitte che provenivano da ogni parte del suo corpo e si facevano sempre più laceranti man mano che l'effetto della pozione si dissolveva. Per i primi istanti si illuse di poter semplicemente seguire a ritroso la strada che aveva memorizzato, ma dovette ricredersi quando un sussurro tagliente la sorprese, così vicino che sembrava provenire dall'interno della sua stessa testa, e la sua corsa si bloccò contro la sua volontà, come se avesse sbattuto contro un muro.
Miei coraggiosi alleati, combattenti, amici. Spero che mi perdonerete per aver interrotto il vostro meritato riposo, ma come sapete ci sono momenti in cui la collaborazione di ciascuno di noi è fondamentale per proteggere tutti e per salvaguardare il nostro cammino verso il Bene Superiore. Vi chiedo, ora più che mai, di mantenere gli occhi aperti: in questo preciso momento un pericoloso impostore si aggira tra i corridoi della nostra casa spacciandosi per il nostro Indovino e Primo Incantatore Umbra. Non lasciatelo scappare. Chiunque lo trovi lo consegni a me e sarà ricompensato; per la sicurezza di tutti voi, giuro che giustizia sarà fatta. Non deludetemi.
La voce si spense, il silenzio sembrò farsi ancora più denso e lo spazio più claustrofobico. Ebbe l'impressione che Grindelwald avesse sussurrato quelle parole a un soffio dal suo orecchio, ma non si illuse nemmeno per un momento che gli altri non avessero sentito ogni cosa con la stessa, disarmante chiarezza. Si portò la mano al collare, sicura che il suono fosse venuto da lì, ed ebbe voglia di strapparlo via, anche a costo di strappare la sua stessa pelle nel processo.
Nemmeno correre le sembrava più una buona idea, non poteva permettersi di attirare ancora di più l'attenzione, ma allo stesso tempo non poteva certo rimanere ferma. Si mise in ascolto: nessun accenno di passi in avvicinamento. Sapeva che non era saggio continuare a indossare il mantello di Umbra, ma l'unica alternativa era lasciare completamente allo scoperto il volto del finto Umbra che lentamente si ritrasformava nel suo. Sperava solo di riuscire a uscire da lì in fretta.
Attraversò quelle che le sembrarono centinaia di gallerie deserte con la schiena incollata alle pareti di roccia, nelle zone più in ombra, con il freddo che le aggrediva la pelle. Funzionò per un buon tratto di strada, ma irrimediabilmente, troppo presto per i suoi gusti, i cunicoli iniziarono a farsi più ampi e luminosi e a popolarsi.
— Eccolo, è lui! — gridò una voce alle sue spalle.
Altre voci, non avrebbe saputo dire quante, si unirono alla prima in un coro dissonante che si riverberava sulla pietra:
— Il traditore!
— Avete sentito il Signore Oscuro, non lasciatelo scappare!
— Prendetelo!
— Non ha scampo.
— Se scopro chi è...
Non aspettò di elaborare ciò che stava accadendo. I suoi piedi si mossero prima della sua mente e prima che potesse rendersene conto stava correndo di nuovo. L'aria si rifiutava di riempire del tutto i suoi polmoni ma non si fermò. Cambiò il suo percorso ogni volta che potè, infilandosi nei cunicoli più stretti e accidentati nella speranza di seminare i suoi inseguitori. Un tunnel cieco avrebbe segnato la fine della sua fuga e, con ogni probabilità, della sua vita, ma fortunatamente aveva esplorato quel posto così tante volte che aveva imparato a riconoscerli a colpo d'occhio.
Uno dopo l'altro, i suoi inseguitori si dispersero.
