Saluto Aria e lei corre velocemente verso l'auto di suo zio, per evitare questo enorme acquazzone.
Doveva iniziare a piovere proprio all'uscita di scuola, mi sembra ovvio eh.
Sbuffo rumorosamente, finché qualcuno mi si mette accanto. Mi giro curiosa, ma poi riprendo a sbuffare appena noto che è Luca.
- Ti sto così simpatico?- si accende una canna e inizia a fumare, davanti a tutti, come se niente fosse.
-Proprio simpatico- alzo gli occhi al cielo - simpatico quanto il ciclo quando devi andare al mare.-
Scoppia in una fragorosa risata e mi guarda come se fossi pazza. Dio, ma quanto è urtante?
-Ma come ti vengono in mente ste battute di merda?- chiede ancora ridendo - Sei proprio comica.-
Inarco un sopracciglio e poi scuoto debolmente la testa.
- Sei strano!- lancio uno sguardo al cielo e noto che la pioggia sta aumentando a dismisura, mentre Luca continua a fumare in pace, e io gli rivolgo uno sguardo maligno. Mi sta intossicando.
-Che hai da guardare?- chiede nascondendo un sorriso - Sono così attraente che non puoi fare a meno di guardarmi?-
- Mi dispiace deluderti- sospiro - ma il problema è quella cosa che hai in mano.-
Lui guarda lo spinello e sorride, in modo strano, non riesco a decifrarlo.
- Sei proprio contro la marijuana- ridacchia - ma che brava ragazza. Comunque se vuoi ti do un passaggio a casa!-
- No grazie.- faccio per andarmene, ma lui mi tiene, ha veramente rotto a trattenermi.
Mi volto verso di lui e per un attimo mi perdo ad osservarlo. Aria non ha tutti i torti, è proprio un bel ragazzo, e nonostante non credo sia tanto più grande di noi, ha un qualcosa che gli dà un'aria vissuta.
- Eh dai!- butta il mozzicone a terra e mi fa l'occhiolino -Ho la macchina, sta piovendo a dirotto, che male c'è ad accettare un passaggio?-
- Il fatto che mi hai messo le mani addosso prima, forse?!- gli chiedo ironica -E io dovrei fidarmi a salire nella tua macchina?-
- Non sono un maniaco eh- sorride sbilenco - ti rompo le palle, è vero, ma se tu non sei consenziente non vado oltre.-
Guardo per un attimo la pioggia, che sembra non voler cessare, poi riguardo lui. In fin dei conti ci guadagnerei ad accettare un suo passaggio.
-Ok, Luca - annuisco - spero di non pentirmene.-
Lui ridacchia e inizia a camminare, facendomi gesto di seguirlo. Mi sto inzuppando già solo con il tragitto "scuola-macchina", non oso immaginare come sarei tornata a casa ridotta se avessi dovuto prendere il pullman.
Apre le portiere di una Golf rossa, con il telecomando automatico, poi si infila nel posto del guidatore, così io lo imito, sedendomi al lato passeggero.
Accende l'aria condizionata e poi la radio, a un volume moderato, riconosco immediatamente la canzone: Yoko-Ono di Salmo, adoro questa canzone.
-Ehi, non ti facevo tipa da Salmo.- sentenzia, vedendomi canticchiare, poi mette in moto la macchina, mette la prima e parte -Mi stupisci.-
Non riesco a reprimere un sorriso, davanti alle sue parole. È vero, lo ammetto, io amo il rap.
- Mi dispiace per te, ma hai sbagliato a giudicarmi.- gli sorrido, stavolta senza ironia -Non sono mica una ragazza dell'altro mondo.-
- Non l'avrei mai detto.- il sorrisino non scompare dalle sue labbra, mentre continua a guidare guardando la strada -Odi l'odore dell'erba, non vuoi me, non fai la spiritosa in classe, non cerchi di farti notare, credevo davvero che provenissi da un altro pianeta.-
Riesco a percepire il sarcasmo nelle sue parole e mi chiedo mentalmente come sia possibile che siamo passati dall'urlarci contro al conversare così pacificamente, in un attimo.
