Forty one.

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-"Sei il mio amore." Sussurrò il più piccolo e fece sfiorare le loro labbra. "Sei il mio amore. Sei il mio amore. Sei il mio amore." Gli ripeté e gli morse il labbro inferiore. "Sei il mio amore, Benjamin."
Benjamin si strinse a lui e poggiò la testa sulla spalla del minore. Stretto tra le sue braccia si sentiva al sicuro, sapeva che tra le sue braccia non gli sarebbe successo nulla di brutto.
-"Io sono totalmente e irrimediabilmente perso di te, Federico."
Era impossibile definire a parole la felicità che i due ragazzi stavano provando in quel momento i due ragazzi. Stretti l'uno all'altro, in quel letto che era testimone del loro amore, sorridenti e innamorati stavano dichiarando tutto ciò che provavano l'uno per l'altro. Il loro sentimento era di sicuro ancora acerbo, doveva maturare molto ma sapevano che insieme avrebbero potuto fare tutto. Il loro futuro preveda che stessero insieme.
Benjamin baciò la spalla del minore e gli accarezzò i capelli biondi e disordinati. Ispirò a pieni polmoni il profumo del ragazzo, del suo ragazzo.
-"Sono così felice in tua compagnia..." Sussurrò e poggiò la testa sulla spalla del minore, mentre con una mano gli accarezzava il petto nudo.
Federico si portò la mano del ragazzo alle labbra e gli baciò il dorso più e più volte.
-"Vale lo stesso per me." Rispose Federico e portò la mano del più grande all'altezza del suo cuore, per poi stringerla. "Non credevo che in vita avrei di nuovo provato emozioni del genere ma mi sbagliavo. E devo tutto a te." Disse. "Se mi è ritornata la voglia di vivere davvero ed essere felice devo ringraziare soltanto te." Aggiunse. "Grazie, Ben." Concluse e gli diede un bacio a stampo.
Benjamin sorrise e, in men che non si dica, fece sdraiare il più piccolo e si mise a cavalcioni su di lui, facendo alzare il maglione che indossava.
-"Credo tu possa trovare un modo migliore per ringraziarmi." Ghignò malizioso.
Il più piccolo ridacchiò e infilò le mani sotto al suo maglione.
-"Non serve neanche chiederlo." Rispose e lo baciò.

Benjamin e Federico finirono per passare l'intera giornata nel letto a ridere e a scherzare, mentre non potevano fare a meno di baciarsi continuamente e di sorridere felici di ciò che stavano creando insieme. Solo all'ora di pranzo i due giovani si decisero a lasciare quel caldo rifugio dal mondo e insieme prepararono qualcosa per il pranzo. Benjamin continuava ad abbracciare Federico, intento a cucinare qualcosa di non troppo elaborato, e baciarlo mentre gli ripeteva quanto fosse speciale per lui e Federico avrebbe voluto dirgli quanto lo era, invece, per lui. Purtroppo però ancora non esistevano parole per descrivere ciò che era Benjamin per Federico, definirlo fidanzato era decisamente poco era tutto per lui. Tutto ciò che potesse desiderare. Il suo tutto.

-"Mhh..." Mugolò Federico, sdraiato sul divano con le gambe alzate su quelle del maggiore. "Qualcosa di rosso!" Esclamò il ragazzo dopo qualche momento.
I due ragazzi, che non avevano per niente voglia di uscire di casa, si erano inventati uno strano e forse anche stupido gioco. Il gioco era molto semplice, uno dei due doveva dire un colore e l'altro doveva dire la prima cosa di quel colore che gli passava per la mente.
-"Già due volte mi hai chiesto qualcosa di rosso, Fè." Ridacchiò il moro mentre gli accarezzava le gambe coperte da un pantalone di tuta nero.
-"Non c'è due senza tre." Replicò il più piccolo e scrollò le spalle.
Benjamin si voltò verso di lui e gli sorrise.
-"Qualcosa di rosso, vediamo un po'..." Disse Benjamin. "Quel maglione orribile che insisti ad indossare." Rise Benjamin e indicò il maglione del più piccolo.
Il biondo spalancò la bocca e boccheggiò più volte, incapace di controbattere.
-"Benjamin!" Esclamò alla fine.
Il più grande rise di gusto e lo tirò verso di lui.
-"Sai però che per me sei sempre bellissimo." Gli disse e gli accarezzò il volto. "Anche con un sacco della spazzatura addosso. Sei sempre il più bello per me." Aggiunse e gli diede un bacio a stampo.
Federico si avvicinò per baciarlo ma il campanello di casa suonò, facendo borbottare in disapprovazione il più piccolo.
-"Vai ad aprire." Gli disse il più grande e gli diede un bacio a stampo. "Tanto io resto qui." Aggiunse e gli spostò i capelli dal visto. "Non me ne vado."
Federico sospirò e annuì, si alzò dal divano e sorrise al moro.
-"Torno subito."

