Il sole sorgeva e lo sguardo di Benjamin si alternava tra la tela a cui stava dando vita e tra il ragazzo che gli aveva dato la vita. Non riusciva a smettere di sorridere mentre muoveva delicatamente il pennello sulla tela e non poteva non ricordare quando le sue mani, solo poche ore prima, stavano accarezzando il corpo di Federico con la stessa cura e attenzione che stava usando in quel momento.
Fin dalla prima volta che aveva visto il più piccolo, Benjamin, aveva desiderato di poter racchiudere quella sua bellezza in un quadro ma non aveva mai trovato quel momento tanto speciale che valesse la pena essere richiuso. Quello però di sicuro lo era. Si era disperato per lui, per aver lasciato che qualcuno gli facesse del male, e si malediva per il modo in cui lo aveva trattato ma Federico era tornato con lui e aveva fatto l'amore con lui. Si era donato a lui.
Nudo e addormentato a pancia in giù nel letto di Benjamin, le lenzuola stropicciate gli coprivano il basso ventre mentre gli lasciavano scoperte le gambe e il busto. La testa seppellita nel cuscino bianco e la schiena esposta ai raggi solari che iniziavano a filtrare dalla finestra lasciata aperta, i capelli biondi gli ricadevano sul volto sereno e qualche mozzicone di sigaretta lo circondava. Sorrideva, sorrideva dopo aver fatto l'amore con Benjamin.
Sì, decisamente sì, quella era una scena che Benjamin voleva racchiudere per sempre in un quadro.
Dopo qualche ora il più piccolo si svegliò e Benjamin velocemente nascose la tela e cercò di non fargli capire ciò che stava facendo, voleva fosse una sorpresa per lui. Mentre il più piccolo ancora cercava di capire dove fosse e che cosa fosse successo, tipico da lui appena sveglio, Benjamin scivolò nel letto e lo strinse tra le sue braccia.
-"Buongiorno, piccolino." Sussurrò il maggiore e gli stampò un bacio sulla testa.
In un momento le immagini della sera precedente invasero la mente del minore, la mostra, la cena, Elliot, il suo litigio con Benjamin e, per finire, lui che faceva l'amore con Benjamin. Federico si voltò verso di lui, fino a ritrovarsi a pancia in giù sul corpo del maggiore, e sorrise.
-"Buongiorno a te, nano." Rispose Federico, sorridente e raggiante come poche volte lo era stato di prima mattina, e gli diede un bacio sulla punta del naso. "È sempre bello svegliarmi al tuo fianco." Aggiunse e mise i pugni chiusi sotto il mento.
Il moro ricambiò il sorrise e strinse tra le mani i fianchi nudi del più piccolo.
-"Smetterai mai di chiamarmi nano?"
Il minore ridacchiò e scosse la testa.
Il moro alzò gli occhi al cielo e coprì i loro corpi.
-"Ti ricordo però che sei più piccolo di me." Gli disse, mentre iniziava ad accarezzargli la schiena.
-"Per questo motivo, infatti, tu mi chiami piccolino." Rispose il più piccolo e si sistemò meglio sul corpo del moro. "Io invece ti chiamo nano perché sei più basso."
Il maggiore schioccò la lingua sul palato e inclinò la testa da un lato.
-"E non ti piace che io sia più basso?" Replicò. "Preferiresti qualcuno più alto?"
Il più piccolo ridacchiò e scosse la testa.
-"Preferisco te a chiunque altro." Disse il più piccolo. "E mi piace che tu sia più basso, posso stringerti facilmente a me." Aggiunse.
Benjamin si morse il labbro inferiore per reprimere un sorriso.
-"E a me piace essere stretto da te." Rispose Benjamin. "E mi piace anche baciarti." Aggiunse.
Il biondo si morse il labbro inferiore e si mise a cavalcioni sul corpo del più grande.
-"E perché non lo fai?" Gli chiese e mise le mani sulle spalle del ragazzo. "Perché non mi baci?"
Il più grande gli cinse la vita con le braccia e lo attirò a lui, fino a far toccare i loro petti nudi.