Thunder si accertò di essere sola e si fermò per prendere fiato. Non sarebbe mai riuscita a sfuggire a un intero esercito di Grindelwaldiani che speravano di ricevere una ricompensa dal Signore Oscuro in persona. Era solo questione di tempo prima che la prendessero. Almeno i dolori erano cessati. Si guardò di nuovo intorno, poi infilò una mano sotto il cappuccio del mantello: riconobbe i suoi capelli, il taglio dei suoi occhi, le sue labbra. Anche l'ultima traccia del finto Umbra aveva abbandonato i suoi lineamenti. Sospirò, sentì tutti i suoi muscoli rilassarsi e una nuova speranza la riscaldò dall'interno. Era il momento di tornare a essere Thunder. Sfoderò la bacchetta per trasfigurare i suoi vestiti.
Non ebbe il tempo neppure di pensare alla formula dell'incantesimo: la bacchetta svanì dalle sue mani così in fretta che non si accorse nemmeno che qualcuno gliel'aveva sfilata. Sentì forte l'istinto di urlare ma si accorse di avere una mano calda e scheletrica premuta sulla bocca.
È finita. Scusa, Newt. Ci ho provato ma è finita.
— Sono io. Non toglierti il cappuccio, dobbiamo parlare in camera caritatis — sussurrò una voce femminile. Se quella sera avesse sentito un altro sussurro era assolutamente certa che avrebbe avuto una crisi di nervi.
Ma era salva. Era stata salvata di nuovo.
Non riuscì a reprimere l'istinto di sorridere contro la mano; la Grindelwaldiana capì di essere stata riconosciuta e allentò la pressione sulla sua bocca fino a lasciarla andare.
— Buon Lewis, Emily! Come hai...
Emily le premette di nuovo la mano contro la bocca e la spinse in avanti.
Incontrarono altri Grindelwaldiani per la strada, ma Emily rese chiaro a tutti che era stata lei a catturare l'impostore e lei lo avrebbe consegnato al Signore Oscuro. Nessuno sembrò trovare il coraggio di contraddirla e Thunder immaginò che fosse perché Emily possedeva informazioni compromettenti su ciascuno di loro.
Dopo un tempo che parve interminabile si fermarono. Emily le fece segno di non fare rumore e poi sparì in una fessura che si apriva nel soffitto, a malapena abbastanza larga da permettere a una persona di passarci attraverso. Thunder si chiese come avesse fatto a notarla, ma l'unica spiegazione che riuscì a darsi era che avesse già usato quel nascondiglio altre volte. In nome di Deliverance Dane, c'era un limite alla quantità di segreti che quella donna poteva custodire? Sbuffò e, sebbene fosse l'ultima cosa che le andava di fare, si aggrappò all'apertura, sperando che i suoi muscoli fossero ancora resistenti come un tempo. Arrampicarsi non fu semplice: lo spazio per muoversi era ridotto e gli appigli erano scarsi e malfermi, ma almeno il tratto da percorrere era breve e in qualche modo riuscì ad arrivare in cima. La fessura si richiuse dietro di lei e ogni cosa sprofondò nell'oscurità più totale, al punto che tenere gli occhi chiusi era ormai la stessa cosa che tenerli aperti. Se quella fosse stata una trappola non avrebbe avuto alcuna speranza di uscirne, la sua sarebbe stata una morte lenta e straziante. Si rese conto in quel momento di quanto avrebbe potuto essere pericolosa Emily se il suo principale obiettivo fosse stato conquistare il potere e non accumulare libri nel suo rifugio.
— Non era il vero Umbra — disse, e nello stesso istante sentì Emily pronunciare le stesse parole da qualche parte alla sua destra. Dal modo in cui echeggiarono le loro voci dedusse che la cavità in cui si trovavano doveva essere piuttosto ampia.
— Ho sentito che Umbra si è presentato alla riunione e ho capito che qualcosa non andava.
— Ma Grindelwald ha detto...
— Ha mentito. Umbra deve avergli detto che c'era un impostore e scommetto che il Signore Oscuro stava solo tentando di capire chi fosse.
— Questo... questo significa che non abbiamo mai cancellato i ricordi del vero Umbra.
— Manteniamo la calma.
