Capitolo 35.

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Nota: volevo avvisarvi che questa storia è entrata nelle prime 600 storie nella: lista della prima selezione dei Wattys 2018. Non me lo sarei mai aspettato, per me è un gran traguardo, è già una vittoria così. Mi fa sorridere sapere che tra più di undici mila storie è stata scelta la mia.
Detto ciò, ne approfitto per ringraziarvi per le stelline, i commenti e le visualizzazioni.
Ora vi lascio al nuovo capitolo, buona lettura😘😘

Esco dal bagno velocemente, in modo tale da andare alle macchinette a prendere una bottiglia d'acqua prima che suoni la campanella di fine ricreazione, ma qualcuno mi ferma.

Sbuffo e mi giro lentamente, per poi alzare gli occhi al cielo, vedendo Giulio davanti a me.

Non abbiamo più parlato dopo che mi ha alzato le mani e mi ha insultata, e, sinceramente, non ho minimamente pensato a lui, nemmeno una volta. Nemmeno vedendolo a scuola. Ho altri pensieri per la testa, si sa.

- Ciao Ellie- sorride maliziosamente - vorrei parlarti-.

Provo immediatamente una forte sensazione di fastidio sentendolo parlarmi come se nulla fosse mai accaduto. Crede che tutto gli sia dovuto?

- Non ho tempo- taglio corto per poi girarmi di spalle e andarmene, ma sento i suoi passi dietro di me e poco dopo mi ferma, ancora.

- La mia non era una domanda- tutt'a un tratto il suo sguardo è diventato cupo, odia essere contraddetto, questo l'avevo già capito.

- Non accetto ordini da te- gli punto un dito contro, sentendomi irritata. Non gli permetterò di trattarmi come la scorsa volta, se lo può proprio scordare.

Mi stringe forte il polso, poi si guarda intorno velocemente, ma appena nota che non c'è nessuno la sua stretta si fa ancora più salda.

- Questo atteggiamento è sbagliato, lo sai?- chiede con fare autoritario, come se lui potesse decidere di tutto e tutti.

- Non mi importa di quello che credi tu- sputo con rabbia, senza pentirmi.

È sempre stato uno stronzo nei miei confronti, ma da quando sto con Luca sembra essere peggiorato, di gran lunga.

Lui serra la mascella con rabbia e mi dà una spinta, facendomi sbattere al muro con la schiena. Mi mordo il labbro inferiore, per trattenere un gemito di dolore e, senza riuscire a trattenermi, alzo la mano destra in aria e gli mollo uno schiaffo sul viso. Uno schiaffo carico di rabbia, nervoso e risentimento.

Non mi faccio trattare così da nessuno. Non più. Ne ho passate troppe a causa del mio ex, da allora mi sono promessa che mai più avrei permesso a un uomo di comportarsi così con me, mai più.

Nessuna donna va picchiata, per nessun motivo. Non tollero nessun tipo di violenza, né fisica né psicologica, e Giulio lo deve capire.

- Cosa hai osato fare?- si porta la mano sulla parte che gli ho colpito, mentre i suoi occhi brillano, si capisce da essi che è furioso.

- Te lo sei meritato- sbotto - non ti azzardare mai più a mettermi le mani addosso, vigliacco!-.

- Sennò che fai?- chiede ridendo amaramente, con fare desiderio - Tu non mi fai minimamente paura e non puoi nemmeno andare a chiedere aiuto al tuo fidanzatino, visto che non si sa nemmeno se si sveglierà mai! È questa la fine che fanno i tipi come lui, se l'è cercata. È sempre stato presuntuoso, pieno di sè, quel suo atteggiamento da stronzo delinquente l'ha portato vicino alla morte, merita di morire, il mondo non sentirebbe la sua mancanza-.

Sento la rabbia ribollire in me sentendo le sue parole cariche d'odio e faccio dei respiri profondi cercando di calmare la mia ira.

Lui non sa nulla di Luca. Non può permettersi di parlare così di lui. Non può giudicarlo avendolo visto a scuola, superficialmente, senza conoscere il suo vero carattere.

- Bastardo- ringhio, cercando di non piangere per colpa del nervoso, non gli darò questa soddisfazione - Luca è la persona migliore che io conosca-.

Gli do una spinta e lui scoppia a ridere, come divertito dalla mia reazione.

- Dovresti abituarti ad utilizzare il passato quando parli di lui, sai?- ride ancora, maleficamente - Tanto non si sveglierà mai dal coma, ficcatelo in testa-.

Ed eccola di nuovo, quella sensazione di nausea che torna a farmi visita. Ogni volta che qualcuno mi parla della presunta morte di Luca, ogni volta che immagino la vita senza lui, la nausea mi invade completamente.

Stavolta, però, cerco di reprimerla. Non voglio prende il sopravvento, devo essere più forte.

- Sei uno stronzo!- urlo, scagliandomi conto il mio compagno, che continua a ridere come se stesse assistendo allo spettacolo di cabaret più divertente di sempre.

- Povera, illusa! Cosa credi di fare contro me?- fa per darmi uno schiaffo, ma si ferma sentendo una voce chiamarmi.

Mi giro di scatto dietro di me e immediatamente Elia entra nel mio campo visivo.

Mi allontano di scatto da Giulio, il quale mi minaccia, ancora, a voce bassa, di non raccontare nulla, prima di andarsene via.

Mi porto i capelli all'indietro, con fare esausto, e mi appoggio al muro, lasciando le lacrime scivolare libere.

La situazione di Luca è insostenibile, non ho bisogno che anche Giulio si diverta a torturarmi, rendendo tutto più complicato. Non sono così forte da sopportare tutto ciò, non posso farcela. Sto esaurendo tutte le mie forze.

- Piccola- Elia mi toglie le mani dal viso e mi obbliga a un contatto visivo, accarezzandomi la guancia con il pollice - che sta succedendo?-.

- Sono stanca, Eli- confesso, tirando su con il naso - non ce la faccio più, te lo giuro... alzarsi la mattina sta diventando sempre più faticoso, a volte ho dei brutti pensieri in mente...-.

Lascio la frase in sospeso, ma lui sussulta, mi basta questo per capire che ha ben inteso cosa io intenda.

- Ellie, tu non dovrai mai farti del male!- esclama, con espressione inorridita - Ci siamo capiti?-.

Non gli risponde e lui mi afferra per le spalle, scuotendomi leggermente, per dargli una risposta. - Ellie, sono serio. Non potrei mai perdonarti una cosa del genere, mai. Non essere così egoista, non farlo. Passerà questo dolore, passerà. Promettimi che avrei sempre cura di te, promettimelo-.

- Tesoro- lo stringo forte a me, singhiozzando - te lo prometto. Ma ho tanto bisogno di te, stammi vicino, Elia-.

Lui annuisce e mi stringe forte a sé, sussurrandomi parole dolci.

Elia sta diventando il mio migliore amico, una sorta di fratello maggiore che mi protegge e aiuta sempre. Senza di lui sarei ancora più persa di così, ne sono certa.

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