-"Non piangere, Federico, te ne prego..." Sussurrò Benjamin, mentre gli accarezzava la guancia accaldata.
-"Allora tu non lasciarmi andare."
Benjamin sorrise intenerito e tornò a baciare quel ragazzo che lo aveva rapito, che era riuscito a far suo il suo cuore.
Federico sospirò di sollievo quando sentì, nuovamente, le labbra del suo fidanzato sulle sue. Allacciò le braccia dietro al collo del moro e con un dito sfiorò il piercing che questo aveva dietro al collo. Benjamin rabbrividì quando le dita calde di Federico iniziarono a disegnare cerchi invisibili sulla pelle in prossimità del suo piercing.
In men che non si dica Benjamin prese di peso il più piccolo, a cui sfuggì un urletto di sorpresa, e gli fece allacciare le gambe sul suo bacino nudo.
-"Spaventato?" Ridacchiò il moro e gli baciò la mascella.
Federico sorrise e scosse la testa.
-"Tu non mi farai mai paura." Sussurrò Federico e si strinse a lui.
Benjamin sorrise di cuore e tornò a far unire le loro labbra, come se la loro sopravvivenza dipendesse da questo.
-"Andiamo in camera da letto." Sussurrò Federico e iniziò a mordicchiargli la pelle dietro l'orecchio.
Le mani di Benjamin strinsero la vita del minore e il ragazzo ghignò malizioso.
-"Ai suoi ordini, maestà." Rispose facendo ridacchiare il minore.
Quando i due ragazzi entrarono nella stanza da letto la puzza di fumo, dovuta alle tante sigarette che il moro aveva fumato, invase le narici dei due e il più piccolo fece una smorfia disgustata.
-"Hai fumato tantissimo, Ben!" Esclamò Federico e nascose il viso nell'incavo del collo del maggiore, per respirare il suo profumo anche se, anche questo, era stato contaminato dalla puzza di fumo. "Per la rabbia?" Gli chiese.
Il moro annuì e si avvicinò alla finestra, per aprirla e far cambiare l'aria.
-"Preferisci andare di là o andare a casa tua?" Gli chiese e iniziò ad accarezzargli la schiena coperta.
Il più piccolo si morse il labbro inferiore e scosse la testa.
-"Ti voglio. Qui. Ora." Disse, con tono deciso. "Per te posso sopportare ben più che la puzza di fumo qualche sigaretta." Aggiunse e sorrise. "Ti voglio." Ripeté.
Benjamin non se lo fece ripetere una terza volta, si avvicinò al letto, tolse qualche mozzicone, e fece sdraiare il minore sul letto sfatto.
La luce proveniente dall'esterno illuminava gli occhi di Federico e, Benjamin, sapeva che stavano brillando per lui.
-"Sei bellissimo." Sussurrò il maggiore mentre si sistemava meglio sul corpo di Federico, attento a non fargli del male.
Federico sorrise e poggiò la testa sul cuscino.
-"E sono tutto tuo."
Il moro gli accarezzò una gamba coperta, per poi, alzarla e sistemarsela sul bacino.
-"E mi assicurerò che continuerai ad esserlo." Rispose e catturò le labbra del più piccolo.
Le mani fredde ed esperte di Benjamin si mossero sul corpo del più piccolo, liberandolo da tutti i suoi abiti, lo toccavano e lo sfioravano mentre profondi sospiri lasciavano le labbra gonfie del minore che desiderava di più. Benjamin però non aveva fretta, guardava incantato il corpo del suo ragazzo e baciava ogni singolo lembo di pelle, voleva viverlo in ogni senso. Sarebbe stato facile per lui avere semplicemente il suo corpo ma Benjamin voleva viverlo, viverlo davvero.
Perso tra le sue carezze e i suoi baci, mentre Federico si stringeva a lui per creare un maggiore contatto con il corpo di Benjamin, ancora coperto dai boxer grigi, lo sguardo del moro finì sul polso arrossato del minore e una fitta dovuta al senso di colpa lo colpì.
-"Ben..." Sussurrò Federico, rendendosi conto di ciò che stava succedendo. "Non ci pensare più..." Aggiunse e alzò una mano per accarezzare il volto pallido del moro.
Il moro non rispose, felicemente prese il polso del minore e lo avvicinò alle sue labbra.
-"Ti prometto che non succederà più." Disse e gli baciò il polso.
Il più piccolo sorrise e annuì.
-"Ti credo." Rispose. "Ora però, ti prego, smettila di parlare e togliti quei dannati boxer." Lo supplicò il ragazzo e allacciò le braccia dietro al collo del ragazzo. "Ti voglio."
