Stanza

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And if I'm dead to you, why are you at the wake?
(Taylor Swift, My Tears Ricochet)

Thunder aveva smesso da svariati minuti di chiedersi dove stesse andando e a dire il vero aveva un'idea molto vaga anche di cosa stesse cercando. Non sapeva quanto a lungo sarebbe durato l'effetto della Pozione Polisucco e il pensiero che ogni minuto potesse essere l'ultimo la spingeva a continuare a camminare, perché qualsiasi direzione avesse preso sarebbe stata un passo avanti rispetto all'immobilità. Il mantello di Umbra la ricopriva interamente, sentiva il cappuccio solleticarle il volto e, nonostante Emily le avesse assicurato che era completamente nero, riusciva a vederci attraverso come se fosse trasparente, o meglio, come se i suoi occhi non registrassero affatto l'esistenza del tessuto.  Sapeva che in quel momento aveva l'aspetto di Umbra e quindi non correva rischi, ma per qualche motivo irrazionale la faceva sentire più al sicuro l'idea di poter vedere senza essere vista. Scoprì presto che quel mantello era un lasciapassare formidabile: chiunque la vedesse passare si faceva da parte con deferenza, avrebbe potuto entrare nell'alloggio dello stesso Grindelwald e nessuno avrebbe osato dirle che non poteva farlo.
 Imboccò per l'ennesima volta il cunicolo più largo. Se Emily aveva ragione ed esisteva da qualche parte all'interno del Quartier Generale un'area pensata per ospitare – no, per segregare – Creature Magiche mutanti da usare come armi, con ogni probabilità doveva essere uno spazio facilmente accessibile dall'esterno. Immaginò schiere di Grindelwaldiani in fila indiana che agitavano enormi ossi per farsi seguire, come fossero cagnolini, da decine di animali-zombie il più piccolo dei quali era alto il triplo di loro, il tutto nello stretto reticolo di cunicoli che venava le profondità più remote dei sotterranei del castello di Dover. Thunder non poteva negare che si sarebbe divertita un mondo ad assistere a una scena del genere, ma realisticamente Grindelwald non avrebbe mai permesso che i suoi soldati perdessero tempo in quel modo. 
 Deve esserci un altro accesso. Lascia che sia il mare a guidarti. 
 La voce di Newt si insinuò a sorpresa tra i suoi pensieri. Pur essendo consapevole che si trattava solo di uno scherzo della sua immaginazione, la sua mente riprodusse le inflessioni di quella voce in maniera così precisa che dovette lottare contro se stessa per non voltarsi a controllare che lui non fosse alle sue spalle. Pensava di essere riuscita a dimenticarlo, forse ci era anche andata vicina a un certo punto, ma era bastato rivedere il suo volto per una frazione di secondo per mandare tutto in frantumi. Era ironico che lei avesse preso le sembianze di Umbra come Umbra aveva preso quelle di Newt. 
 Allora, signor Primo Incantatore? Non è bello quando succede, vero? 
 Aveva un sapore spaventosamente dolce, vendicarsi per l'inganno che aveva subito e ancora di più per il gesto – che nella sua mente obnubilata, suo malgrado, dalla nostalgia assumeva tratti sacrileghi – di trascinare un volto così puro in un luogo come quello. Certo, era solo un'illusione, Newt non era mai realmente stato lì. Ma allora perché non riusciva a togliersi dalla testa l'immagine di quel volto, un tempo amatissimo, che emergeva da sotto al cappuccio di Umbra? Forse la sua mente non riusciva a sostenere l'idea che l'ultima parte di lei che non era stata ancora corrotta potesse indossare un mantello come quello: il mantello di un assassino. Lo stesso mantello che stava indossando lei in quel momento. No, Newt non era, non poteva, non doveva essere come lei. Mai e poi mai. Potevano portarle via l'anima, ma Newt doveva essere lasciato fuori da quella storia. 
 A cosa è servito cambiare nome, se la tua vecchia vita è ancora il tuo punto debole? 
 Come puoi pensare ancora che il fatto che ci sia una parte di te che non è stata corrotta sia un bene?

 Eppure... 
 Grazie, Newt. Non merito neppure di sentire la tua voce, ma sono talmente egoista da essere felice che tu sia qui. 
 E la voce di Newt nella sua testa aveva ragione: gli attacchi si erano verificati quasi sempre vicino alla costa, era così che Thunder aveva capito la posizione del Quartier Generale mentre era ancora a New York. Era impossibile che Grindelwald non avesse in mente di sfruttare le potenzialità degli animali marini. 

 Si mise in ascolto. 

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