Federico era più felice che mai da quando Benjamin gli aveva detto, o meglio nuovamente ripetuto, che non lo avrebbe lasciato. Che voleva stare con lui.
Dopo quel loro litigio, dovuto all'amico del moro Elliot, il più piccolo temeva davvero che il loro rapporto fosse finito e che avrebbe perso del tutto Benjamin e non poteva permettermelo. Non poteva perderlo. Per quel motivo si fece coraggio e andò a casa sua, se proprio doveva finire, se Benjamin si fidava così poco di lui, doveva dirglielo di persona.
Tutto però si era risolto per il meglio e Federico aveva ripreso ad essere felice con il suo fidanzato, aveva dormito abbracciato a lui, aveva trascorso l'intera giornata con lui ed era riuscito a dimenticare tutto il resto come gli succedeva sempre quando era in compagnia del più grande. Benjamin gli faceva dimenticare il resto del mondo, restavano solo loro e avevano a disposizione tutta la felicità che potesse esistere. Benjamin era la sua felicità.
Non glielo aveva detto, non ancora, ma Federico sentiva che si stava sinceramente innamorando di lui. Non gli era mai capitato di sentirsi in quel modo con qualcuno e se l'amore non era il modo come si sentiva in presenza di Benjamin, ciò che provava. Se l'amore non era Benjamin, allora Federico non lo voleva.
Era passata una settimana dalla mostra del moro, nessuno dei due aveva più nemmeno accennato all'argomento Elliot e la loro relazione procedeva a gonfie vele. I due ragazzi passavano il maggior tempo possibile insieme, Benjamin andava ogni mattina con il più piccolo al bar e si intratteneva lì fino a quando i suoi impegni non lo reclamavano o fino a quando il bar non iniziava a riempiersi troppo e Federico doveva lavorare. Ogni sera i due finivano per fare una passeggiata per la città, le prime decorazioni di Natale iniziavano a fare capolinea nella città e Federico amava quel genere di atmosfera, per poi ritrovarsi a casa di uno dei due e fare l'amore, per poi addormentarsi abbracciati per tutta la notte.
Tra di loro andava tutto bene e non potevano chiedere di meglio.
Quel sabato sera Paul aveva chiesto al più piccolo di lavorare al bar, l'altro ragazzo era influenzato e l'uomo si fidava solo di lui. Federico aveva altri programmi per quella sera ma non poteva dirgli di no, Paul lo aiutava sempre e glielo doveva.
-"Potrei venire al bar con te." Gli disse Benjamin, quando il più piccolo gli comunicò il cambio di programma. "E aiutarti, se dovesse servirti una mano."
E Federico non poteva desiderare di meglio che avere il suo fidanzato al suo fianco.
Il bar era gremito di persone, tantissimi ragazzi e coppie di ogni età continuavano ad entrare e uscire dal locale per ripararsi dalla pioggia che continuava a tormentare la città in quei giorni di fine novembre.
Federico continuava a fare avanti e indietro tra i tavoli, cercando di reggere il ritmo della clientela. La sua unica consolazione era la presenza di Benjamin, che continuava ad aiutarlo e a riempirlo di carezze quando ne aveva bisogno, come in quel momento.
-"Sono sfinito." Sospirò Federico e poggiò il vassoio sul bancone, dopo aver servito l'ennesimo tavolo, e si prese il volto tra le mani.
Il moro, seduto su uno degli sgabelli davanti al bancone, sorrise intenerito e gli prese i fianchi tra le mani.
-"Vieni qui." Disse e lo tirò verso di lui, per poi farlo sistemare tra le sue gambe. Gli cinse la vita da dietro e fece toccare il suo petto e la schiena del minore. "Ora rilassati." Gli sussurrò all'orecchio e iniziò ad accarezzargli il petto lentamente. "Va tutto bene." Aggiunse e gli baciò la guancia. "Sei qui con me."
Il più piccolo chiuse gli occhi e sorrise, poggiò le sue mani su quelle del moro e le strinse.
-"E non potrei desiderare di essere in qualsiasi altro posto."
-"Nemmeno a casa tua, nel tuo bel letto, nudo e con me?" Ridacchiò il maggiore e gli diede un morso sul collo.
Il più piccolo si morse il labbro inferiore e si girò verso di lui, per guardarlo in faccia.
-"Oh ma quello succederà." Rispose il più piccolo e allacciò le braccia dietro al collo del ragazzo. "Succederà non appena finirò il mio turno." Aggiunse e si avvicinò per fare unire le loro labbra ma una voce li interruppe.
-"Scusate a chi posso chiedere per ordinare?!" Esclamò una voce maschile, squillante.
Federico sospirò e scosse la testa esausto.