— E come? Umbra è la fuori e sa tutto! Ha mandato un'altra persona in battaglia al posto suo perché sapeva che avremmo provato a trasformarci in lui! — Si rese conto di aver alzato la voce e inspirò a fondo prima di riprendere a parlare. — Ci denuncerà a Grindelwald. È finita.
— Mi ascolti solo per un secondo? — un fruscio e uno spostamento d'aria le suggerirono che Emily doveva essersi seduta. Fece lo stesso. — Audrey è da sola e non si è ancora svegliata, dobbiamo tornare da lei subito, quindi sì, adesso tu ed io manterremo la calma perché non abbiamo tempo per il disfattismo. Ora, non sappiamo quanto siano precise le previsioni dell'Indovino, è possibile che lui stesso non sappia che noi abbiamo un ruolo in questa storia. Il Signore Oscuro di certo non lo sa, altrimenti ti assicuro che non saresti qui in questo momento. Appurato questo, il mago di cui hai preso le sembianze, quello che aveva preso il posto di Umbra, è un soldato semplice di nome Dirus Gruber. So dove Audrey l'ha nascosto e so che è ancora lì, svenuto e senza ricordi. Ho messo in giro la voce che Audrey è stata maledetta e che tu sei impegnata a tentare di curarla, per questo nessuno ti ha più vista dopo la battaglia. Ecco cosa faremo: tu andrai da Audrey fingendo che non sia successo niente, io andrò da Grindelwald e gli porterò Dirus Gruber dicendogli che era lui l'impostore e che l'ho tramortito per impedirgli di scappare. Questa è la nostra versione dei fatti: durante la battaglia Audrey ha portato Umbra in disparte per curarlo, ma Gruber l'ha seguita. Ha provato a rubare il mantello di Umbra, Audrey ha provato a impedirlo e allora Gruber l'ha maledetta. A quel punto Gruber ha preso il mantello ed è andato in giro indisturbato nei panni di Umbra finché Grindelwald non l'ha trovato. Tutto chiaro?
No, non di nuovo... non un altro innocente...
— Ma così Gruber verrà punito al posto mio! Non dirmi che non l'hai capito anche tu cosa accade in questo posto alle persone che a Grindelwald non vanno più a genio.
Il collare le si strinse con violenza intorno al collo, ma il panico era così forte che quasi non le importava del dolore.
— Hai un'idea migliore? — disse Emily con una calma invidiabile.
— E poi Umbra continua a sapere tutto, cosa gli impedirà di raccontare come sono andate realmente le cose?
— Questa non suona affatto come la proposta di un'idea migliore.
In fondo quel Dirus Gruber non era del tutto innocente, no? Aveva davvero finto di essere Umbra. Cercò la voce di Newt dentro di lei, aspettò che la rimproverasse, che le suggerisse un'altra via. Non ricevette altra risposta che un silenzio così definitivo che si sentì come se qualcosa dentro di lei fosse morto per sempre.
Di nuovo.
Quante volte una persona poteva celebrare le proprie esequie?
— E va bene, hai ragione tu. Facciamo così.
La crepa nel pavimento si aprì nuovamente e una luce fioca rischiarò l'ambiente abbastanza da permettere a Thunder di vedere Emily che, senza aggiungere una parola, faceva per calarsi al suo interno.
— Emily! — la strega si arrestò a metà della sua discesa e si voltò di scatto. — Io volevo solo dire che ti... ti apprezzo molto. Grazie.
Emily sorrise, chinò il capo e se ne andò. Thunder la seguì poco dopo, grata che la penombra nascondesse il suo viso che, ne era certa, doveva essersi fatto più pallido.
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Unitevi a me... o morite
FanficSequel di "Tu cerca di non farti investigare" Un misterioso assassino di Creature magiche si aggira indisturbato per il Mondo Magico, scivolando silenzioso nel nero della notte, e l'unico indizio è la sua firma, una "T". Nel frattempo, la ricerca di...