-"Vuoi che ti baci?" Gli chiese e avvicinò i loro visi, facendo sfiorare i loro nasi. "Vuoi che ti baci, Federico?" Sussurrò.
Federico alzò gli occhi al cielo divertito e gli morse il labbro inferiore, per poi ridacchiare.
-"Dov'eri prima?" Gli domandò.
Il moro aggrottò la fronte e allontanò il viso per guardarlo meglio.
-"Prima dove?" Replicò confuso.
-"Quando mi sono svegliato." Rispose il più piccolo e iniziò ad accarezzargli il petto. "Quando mi sono svegliato tu non c'eri, sei venuto dopo." Aggiunse.
Benjamin deglutì e si sforzò di sorridere. Federico non doveva sapere.
-"Oh, ero s- solo in bagno..." Mentì.
Il biondo mugolò e schioccò la lingua sul palato, mentre guardava attentamente il corpo del maggiore.
-"E perché hai i boxer?" Continuò a chiedergli.
-"Perché non mi piace andare in giro per casa nudo."
-"Beh, per andare solo in bagno potevi andare nudo, considerando che poi hai dovuto abbassare i boxer."
-"Sì ma ho preferito così."
Il biondo fece una smorfia e mugolò.
-"Non ti credo."
Il più grande sorrise divertito. Era difficile nascondere qualcosa a quel ragazzo.
-"Fè, non sono andato da nessuna parte." Gli disse. "E poi dove sarei potuto andare in boxer?" Continuò. "Sono andato in bagno e poi sono andato a bere." Aggiunse. "Non mi sono mosso da questa casa." Concluse, concordando con se stesso che non era una bugia. Non era uscito da quella casa.
Federico lo guardò attentamente prima di rispondere.
-"E allora perché sembri così tanto stanco?" Continuò a chiedergli il ragazzo. "Non hai dormito?"
Il moro gli strinse i fianchi e si leccò il labbro inferiore.
-"Beh, stanotte non mi hai fatto dormire molto." Rispose e gli morse il lobo dell'orecchio. "O forse non te lo ricordi?" Aggiunse mentre una mano scivolava verso il fondoschiena del ragazzo.
Le guance del più piccolo si tinsero di rosso, mentre si stringeva di più al corpo del moro.
-"No- non intendevo quello..." Balbettò imbarazzato, anche se doveva ammettere che amava sentire le mani del maggiore sul suo corpo.
-"E allora che cosa intendevi?"
-"Io dopo ho dormito e sono riposato." Disse il più piccolo. "Tu invece sembri stanchissimo."
Benjamin sorrise e tornò ad accarezzargli la schiena.
-"Perché ero occupato a guardare te mentre dormivi." Rispose ed era la verità, era rimasto sveglio a guardarlo dormire. "Perché sei bellissimo mentre dormi."
Il biondo sorrise e decise di credergli, non voleva rovinare quel momento.
-"Ti sei salvato per puro miracolo." Ridacchiò e poggiò la testa sulla spalla del ragazzo. "Sono felice di aver chiarito con te." Aggiunse. "Non mi piace litigare con te."
Il più grande si sdraiò, portando con sé il corpo nudo del minore.
-"Mi dispiace averti trattato in quel modo." Rispose il più grande. "Parlerò con Elliot e si pentirà di averti fatto male e costretto a parlare con te." Aggiunse.
Federico sospirò e chiuse gli occhi.
-"Non serve." Sussurrò. "Mi basta solo che mi stia alla larga." Aggiunse. "E che tu mi stia accanto."
Benjamin sorrise e gli diede un bacio sulla fronte.
-"Te l'ho promesso." Disse. "Non ti lascio."
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Hot Chocolate || Fenji.
FanfictionHot chocolate || Fenji. "Una cioccolata calda, un'abitudine da bambino. Il cielo incontrerà il mare, sotto lo sguardo della gente nascerà una delle storie più belle. Tavolo numero 7 tutto può succedere. Una pennellata al gusto d'amore."