- È tanto complicato per te accettare che una ragazza non voglia essere una tua conquista?- gli chiedo mista tra lo scherzoso e il serio -Perché sembrerebbe così.-
Rimane in silenzio per qualche secondo, e mi perdo nuovamente ad osservarlo. È diverso dagli altri, non ho mai visto un ragazzo come lui. I suoi occhi sono di un castano particolare, che credo di non aver mai visto prima d'ora. I suoi occhi nascondono tanti segreti... e forse anche tante lotte.
-Sì, se devo essere sincero.- risponde lui, serio -Tutte mi vogliono, perché tu no?-
-Perché non voglio essere presa in giro da te.- rispondo ovvia -Non mi sembra poi così strano eh.-
Fa spallucce, ma non risponde, perciò alzo il volume dello stereo, che sta riproducendo ora: 1984.
Mi metto a canticchiare e improvviso un mini balletto, cosa che faccio sempre quando ascolto musica. Mi faccio trasportare, la musica mi porta su un'altra dimensione.
-Sexy questo balletto.- Luca ride di gusto -Comunque dimmi dove abiti, bella bambolina.-
-Molto spiritoso- rispondo con una smorfia, per poi spiegargli la zona in cui abito, che lui capisce subito. Immagino che conosca bene Salerno.
- Comunque non sono uno stronzo senza sentimenti.- precisa -Solo che non credo all'amore, ma so essere anche gentile... e so essere un buon amico!-
- Mi stai offrendo la tua amicizia, D'Orso?- lo scruto attenta, e lui annuisce.
-Insomma, tu non sei la solita tipa che vuole avvicinarsi a me solo perché sono io, come mi capita sempre a scuola, visto che stamattina mi avresti ammazzato quando ti ho accarezzata.- ride -Quindi perché non essere amici? Mi piace l'idea che magari una ragazza mi conosca sul serio, a fondo.-
Penso alle sue parole e, non so perché, mi sembrano cariche di solitudine... O forse mi sbaglio?
-Ammetto che mi sembra strano.- sorrido -Ma ci sto, non ho nulla da perdere, e un amico in più fa sempre piacere! Solo che non vorrei che una delle tue pussy mi staccasse la testa per colpa della gelosia.-
Lui ridacchia e ferma la macchina davanti a casa mia.
-Pussy eh?- si sistema i capelli e mi rivolge il suo sguardo -Non credevo nemmeno che tu fossi capace di usare parole del genere.-
Mi sbatto la mano sulla fronte e lascio perdere, poi rivolgo uno sguardo alla mia casa; sembra che tutto taccia, mamma dovrebbe essere a lavoro a quest'ora.
-Beh ora vado.- gli sorrido -Grazie del passaggio, alla fine non è stato tanto male.-
Lui sorride di rimando e avvicina il suo viso al mio, per poi lasciarmi un bacio sulla guancia, che fa diventare le mie gote di un forte rosso acceso. Mi fa l'occhiolino e io scendo dalla macchina correndo, per poi dirigermi sotto il porticato di casa mia, per aprire la porta e ripararmi dall'acqua.
Lancio un ultimo sguardo alla macchina, che è ancora ferma davanti a casa, ma non riesco a vedere Luca, vista la pioggia fitta.
Sospiro, apro la porta e solamente mentre la sto chiudendo sento la macchina ripartire, così mi affaccio alla finestra, giusto in tempo per vederlo allontanarsi.
Chiudo la tenda quando ormai non è più visibile e mi lascio scappare un sorriso.
Il primo giorno di scuola è stato veramente strano, incredibile come sia tramutato, e forse ho giudicato Luca troppo in fretta e male, magari sarà davvero un ottimo amico.
Per una volta voglio fidarmi del mio istinto, dopo tempo.
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Fuoriclasse|| Capo Plaza
FanfictionEllie è una ragazza a cui la vita non ha mai regalato nulla, a scuola passa inosservata e questo le va più che bene. Ora si trova bene nella sua classe, soprattutto grazie alla sua migliore amica, che per lei è come una sorella. Le cose cambieranno...