Federico si diede una sistemata e andò ad aprire la porta, pronto ad urlare contro chiunque avesse interrotto il suo momento con Benjamin.
-"Chiunque tu sia non è..." Iniziò ad urlare Federico ma quando aprì la porta la voce gli morì in gola. "Oh..."
-"Ciao Federico."
Federico era totalmente senza parole, l'ultima persona che si aspettava di vedere era quella che aveva davanti. Stretto in un maglione rosso uguale al suo e in un jeans chiaro c'era la persona con cui aveva condiviso l'intera vita. Kevin. Il suo amico Kevin.
-"Kevin." Disse, cercando di mantenere un tono freddo. "Che cosa ci fai qui?" Gli chiese.
-"Anche per me è bello vederti." Ironizzò l'amico.
-"Che cosa ci fai qui?" Ripetè il ragazzo.
Kevin sospirò e mise le mani nelle tasche posteriori dei suoi jeans.
-"Mi mancavi." Rispose, semplicemente. "Non mi piace litigare con te, non mi è mai piaciuto." Aggiunse. "Non è la stessa cosa vivere senza avere te a consigliarmi e con cui sfogarmi.
Mi manchi, Federico."
Il biondo non poté evitare di sorridere a quelle parole, anche a lui mancava il suo migliore amico.
-"Vuoi entrare?" Gli chiese. "C'è anche Benjamin però." Lo avvisò.
L'amico sorrise e annuì.
-"Devo dire qualcosa anche a lui."
Federico corrugò la fronte ma non fece domande, si limitò a spostarsi e a farlo passare.

-"Fè chi era?" Chiese il moro, intento a digitare qualcosa sul suo cellulare, quando sentì la porta chiudersi.
-"Io."
Il moro alzò lo sguardo e guardò attentamente il ragazzo davanti a lui.
-"Kevin, giusto?" Gli chiese e il ragazzo annuì. "Forse è meglio se vado, immagino che voi due abbiate molto di cui parlare." Aggiunse, quando Federico entrò nella stanza.
-"No, per favore, resta." Disse Kevin. "Voglio parlare ad entrambi."
Federico si avvicinò all'amico e gli mise una mano sulla spalla.
-"Parla, ti ascoltiamo."
Kevin prese un respiro profondo e iniziò a parlare.
-"Innanzitutto voglio chiedere scusa ad entrambi." Iniziò a parlare. "Ho vissuto dei giorni un po' difficili e non sapevo come affrontare la notizia del vostro fidanzamento. Ho senza dubbio sbagliato e mi dispiace tantissimo." Disse e si voltò verso Federico. "Federico sai quanto bene ti voglio, sei come un fratello per me e sono felice quando tu lo sei. Ho vissuto con te però quei momenti che tu ricordi bene e non vorrei rivederti triste come in quei giorni. Voglio che tu sia felice e se Benjamin e la tua felicità, non sarò io a separarvi."
-"Anch'io ti voglio bene, Kevin." Rispose Federico e gli diede un bacio sulla guancia.
Benjamin lanciò un'occhiataccia ai due.
-"Potrei diventare geloso." Disse.
Kevin si voltò verso di lui e gli puntò un dito contro.
-"Tu." Disse con tono duro. "Prova a far soffrire il mio migliore amico e dovrai vedertela con me. Nonostante la mia prima reazione voglio che lui sia felice e tu dovrai renderlo felice.
Federico è un ragazzo d'oro, il migliore che chiunque possa incontrare, e merita il meglio. Non farlo soffrire o ti giuro che te ne pentirai. Devi renderlo felice."
Benjamin sorrise e si alzò, per raggiungere i due amici.
-"So che lui è il ragazzo migliore che esista." Rispose. "E io lo renderò felice, costi quel che costi."

Hot Chocolate || Fenji.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora