Federico aveva letto quel messaggio con le lacrime agli occhi, il cuore gli batteva all'impazzata e l'aria sembrava essere del tutto scomparsa. Il ragazzo faceva fatica a respirare, le lacrime scendevano copiose e bagnavano lo schermo del suo cellulare dove il messaggio sembrava lampeggiare per attirare la sua attenzione. Le mani gli tremavano e faceva fatica a continuare a reggere il cellulare senza farlo cadere, rumorosi singhiozzi lasciavano le labbra secche e riecheggiavano nella casa silenziosa.
Federico si ritrovò a gridare e ad accasciarsi sul divano, il telefono accanto a me e la vista appannata dalle lacrime. Gridava, gridava e non sapeva neppure il perché.
Le sue grida attirarono l'attenzione del suo migliore amico, Kevin, che se ne stava in cucina per preparargli qualcosa da mangiare. Dopo soli pochi secondi il ragazzo lo raggiunse in salotto e corse da lui, spaventato, quando lo vide accasciarsi sul divano tra le grida.
-"Federico!" Kevin gridò il nome del suo amico e si gettò in ginocchio accanto a lui. "Federico che succede?!" Continuò e lo strinse tra le sue braccia.
Tutto ciò che ottenne in risposta furono altri singhiozzi, singhiozzi che gli straziavano l'anima, e che l'amico si rifugiasse tra le sue braccia. Con i suoi movimenti abbastanza casuali, Federico, fece cadere il cellulare sulle gambe dell'amico, questo abbassò lo sguardo e quando lesse il nome del mittente del messaggio non ci mise molto a capire che cosa fosse successo.
-"Ancora lui!" Esclamò Kevin e prese il cellulare. "Ha ancora il coraggio di rovinarti la vita!" Aggiunse e trascinò un dito sullo schermo, per leggere il lungo messaggio.
-"K- Kevin, no..." Singhiozzò il più piccolo ma, effettivamente, non fece nulla per impedirgli di leggerlo.
-"So che sarà difficile ma noi possiamo ricominciare.
Vuoi essere il mio regalo di Natale, Federico?
-Benjamin." Lesse l'amico scimmiottando la voce di Benjamin. "Oh, ora glielo faccio io un bel regalo di Natale." Ringhiò il ragazzo, liberò l'amico dal suo abbraccio e mosse le dita sullo schermo, facendo qualcosa che il minore non poté vedere.
-"K- Kevin." Singhiozzò il più piccolo e tirò su con il naso, si avvicinò allo schienale del divano e strinse le gambe contro il suo petto. "Che c- cosa stai facendo?"
Dopo qualche momento Kevin sorrise soddisfatto e girò il cellulare verso il minore.
-"L'ho bloccato, Federico, così eviterà di continuare ad infastidirti." Disse l'amico e girò nuovamente il cellulare verso di lui.
-"Kevin no!" Esclamò Federico e si slanciò in avanti per riprendere il cellulare, ma l'amico indietreggiò e tornò ad armeggiare con il cellulare.
-"Fatto."
-"Fatto cosa?"
-"Ho eliminato il suo numero e la sua chat." Rispose Kevin e bloccò il cellulare, per poi poggiarlo sul piccolo tavolo davanti al divano. "È finita, Federico."
"È finita." Pensò Federico e si lasciò cadere sul divano. "Io e Benjamin siamo finiti."
Quello era stato in assoluto il peggiore Natale di Federico, lui che era solito uscire, andare da suo padre e divertirsi si era ritrovato a piangere per tutto il giorno mentre il suo migliore amico lo consolava. Guardava quell'albero di Natale e non riusciva a non ricordare quando lui e Benjamin l'avevano decorato. Tutto in quella casa gli ricordava Benjamin, le notti passate insieme, i loro baci e anche le loro liti, poi però quella maledetta scena gli ritornava alla mente e lui si sentiva morire. Benjamin e Aria. Aria e Benjamin. Insieme, nudi, mentre lo tradivano.
Continuava a pensarci eppure non trovava una spiegazione logica, aveva sempre cercato di non far mai mancare nulla a Benjamin e aveva dato tutto se stesso a quella relazione. Perché l'aveva fatto?
Dopo giorni passati chiusi in casa, a soli tre giorni dalla fine di quell'anno, Kevin lo costrinse ad uscire di casa e ad andare a fare la spesa. L'idea di uscire di casa quasi lo terrorizzava, ormai erano giorni che non andava a lavoro con la scusa di essere malato, e sapeva di dover riprendere in mano la sua vita ma non riusciva a farlo. Non voleva quella vita che lo faceva tanto soffrire.
-"Kevin, io non credo di farcela." Sussurrò Federico mentre il suo amico raggiungeva l'ingresso, seguito da lui nascosto in un cappotto nero decisamente troppo largo.
L'amico alzò gli occhi al cielo e si girò verso di lui.
-"Puoi farcela, Federico." Rispose l'amico. "Hai superato la perdita di tua madre, hai visto la tua vita sconvolgersi e sei rimasto in piedi. Davvero vuoi lasciare che uno stronzo qualsiasi ti butti a terra?" Continuò. "Tu sei più forte, Fede. Tu meriti di meglio che quello lì, ha un bel visino e so che ti sei innamorato di meglio ma meriti di meglio." Aggiunse. "Lui non fa per te. Se ti fa soffrire, non fa per te." Concluse.