Benjamin sentì la terra sotto di lui svanire mentre il suo fidanzato pronunciava quelle sue parole, tanto semplici eppure per lui ricche di significato. Federico si stava donando a lui.
Benjamin non se lo fece ripetere una seconda volta, si mise in ginocchio sul letto e liberò il suo corpo dall'ultimo indumento, sotto lo sguardo attento del biondo che si stava mordendo il labbro.
-"Se continui a guardarmi così potrei non rispondere più di me." Ridacchiò Benjamin e si sistemò le gambe del minore sulle sue spalle.
Il biondo sistemò il cuscino sotto la sua testa e sorrise.
-"Fallo." Fu tutto ciò che rispose il biondo.
-"Tu mi farai impazzire." Commentò il più grande e avvicinò due dita alla bocca del minore. "Apri."
Senza aggiungere nulla, Federico aprì la bocca e la richiuse intorno alle labbra del moro. Benjamin sentì il suo stomaco contorcersi mentre la lingua di Federico accarezzava e stuzzicava le sue dita, mentre gli occhi di questo erano fissi su di lui. Quello per lui era decisamente troppo.
-"C- credo possa bastare così." Balbettò il maggiore, rosso in viso.
Federico ridacchiò e si leccò il labbro inferiore.
-"Peccato, mi stavo diver-" Le sue parole si trasformarono in un gemito quando le dita di Benjamin entrarono dentro il suo corpo e iniziarono a muoversi esperte.
-"Oh, adesso ti divertirai ancora di più." Commentò Benjamin e si abbassò sul corpo del minore per baciarlo.
I loro baci erano interrotti dai continui mugolii del più piccolo, che continuava a chiedergli di più. All'ennesima supplica Benjamin decise che era arrivato il momento giusto, estrasse le dita dal corpo del minore e con una sola secca spinta si spinse nel corpo di Federico.
Federico gettò la testa all'indietro e inarcò la schiena, strinse il lenzuolo stropicciato tra i pugni e gemette rumorosamente.
-"Va tutto bene?" Gli chiese Benjamin, preoccupato.
Federico fece rincontrare i loro occhi e sorrise.
-"Non potrebbe andare meglio." Rispose. "Vai."
E Benjamin non se lo fece ripetere nuovamente, iniziò a spingersi nel corpo stretto e accaldato del minore, mentre questo continuava a ripetere il suo nome come se fosse un mantra.
Il cielo iniziava a riempirsi con i primi colori del mattino, erano le sei del mattino e da lì a poco il sole sarebbe sorto. L'aria era fredda ma piacevole a contatto con la pelle. Il cielo reso più bello da qualche nuvola che promettevano tutt'altro che pioggia.
Immerso in quei colori il viso di Federico dormiente sembrava diventare pura magia agli occhi innamorati di Benjamin.
Federico si era addormentato circa mezz'ora prima, stretto al corpo nudo del moro, sfinito dalla lunga serata che avevano vissuto ma anche felici per ciò che avevano appena consumato.
Benjamin invece non era riuscito ad addormentarsi, il suo cuore continuava a battere all'impazzata e sembrava non volergli dare tregua, continuava a ripensare alla voce di Federico mentre lo supplicava di dargli di più, al suo corpo che si contorceva sotto le sue spinte. Mai nessuno gli aveva donato così tante emozioni come faceva Federico. Gli occhi di Benjamin erano fissi sul ragazzo dormiente accanto a lui. Era così bello. Come un quadro.
Un solo istante dopo Benjamin drizzò la schiena e sorrise all'idea che aveva appena avuto, stando attento a non svegliare il minore, si alzò da letto e prese la sua macchina fotografica. Si prese qualche istante per regolare le impostazioni della macchina e scattò una foto a Federico. Una foto che avrebbe trasformato in un quadro.
Con il sorriso stampato sul volto prese una tela, un cavalletto e il suo solito sgabello in legno ormai di tutti i colori, prese la sua tavolozza dei colori e attese che dalla stampante uscisse la foto appena stampata. Quando il foglio uscì dall'apparecchio, sorrise vedendo la foto che aveva appena scattato, sarebbe stato difficile dipingere così tanta bellezza ma voleva provarci. Federico era la sua prova, la sua voglia a fare sempre di meglio.
Con la foto stretta tra le mani, Benjamin si avvicinò al letto e a Federico, si abbassò su di lui e gli stampò un bacio sulla guancia.
-"Sai Federico." Disse sottovoce. "Credo di amarti."
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Hot Chocolate || Fenji.
FanfikceHot chocolate || Fenji. "Una cioccolata calda, un'abitudine da bambino. Il cielo incontrerà il mare, sotto lo sguardo della gente nascerà una delle storie più belle. Tavolo numero 7 tutto può succedere. Una pennellata al gusto d'amore."