-"Rimandiamo a più tardi." Disse al moro e gli accarezzò il viso. "Arrivo!" Strillò in risposta al ragazzo e fece il giro del bancone. "Allora chi è che deve ordinare?" Chiese alle quattro persone sedute davanti al bancone. Tre di queste però si limitarono a guardarlo di sfuggita, prima di tornare ai loro discorsi, solo uno sorrise. Un ragazzo dai capelli rasati e i brillanti occhi verdi.
-"Io." Disse questo. "Io devo ordinare." Aggiunse.
Federico annuì e si avvicinò a lui, armato di bloc-notes e penna.
-"Che cosa vuoi ordinare?" Gli chiese.
Il ragazzo diede una rapida occhiata al menú, prima di tornare a dedicare la sua completa attenzione al biondo.
-"Te."
Benjamin, seduto accanto al ragazzo, inarcò un sopracciglio mentre Federico annuì nuovamente e scrisse qualcosa sul suo bloc-notes.
-"Che gusto?"
Il ragazzo scoppiò a ridere e scosse la testa.
-"No, bellezza, non la bevanda." Rispose e ghignò malizioso. "Io voglio te."
Il biondo alzò gli occhi al cielo e sbuffò.
-"E io voglio andare a casa."
-"Potresti venire a casa mia." Replicò lo sconosciuto. "Il mio letto è molto comodo, sai?" Chiese retorico e si leccò il labbro inferiore.
Benjamin ringhiò e si decise a reagire.
-"E il mio pugno è molto duro, lo sai?!" Replicò Benjamin.
Federico e lo sconosciuto si voltarono nella sua direzione, il primo temeva per la sua reazione e il secondo sembrava divertito.
-"Anch'io ho qualcosa di molto duro e lo mostrerei volentieri a questo biondino." Disse il ragazzo e si morse il labbro inferiore mentre guardava il minore.
-"Se non stai attento la prossima volta che lo mostrerai a qualcuno sarà agli infermieri mentre curano le tue ferite." Ringhiò il moro. "Ammesso riescano a farlo." Aggiunse e serrò i pugni.
Il ragazzo ridacchiò.
-"E tu chi saresti?" Gli chiese. "Il suo angelo custode?"
-"No, sono il suo fidanzato." Rispose Benjamin e ghignò soddisfatto dalla reazione dell'altro. "E ti consiglio di andare via."
-"O- oh..." Balbettò il ragazzo e si alzò dallo sgabello. Più di una persona nel locale aveva lo sguardo puntato verso i due. "M- mi dispiace, i- io non lo sapevo..."
-"Ora però lo sai e puoi andare via, grazie." Replicò il più grande e incrociò le braccia al petto.
Il ragazzo annuì, prese le sue cose e andò via.
-"Ben!" Esclamò Federico, con tono di rimprovero, stando attento però a non alzare troppo la voce. Avevano già attirato troppo l'attenzione. "Non puoi comportarti così!"
Il moro aggrottò la fronte e si voltò verso di lui.
-"Che cosa ho fatto?"
-"Io ci lavoro qui e tu non puoi far scappare via i clienti in questo modo!"
-"Ma lui ci stava provando con te!" Replicò il maggiore.
-"È normale, mi succede di continuo!" Rispose il più piccolo. "Ma io li ignoro come sempre!" Aggiunse. "E tu non puoi venire qui a comportarti in questo modo!" Continuò.
-"Ma io non posso accettarlo!"
-"Allora va via!" Esclamò Federico.
Benjamin strabuzzò gli occhi, l'ultima cosa che si aspettava era che Federico lo cacciasse via dal bar.
-"Fè..."
-"No, Benjamin, io qui ci lavoro e tu non puoi comportarti in questo modo, anche se sei il mio fidanzato!" Disse il più piccolo. "Questo è il mio solo lavoro, non ho talento nella pittura o qualsiasi altra cosa come te, devo accontentarmi di ciò che ho!"
Il moro, totalmente senza parola, si alzò dallo sgabello e lo raggiunse, per poi prendergli le mani.
-"Mi dispiace..." Sussurrò. "Mi dispiace, Fè. Ti giuro che non mi comporterò mai più in questo modo..." Continuò. "È che quando qualcuno si avvicina a te e ci prova con te, io perdo la testa e reagisco d'impulso."
-"È sbagliato però."
-"Sì, so che è sbagliato..." Rispose Benjamin. "Ma ho paura di perderti, perché..."
-"Perché?"
-"Perché io mi sto innamorando di te, Federico."
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Hot Chocolate || Fenji.
Fiksi PenggemarHot chocolate || Fenji. "Una cioccolata calda, un'abitudine da bambino. Il cielo incontrerà il mare, sotto lo sguardo della gente nascerà una delle storie più belle. Tavolo numero 7 tutto può succedere. Una pennellata al gusto d'amore."