Il più piccolo sospirò e annuì.
-"Andiamo." Disse semplicemente.
Kevin sorrise e aprì la porta, gli tese la mano e inclinò la testa da un lato.
-"Puoi farcela."
Federico si armò di coraggio e, stretto tra le braccia del suo migliore amico, uscì dal cancello dello stabile diretto verso la sua macchina. Nella sua mente continuavano a riecheggiare pensieri che non facevano altro che farlo stare male. Sentì nuovamente le lacrime farsi spazio prepotentemente e solo la voce del suo amico riuscì a frenarle.
-"Chi è quello splendore?!" Esclamò Kevin e indicò un punto davanti a loro. Kevin era letteralmente a bocca aperta e la sua espressione riuscì, per un momento, a far ridere il minore. "Io credo di essermi innamorato. Guarda, guarda! Sta venendo qui!"
Federico scosse la testa divertito e seguì la direzione indicata dall'amico, quando però si rese conto di chi fosse la persona che li stava raggiungendo, il suo sorriso si spense del tutto.
-"No..." Sussurrò Federico e si ritrovò se indietreggiare, sotto lo sguardo confuso del suo amico. "Nononono..."
-"Fè che succede?" Chiese Kevin e aggrottò la fronte.
Federico cercò di scappare, di tornare in casa ma quella persona li raggiunse.
-"Ciao Federico."
Lo sguardo di Kevin si alternò tra i due e la sua confusione aumentò.
-"Voi due vi conoscete?" Chiese.
-"Vattene, Aria, vattene!" Strillò Federico mentre il suo amico cercava di tenerlo fermo. "Non voglio mai più vederti!"
Kevin spalancò gli occhi e la bocca.
-"Tu sei Aria? Quella Aria?" Chiese sconvolto il ragazzo. "La stronza che gli ha rovinato la vita insieme all'altro stronzo che vive al quarto piano?"
Aria sorrise amaramente e annuì.
-"Sì, sono quella stronza." Rispose. "Non sono però qui per rovinare la vita di nessuno, almeno non più di quanto io abbia già fatto, quindi Federico puoi anche calmarti." Disse. "Ci vorranno pochi minuti e poi andrò via."
-"Sei venuta qui per divertiti insieme al tuo amichetto?" Chiese retorico Federico, il tono di chi voleva ferire ma stava morendo dentro. "Sei venuta qui per ricordarmi quanto sono stato stupido? Per farmi soffrire ancora?!" Continuò, alzando la voce sulle ultime parole.
La ragazza scosse la testa.
-"Non sono qui per Benjamin." Rispose. "Sono qui per te."
-"Oh, quindi vuoi farti anche lui?" Replicò Kevin e strinse l'amico. "Beh, sappi che non sei il suo tipo. Neanche un po'."
Aria abbozzò un sorriso e si spostò i capelli dal viso.
-"Voglio chiederti scusa, Federico." Disse. "Non ti conosco molto ma, da quel poco che ho capito di te, so che sei una brava persona e non meriti affatto ciò che io e Benjamin ti abbiamo fatto." Continuò. "Ti prego però di perdonare Benjamin. Non me, ma Benjamin sì. Lui ti ama."
-"Se mi avesse amato davvero non mi avrebbe mai tradito." Replicò con tono duro il biondo. "Lui mi ha tradito e io lo odio."
-"Odialo, se vuoi, ma perdonalo." Rispose la giovane. "Potete ricominciare, magari non subito ma potete farlo." Aggiunse. "Voi due vi amate, non permettere che uno stupido sbaglio vi separi."
Il più piccolo scosse la testa e si allontanò.
-"Benjamin per me è morto." Rispose e rientrò nel cancello. "Non esiste più per me e non esisti nemmeno tu." Concluse e ritornò nello stabile.
-"Federico!" Esclamò Kevin e fece per raggiungere l'amico ma Aria lo bloccò.
-"Fermati."
-"Che cosa vuoi?! Non hai già fatto abbastanza per oggi?!"
-"Questa sera porta Federico all'Alpha Art Gallery alle otto e dieci. Fallo per lui, ne ha bisogno."
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Ehi🌸
Grazie infinite per tutti gli auguri che mi avete mandato ieri, li ho apprezzati tantissimo, grazie!
Ieri questa storia ha compiuto due mesi e voglio ringraziarvi per le quasi trentanove visualizzazioni, sono felice di sapere che continuate a seguirmi in ogni mia storia da quasi due anni. Grazie di cuore!
Federico sembra voler dimenticare Benjamin, con l'aiuto del suo migliore amico Kevin, ma Aria vuole che lo perdoni e fa una richiesta a Kevin. Kevin lo porterà alla mostra? E se dovesse andare, secondo voi che cosa succederà?
Ormai non manca molto alla fine, tenetevi pronte a tutto!
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Baci, Michi💕
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Hot Chocolate || Fenji.
FanfictionHot chocolate || Fenji. "Una cioccolata calda, un'abitudine da bambino. Il cielo incontrerà il mare, sotto lo sguardo della gente nascerà una delle storie più belle. Tavolo numero 7 tutto può succedere. Una pennellata al gusto d'amore."
